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I dannati di Varsavia (1957)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I dannati di Varsavia: assente
Ritmo ritmo in I dannati di Varsavia: presente
Impegno impegno in I dannati di Varsavia: forte
Tensione tensione in I dannati di Varsavia: forte
Erotismo erotismo in I dannati di Varsavia: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I dannati di Varsavia

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I dannati di Varsavia (voti: 18 media: 3,94) 18

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La trama

Nel settembre del 1944, con la forza della disperazione, Varsavia insorge contro gli occupanti tedeschi, che contrattaccano con tutto il peso della loro struttura militare. Un gruppo di patrioti cerca di sfuggire all'accerchiamento tedesco attraverso le fogne ed è una terribile odissea che si carica progressivamente di toni da tragedia, man mano che le fila di questi ardimentosi si assottigliano. Un celebre, cupo capolavoro di Wajda per ricordare un episodio autentico di disperato eroismo. Una narrazione scarna e vigorosa che conferisce al film una forza sconvolgente, quasi un drammatico documentario intriso del sapore della morte. 

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 05/03/2009 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

E' il secondo film del grande Wajda, indubbiamente quello che lo impose con prepotenza all'attenzione mondiale. "I dannati di Varsavia" è un'opera fortemente impattante, di q elle di fronte alle quali non è possibile restare indifferenti, dolorosa e potente, che esprime inequivocabilmente (e magistralmente) la posizione dolorosamnete critica del regista che si esprime attraverso un forte sentimento di odio per tutto ciò che di nefasto ha espresso l'ultimo conflitto mondiale. Potremo definirla in qualche modo una "moderna discesa agli inferi" questo viaggio nei sottosuoli di Varsavia (perfetta metafora della "storia" crudele che ha segnato indelebilmente gli animi e le coscienze di più di una generazione, da una parte e dall'altra). Il regista, con cupa determinazione, ci porta per mano dentro le storie dei personaggi che rappresenta, ne narra le tragedie anche struggenti, ci fa percepire il dolore e la disperazione con una forza evocativa di straordinaria presa e con sequenze spesso davvero sconvolgenti persino nella loro esasperata truculenza. Un'odissea moderna di palpabile disperazione e sofferenza decisamente lontana dalla retorica ufficiale che sa ancora oggi suscitare sgomento e rabbia, indignazione e rigetto, proprio nel suo non essere celebrativa, per ciò che è stato e che il revisionismo in atto tenta adesso di minimizzare diminuendo il senso della sua portata distruttiva. Il film ottenne a Cannes il premio speciale della giuria e da lì inizio la fortunata penetrazione dei mercati internazionali che rese grande nel tempo il nome del regista (ancora parzialmente misconosciuto in patria, visto lo scarso successo che ebbe il film nella sua terra da parte del pubblico e persino la fredda accoglienza della critica). La storia (anzi le storie, perchè Wajda si sofferma persino a raccontarci due strazianti idilli quasi a sottolineare la visione romantica dell'esistenza che - nonostante tutto - lo rappresentava e che troverà sviluppi positivamente espansi in molte delle sue prove successive) è ambientata nel settembre del 1944, durante l'insurrezione di Varsavia. Alcuni insorti, circondati dai nemici, cercano di trovare la salvezza tentando una via di fuga utiliizzando le fogne della città con l'intento di raggiungere così il quartiere di Srodmiescie. Si divideranno in tre gruppi, ma le difficoltà del percorso, gli ostacoli che si contrappongono, oltre che i tradimenti e le imboscate dei tedeschi, faranno fallire la missione e alla fine del viaggio, tutti saranno catturati (i superstiti naturalmente). C'è una scenta che ricordo sempre con particolare partecipazione emotiva, ed è proprio quella dei due amanti che si illudono per un attimo di essere arrivati alla salvezza: la Vistola è davanti a loro, li separa soltanto, un'inferriata... al di là forse ci sarà la salvezza e un possibile futuro... ma l'uomo verrà preso e crudelmente fucilato... e anche i loro sogni moriranno così nella plumbea oscurità prima che davvero arrivi l'alba. La guerra combattuta da questo manipolo di "resistenti armati", è già persa, e loro ne sono pienamente consapevoli. Eppure, nonostante ciò, in un ultimo anelito illusorio, tenteranno ugualmente di andare fino in fondo, e non solo per una questione di carattere morale, naturalmente percheè le motivazioni sono ben più radicate e profonde. Wajda non teme di sporcarsi le mani, e "narra" il furore tragico di questi "dannati" con assoluta aderenza anche personale, così da rappresentare attraverso di loro, persino il proprio intimo sentire, a costo anche di cedere (e a volte accade) a un'enfasi quasi furente (quella della tragedia) molto più estremizzata di quanto la razionalizzazione oggettiva delle idee avrebbe dovuto concedere (si possono così anche per questo perdonare certe piccole sbavature, come una certa disperisioone narrativa, o la definizione non del tutto messa a fuoco di alcuni personaggi come quello del musicista, perchè ce ne sono altri, come quello davvero straordinario del capogruppo Zadra, che ristabiliscono gli equilibri in assoluto e totale positivo). I mezzi a disposizione del regista erano davvero scarsi, ma sono riscattati egregiamente dalla bellissima fotografia ad opera di Jerry Lipman di un bianco e nero quasi sporco e fortemente contrastato pieno di angosciose suggestioni.
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SI

Opinioni su I dannati di Varsavia


5 marzo 2009 Opinione di spopola su "I dannati di Varsavia"
spopola

E' il secondo film del grande Wajda, indubbiamente quello che lo impose con prepotenza all'attenzione mondiale. "I dannati di Varsavia" è un'opera fortemente impattante, di q elle di fronte alle quali non è possibile restare indifferenti, dolorosa e potente, che esprime inequivocabilmente (e magistralmente) la posizione dolorosamnete critica del regista che si esprime attraverso un forte sentimento di odio per tutto ciò che di nefasto ha espresso l'ultimo conflitto mondiale. Potremo...

voto al film: spopola assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

20 luglio 2007 Opinione di kotrab su "I dannati di Varsavia"
kotrab

Teso, claustrofobico, disperato. 8 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)



21 aprile 2007 Opinione di luca826 su "I dannati di Varsavia"
luca826

Voto 8 Asfissiante

voto al film: luca826 assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)


20 aprile 2007 Opinione di chribio1 su "I dannati di Varsavia"
chribio1

film ben costruito e basato su un fatto accaduto all'epoca della seconda guerra mondiale.voto.8.

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)



5 aprile 2007 Opinione di sasso67 su "I dannati di Varsavia"
sasso67

Il secondo film di Wajda dedicato alla guerra è un buon film, seppure piuttosto invecchiato, forse anche a causa di un doppiaggio più enfatico del necessario. Si tratta di un'anabasi fognaria con un finale assai più tragico rispetto all'archetipo di Senofonte. Se il titolo originale polacco era generico (Kanal, cioè fognatura), quello italiano rende bene la situazione da trappola per topi in cui si trovano i personaggi che si agitano invano nel film, allo scopo di trovare una via...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)


5 dicembre 2006 Opinione di teaestefano su "I dannati di Varsavia"
teaestefano

Tesissimo, ben recitato, molto coinvolgente, claustrofobico, angosciante, disperato. E' un grande film di Wajda che rende benissimo la tragedia della guerra, dell'occupazione, della fuga disperata nelle fogne. Non so che periodo il regista stesse vivendo nella sua vita privata, ma certo per rendere così bene quanto sopra doveva provare sentimenti simili a quelli dei protagonisti. Io ieri sera ho avuto la fortuna di vederlo al cinema e il film dura un'ora e venti o poco più. Già in passato...

voto al film: teaestefano assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)



11 luglio 2005 Opinione di florentia viola su "I dannati di Varsavia"
florentia viola

sinceramente l'ho trovato un film un po' retorico e molto datato.

voto al film: florentia viola assegna il voto sufficiente a I dannati di Varsavia (1957)


8 novembre 2003 Opinione di sarix su "I dannati di Varsavia"
sarix

è bello certo la fine che fanno tutti i personaggi è proprio da casi umani

voto al film: sarix assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)



30 settembre 2003 Opinione di degoffro su "I dannati di Varsavia"
degoffro

Claustrofobico, buio, disperato e struggente film di guerra di Andrzej Wajda, incentrato sul tentativo di un gruppo di patrioti polacchi di sfuggire all'accerchiamento tedesco attraverso le fogne ("Kanal" è infatti il titolo originale del film che nel 1957 è stato premiato al Festival di Cannes). L'epopea di questi eroi viene raccontata da Wajda con i toni di un rabbioso e tragico documentario: una terribile odissea, un cammino faticoso e sofferto di un gruppo di ardimentosi nella vana...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a I dannati di Varsavia (1957)



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