Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di Mr.Klein su J'entends plus la guitare

[J'entends plus la guitare, Francia 1991, Drammatico, durata 108']   Regia di Philippe Garrel
Con Benoît Régent, Johanna Ter Steege, Yann Collette, Edith Boulogne




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
09/10/2005 voto al film: voto sufficiente

Sul film

L’interrogativo su quanta ammirazione,o quanta attenzione, nasce anche da ciò che irrita può trovare in film come questo una sua temporanea risposta. Perché Garrel è questo,e perché le domande nel suo film si moltiplicano all’infinito. E’ tutto scarno,tutto già corroso e,forse,vinto nei sentimenti di Marianne,e la’adesione a questo disordine,pur nel desiderio di estinguerlo,ha praticamente sbranato gli ambienti,li ha logorati,facendoli sembrare un alloggio eternamente provvisorio da cui l’unica certezza è la possibilità della fuga e dell’infedeltà. Stanno male o vogliono star male?Se la sofferenza è l’unico modo di crescere o,in questo caso,di “sapere”,allora nessuno si ritrae,accettando una precarietà che è un conforto quasi irrinunciabile. Non sappiamo se seguirli e ammirarli per farsi avanti in quel malessere che li spaventa ma li nutre,o se detestarli per l’incapacità cronica di far seguire alle parole(molte ,talvolta troppe) un gesto che spieghi,liberi,appaghi. Non c’è traccia di insincerità,e può anche essere una metafora esemplare per esprimere la desertificazione dei sentimenti,ma la sottolineatura poetica,se non poeticistica,invade ogni tentativo di comprensione e di vitalità,anche nel dolore. Nessun conforto borghese,nessun rimedio familiare potrà far dimenticare i tempi di quella ricerca che era affanno e peso,ma era,tutto sommato,la vita ideale. Spiace la stonatura finale,dove la rivelazione di ciò che è successo a Marianne,nel confondersi con i fatti realmente accaduti,risulta posticcia e sbrigativa,anche nell’estremo tentativo di ricucire nel ricordo le passioni spente.

Cosa cambierei

L'autoindulgenza verso l'espressione di quel dolore,che rende il tutto un po' più falso


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



login

hai dimenticato la password?