Vite perdute (1991)
Con Alfredo Libassi, Salvatore Termini, Filippo Genzardi, Carlo Beretta
La trama
Gioventù bruciata a Palermo, tra rapine, rapimenti e omicidi.
Stefano fa parte di un gruppo di sbandati di Palermo. Con gli amici rapisce Lucia, la ragazza di cui è innamorato. Intercettati dalla polizia, finiscono fuori strada e muoiono nell'incendio della loro auto. Rosario vuole vendicare l'amico e uccide il padre di Lucia. Pietro è sospettato di essere un traditore e, per dimostrare il contrario, organizza una rapina durante la quale muore. Salvatore e Rosario uccidono un protettore.
Il vero nome del regista è Giuseppe Greco, figlio di Michele (proprio lui, il boss di Ciaculli e capo della Cupola). Il suo film è una versione capovolta di "Ragazzi fuori", demagogica e urlata, con molti dei ragazzi che interpretavano il film di Risi, e in più un protagonista che nella vita fa il cantante napoletano (ma è catanese).
L'opinione più votata
Di LIBERTADIPAROLA75 scritta il 15/02/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
20 dicembre 2011 Opinione di XANDER su "Vite perdute"
E'una vegogna questo film, prendere i ragazzi di Mery per sempre e trasformarlo in un film che non sa proprio di niente. Recitato malissimo, doppiato ancora peggio. Non sprecate tempo a guardarlo
voto al film: 
15 febbraio 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Vite perdute"
Storie di gioventù allo sbando in quel di Palermo: un ragazzo è innamorato di una ragazza ma, non corrisposto, la rapisce e durante la fuga avviene un incidente mortale. Una ragazza muore suicida lanciandosi da un ponte dopo la morte del suo ragazzo. Una donna cede alle avanches sessuali di un ricco professionista, invaghitosi di lei, perch'è aiuti il figlio, etc...Storie di ordinario orrore in Sicilia. Il regista (vero nome Giuseppe Greco, figlio del boss mafioso...
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