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Opinione di bradipo68 su Gli amanti del Pont-Neuf

[Les amants du Pont-Neuf, Francia 1991, Drammatico, durata 125']   Regia di Leos Carax
Con Juliette Binoche, Denis Lavant, Klaus Michael Grüber, Crichan Larson




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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28/07/2009 voto al film: voto ottimo

Sul film

La perfetta,limpida esemplificazione della follia dell'amor fou.Quanti ricordi,quanti emozioni....Vidi questo film quando uscì nel 1991 e lascò in me un profondo turbamento.Non conoscevo Carax ma lo inseriì subito nel gotha dei grandi .Da allora non sono riuscito più a vederlo fino a che sono riuscito a reperire il dvd.E dopo 18 anni,tremante come una foglia,l'ho rivisto di nuovo,curioso di provare a me stesso che le emozioni che provai tanto tempo fa non erano passeggere ormai confinate nei ricordi ma ancora vive e vivide.E mi sono sorpreso ancora nell'essere travolto da un fiume di ricordi e di sensazioni alla visione del film di Carax,un genio incompreso della macchina da presa.Ora il mio approccio ai film è se possibile più smaliziato ma vedere le ricercatezze formali,la pantagruelica fantasia nella costruzione della sequenza,il delirio visionario del regista francese mi ha fatto ritornare ad essere lo spettatore di molti anni fa,meno esperto,meno smaliziato,più facilmente impressionabile.Gli amanti del Pont Neuf  colpisce come e più di allora,è un film che accarezza l'epidermide e al contempo tiene in pugno il cuore di chi lo guarda,che provoca un appagamento totale delle cornee con sequenze di assoluta magniloquenza e che al contempo suscitano un turbine di sensazioni che difficilmente si prova col cinema di questi tempi.Perchè qui volenti o nolenti si respira grande cinema.Un film fatto con una passione che quasi fa perdere il controllo,una storia d'amore difficile e contorta segno della dei tempi carichi di timori e interrogativi a cui è praticamente impossibile rispondere.Il Pont Neuf chiuso per lavori(ricostruito con grande dispiego di mezzi e un costo spropositato) è sfondo amorfo eppure stilizzato ,pertinente alla storia d'amore del saltimbanco alcolizzato Alex e della pittrice che sta perdendo la vista Michèle.In più c'è un altro residente abituale che è il vecchio Hans,clochard solitario e scontroso.I due,Alex e Michèle, sono diversi alla deriva,uno clochard per necessità,l'altra che sceglie di isolarsi dal resto del mondo quasi per raccogliersi nel dolore della imminente perdita del dono più prezioso per un pittore:la vista.Juliette Binoche aderisce al suo personaggio con grande partecipazione emotiva facendo quasi condividere allo spettatore la sua sofferenza che aumenta giorno dopo giorno,Lavant nei panni di Alex sembra condividere col suo personaggio la volontà di autodistruggersi e prosegue imperterrito nel suo delirio autodistruttivo.La loro è una storia d'amore condizionata dalle loro diversità sociali,Michèle tra il riacquistare la vista e stare con Alex preferisce la prima,quasi a sancire che è la pittura il suo primo amore,che il suo posto è nella società che Alex rifugge.Ma si ritroveranno,partiranno insieme per un nuovo futuro in un finale con evidenti rimandi all'Atalante di Jean Vigo.Carax ci regala un capolavoro visionario ,classico prototipo di film atto a dividere critica e pubblico,da amare o odiare incondizonatamente.Io amo alla follia questo film,ci si respira tutta la sofferenza del suo autore,il travaglio produttivo che portò a riprese lunghe per ben tre anni,l'amore che traspare quasi da ogni inquadratura per la sua musa Juliette Binoche.Esempio strabiliate di esercizio stilistico eppure grande cinema,un cinema fatto di eccessi e di estremizzazioni con voglia di rischiare senza aver paura di shockare il pubblico,si citano i grandi classici con grande rispetto ma anche con quel pizzico di arroganza di chi è conscio della propria bravura.E'un film che si avvicna sempre pericolosamente sul ciglio del baratro del manierismo formale ma non lo oltrepassa mai,un miracoloso equilibrio tra foga autoriale ed emozione pura.Sembra un film fatto solo di selvaggia irruenza eppure è così studiato,sempre in bilico tra passione e razionalità.E ,accanto a tutta una serie di sequenze da mandare a memoria per bellezza formale(i fuochi d'artificio,l'incendio del corridoio della metropolitana,il finale con il tuffo nella Senna) c'è una sequenza che commuove profondamente:la sortita notturna,furtiva di Hans e Michèle al Louvre per fare vedere da vicino a Michèle un quadro che alla luce normale non avrebbe mai potuto apprezzare...Una piccola sequenza silenziosa,intima,illuminata alla luce fioca di una candela che ancora emoziona,che fa tremare come trema la mano esitante di Michèle che si avvicina esitante al quadro...

Sulla regia di Leos Carax

un grandissimo regista che non  ha avuto i riconoscimenti meritati

Sull'interpretazione di Juliette Binoche

eccellente nel suo aderire al personaggio

Sull'interpretazione di Denis Lavant

una maschera che si dimentica difficilmente

Sull'interpretazione di Klaus Michael Grüber

ottimo

Sull'interpretazione di Crichan Larson

ok


SI

Commenti

  • 29 luglio 2009, 14:09 di Inside man

    BRAVISSIMO Bradipo! Ancora una volta mi ritrovo perfettamente immedesimato, anche cronologicamente, nelle sensazioni da te raccontate (mi manca solo una visione più recente da quel purtroppo lontano 1991). Concordo al 100% con la tua bellissima recensione. Carax fa di Alex (e Lavant) il suo evidente alter-ego cinematografico, ed in assoluta simbiosi fra se stesso/il personaggio/ed il film e prima di un (forse) definitivo perdersi nei meandri di un'esistenza registicamente caotica, incontrollata, ed in fondo sprecata, quest'opera segna il suo canto del cigno artistico (esattamente com'è l'ultimo squarcio di luce e amore nella squallida vita di Alex, ed il vertice interpretativo per Lavant). Un capolavoro che allora giunse con la forza di un fulmine (quanti gli accesi dibattiti su Carax fin dai tempi di Rosso sangue), oggi incompreso e dimenticato (e mi rammarico di essere stato in pole su quest'aspetto). Grazie per la salutare sveglia! Un saluto

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  • 29 luglio 2009, 17:18 di jonas

    "Il cielo è bianco oggi" "Ma le nuvole sono nere". Anche per me questo è un gioiellino: magari non da 5 stelle (ma le 5 stelle sono sempre un fatto molto personale), però un film che colpisce e resta impresso a distanza di anni.

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  • 29 luglio 2009, 18:20 di bradipo68

    grazie per i bellissimi commenti:come ha detto jonas le cinque stelle sono un fatto molto personale,per me questo film le merita proprio per le sensazioni che in me ha evocato anche a così tanti anni di distanza.Sono totalmente d'accordo poi con la disamina acuta di Inside.All'epoca il film divise praticamente in due la critica....grazie ancora a entrambi...

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