C'eravamo tanto amati (1974)
Con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, Aldo Fabrizi
La trama
Tre amici ex partigiani si ritrovano, anni dopo. Chi è cambiato e chi no.
Gianni, Nicola e Antonio hanno fatto la Resistenza, certi di combattere per un futuro migliore. Poi, finita la guerra, hanno preso strade diverse: Antonio è portantino al San Camillo di Roma; Gianni è entrato, grazie al matrimonio, nella famiglia di un palazzinaro; Nicola insegna a Nocera Inferiore finché rompe con la famiglia e con la scuola e tenta di inserirsi nella critica cinematografica a Roma. Luciana, innamorata di Antonio, passa attraverso parecchie esperienze - compreso un tentativo di suicidio - prima di tornare da lui e sposarlo. In occasione di un incontro imprevisto, i protagonisti rievocano i tempi andati e i casi delle loro vite, e prendono atto dei cambiamenti, taluni drammatici.
Una corposa sceneggiatura (di Age, Scarpelli e Scola), una realizzazione di polso e l'ottima resa degli interpreti conferiscono al film - sotto la superficie del bilancio esistenziale privato dei personaggi - la valenza di una più ampia e ben articolata rappresentazione dei mutamenti avvenuti nella società italiana. Dai sogni e dalle utopie della Resistenza alla triste realtà di un successivo appiattimento, o addirittura (come nel caso di Gianni, che ha "fatto fortuna" e si finge un poveraccio per non dover raccontare agli amici la sua vera storia) di tradimento degli ideali. Commedia sì, ma con parecchio fiele. Dedica per Vittorio De Sica, scomparso poco prima dell'uscita della pellicola, che compare in un cameo in cui racconta al pubblico un aneddoto sulla lavorazione di _Ladri di biciclette_.
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 20/11/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Una seicento blu con il parafango rotto avanza su una stradina di fianco a una villa. Un uomo esce dall’interno della villa in accappatoio e zoccoli, fuma una sigaretta e si dirige verso il trampolino di una piscina. Tre persone scendono dall’auto, sono Antonio, Nicola e Luciana. L’uomo che sta per compiere il tuffo è Gianni. AVVERTENZA GIANNI FINIRA’ IL TUFFO ALLA FINE DI QUESTA STORIA CHE EBBE INIZIO TRENT’ANNI FA. Gianni, Nicola e Antonio sono in montagna, con altri partigiani preparano un attentato a una pattuglia di tedeschi. L’Italia è liberata, Gianni conclude gli studi in legge a Pavia, Nicola intraprende la carriera di professore nella sua Nocera Inferiore, Antonio il portantino al San Camillo di Roma. Quest’ultimo proprio qui conosce Luciana, una ragazza friulana aspirante attrice. Vanno a teatro a vedere STRANO INTERLUDIO di O’Neill in cui gli attori vengono illuminati da un cono di luce in cui esprimono pensieri senza essere “sentiti”. Antonio e Luciana mutuando questa convenzione si dichiarano reciprocamente, al “Re della mezza porzione” riappare Gianni che rimane folgorato da Luciana. I due si innamorano e comunicano la notizia ad Antonio che inizialmente sembra accettare con rassegnazione la decisione per poi rincorrere Gianni e prenderlo a testate. “Ti pensavo buono e generoso”, esclama Luciana, “…e ce semo stufati de esse boni e generosi” replica Antonio. Intanto a Roma arriva anche Nicola che ha mollato famiglia e paese per gli ideali. A Nocera al cineforum dopo la proiezione di LADRI DI BICICLETTE alcuni notabili (su riflesso della DC nazionale) attaccano il film mentre Nicola Palumbo:”Noi stasera abbiamo visto un film stupendooo!...Nocera è inferiore perché ha dato i natali a individui ignoranti e reazionari come voi!”, licenziato dal suo preside non scende a compromessi e si rifugia nella capitale lontano da “acque stagnanti in cui si affonda un poco alla volta, questo è la provincia”. Gianni diventa avvocato di Romolo Catenacci, un capomastro sgrammaticato fattosi impresario edile corrotto e nostalgico del fascio, persuaso dalla sua filosofia spicciola ma efficace, “tu ci metti la carta bollata, io quella filigranata e vedrai che la giustizia trionferà. ESPANDI +
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23 maggio 2012 Opinione di sasso67 su "C'eravamo tanto amati"
Favoloso affresco trentennale di Scola, che funziona sia preso nel suo insieme che nelle singole parti che lo compongono. Quartetto politico-sentimentale che a più riprese si separa per poi tornare a ricomporsi sotto forme diverse. Mi piace soprattutto la parte dedicata all'avocato Gianni (Gassman) che si abbrutisce di cinismo e cattiveria, mentre la consorte, erede di una famiglia di palazzinari ciccioni (impagabili i Fabrizi: Aldo fa il capofamiglia, la sora Lella sua moglie e il figlio...
voto al film: 
22 aprile 2012 Opinione di GIMON 82 su "C'eravamo tanto amati"
Un fiume denso di riflessioni,sogni e (dis) illusioni questo è "C'eravamo tanto amati",una poesia malinconica di un pezzo di storia italiana.Tre amici Gianni,Antonio e Nicola fanno parte di quella "meglio gioventu'" che ha resistito e lottato per un futuro migliore,ma che non ha raccolto nulla dei propri sogni.Questa storia abbraccia 30 anni di storia italiana,dalla liberazione agli anni di piombo.Scola supera dunque se stesso in un fantastico affresco melo' con un tocco di "commedia...
voto al film: 
15 aprile 2012 Opinione di solerosso82 su "C'eravamo tanto amati"
Tre amici, ex-partigiani, inizialmente uniti da ideali comuni e da un profondo legame affettivo, separati dall'amore per la stessa donna, in un malinconico fotoromanzo italiano, ambientato nel trentennio del boom economico. Scola fuga l'apparente visione pessimistica dei rapporti umani, offrendoci invece una chiave di lettura socialista: meglio poveri, ma felici, che ricchi e senza sentimenti; solo l'amore, come quello tra Antonio (Manfredi) e Luciana (Sandrelli) è l'unica...
voto al film: 
15 aprile 2012 Opinione di zombi su "C'eravamo tanto amati"
ci sono dei film che sono dei punti fermi nella vita. i classiconi italiani come questo, lo sono per me per certi versi, anche se poi sono costretto a dare il vuoto buono e non ottimo. "C'ERAVAMO TANTO AMATI" è più di un titolo, più di un caposaldo della nostra cinematografia. è diventato anche un modo di dire. anche così, per scherzare o per ridere. la storia dei tre amici che attraversa tre decenni, dall'esperienza partigiana all'oggi(i loro e i nostri anni 70, ai quali per certi...
voto al film: 
27 febbraio 2012 Opinione di mm40 su "C'eravamo tanto amati"
Trent'anni di storia italiana, dalla fine della seconda guerra mondiale al 1974 in cui il film esce, mirabilmente rappresentati da una sceneggiatura (Age, Scarpelli, Scola) ispiratissima e ricca in maniera impressionante di situazioni memorabili e allegoriche. L'allegoria di fondo è quella - pasoliniana quanto basta - che vede i tre protagonisti maschi spartirsi una sola donna (l'Italia, appunto) nel nome ciascuno dei propri ideali politici: il democristiano, il comunista,...
voto al film: 
30 dicembre 2011 Opinione di bradipo68 su "C'eravamo tanto amati"
Volevamo cambiare il mondo ma il mondo ha cambiato noi. Più che un semplice aforisma un vero e proprio epitaffio su una stagione di vita italiana, un trentennio di illusioni e disillusioni, la stagione della speranza e della delusione, il coacervo delle occasioni mancate da una sinistra indecisa e parolaia. E dall'altra parte hanno fatto i soldi, altro che mezze porzioni dal bujaccaro... C'eravamo tanto amati è diventato un modo di dire molto comune nel nostro lessico ma probabilmente...
voto al film: 
27 dicembre 2011 Opinione di Joeycruel su "C'eravamo tanto amati"
Se parliamo di un opinione oggettiva questo film merita 5 stelle, il regista e gli attori sono da urlo (tranne la Sandrelli ovviamente, lì l'urlo è di dolore e rabbia, la voglia di omicidio viene alla gola con un sapore dolciastro e piacevole, e non ti senti colpevole solo pre-rabbico). Ma soggettivamente questo film mi ha messo tanta tanta depressione a causa della storia impregnata di disillusione e squallore medio borghese. Quindi pensate a cosa cercate e capirete se questo film fa per...
voto al film: 
20 novembre 2011 Opinione di hallorann su "C'eravamo tanto amati"
Ci sono film che ti entrano nel cuore e non ti lasciano più. C’ERAVAMO TANTO AMATI personalmente lo è per due motivi: quando ero piccolo guardavo solo film comici e commedie e vidi il film di Scola diverse volte rimanendo colpito dal lato “esteriore”, le interpretazioni e diverse situazioni divertenti. Divenuto adulto ho apprezzato e colto la profondità del film, i significati (neanche tanto) reconditi, la Storia dietro le Storie dei quattro personaggi e la loro complessità. Solo...
voto al film: 
28 ottobre 2011 Opinione di scandoniano su "C'eravamo tanto amati"
Gianni, Nicola e Antonio, ex commilitoni durante la seconda guerra mondiale, si ritrovano dopo varie vicissitudini a Roma, dove condividono, prima ancora che l’amicizia, la passione per la stessa donna. Le loro vite ed i loro caratteri tanto diversi li portano ad avere un rapporto ora morboso ora scostante. Le loro strade alla fine sembrano dividersi, sullo sfondo di una Roma che inneggia ontologicamente al “volemose bbene” e che in fondo, è il collante reale di tutto. “La fine...
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