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Il mascalzone (1971)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il mascalzone: assente
Ritmo ritmo in Il mascalzone: minimo
Impegno impegno in Il mascalzone: minimo
Tensione tensione in Il mascalzone: presente
Erotismo erotismo in Il mascalzone: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Il mascalzone

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Il mascalzone (voti: 2 media: 3,50) 2

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locandina di Il mascalzone

La trama

La polizia di Londra è da tempo alla ricerca di prove per incriminare Vic Dakin (Burton) presunto boss dell'East End, che gestisce un'organizzazione basata sul gioco d'azzardo, sulla droga e sulla prostituzione. L'ispettore Bob Mathews, che non riesce a incastrarlo con le normali indagini, gli tende una trappola, ma Vic tiene in pugno una personalità politica che ricatta per alcuni aspetti scabrosi della sua vita privata. Drammone naturalista a tinte fosche, da un romanzo di James Barlow. 

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 26/05/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto mediocre

Il mascalzone (in originale Villain) è l’opera d’esordio per il grande schermo, dopo un apprendistato sviluppatosi soprattutto  in campo televisivo, del regista inglese Michael Tuchner, sul quale si puntarono anche da noi per un breve attimo, i riflettori interessati della critica, che coltivarono l’illusoria speranza, ben presto tramontata, di poter ravvisare in lui la nascita, se non di un autore vero e proprio,  di una interessante promessa (in ogni caso non mantenuta, visto che di lui poi si sono definitivamente perse le tracce, visto che si è smarrito definitivamente in produzioni di scarso costrutto e di ancor minore impatto) che quanto meno fosse in grado di rinfrescare il genere del gangster movie, con nuova linfa e differenti prospettive.
In effetti questa pellicola (tratta dal romanzo di James Harlow The Burden of Proaf e sceneggiata da Dick Clement e Jan La Frenais), ha elementi all’apparenza abbastanza insoliti per l’epoca da suscitare una certa curiosità proprio per la struttura inusuale del racconto che, più che inserirsi nell’usurato filone dei film che miravano a rievocare, soprattutto in chiave “nostalgica”, le gesta dei famigerati gangster degli anni ’30, cresciuti come funghi in quegli anni proprio sulla scia del grande successo arriso a Bonnie and Clayde, sembrava  voler riprendere invece più o meno dichiaratamente, lo schema e il modello dei classici del genere, ma con l’obbiettivo – almeno in apparenza -  di apportarci poi vistose variazioni.
E’ proprio allora questo tentativo di raccontare una storia intrisa degli umori dell’attualità, servendosi, sia pure con tutte le varianti che vedremo, dei moduli di un genere così datato, che conferì quel fugace interesse a cui accennavo sopra a un film altrimenti assai modesto, e tale da non riuscire a suscitare  davvero né “fermenti” né “palpiti”, soprattutto se rivisto “col senno di poi”. Quelle inusuali novità che qualcuno ci aveva voluto leggere, si riducono infatti semplicemente a qualche annotazione di costume non del tutto conforme (piccolissime “trasgressioni” narrative che adesso  però possono persino far sorridere un po’).
Ma andiamo per gradi e per priorità.  Quello che salta ancora oggi agli occhi quale elemento primario di quella“variazione inedita” riscontrata, è il rilevare come una volta tanto,  c’è in questo caso una esplicita connotazione di omosessualità che definisce proprio il personaggio principale e i suoi rapporti (una volontà di ”chiarezza” che è portata avanti con insolito vigore anche in altre direzioni, mettendo il luce nature meno “incerte” di particolari e morbose ”ossessioni”  sessuali che coinvolgono la sfera degli affetti, anche se l’intento è soprattutto “discreditativo” come era d’uso allora quando si parlava di “divergenze” comportamentali non “allineate”). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Il mascalzone


26 maggio 2010 Opinione di spopola su "Il mascalzone"
spopola

Il mascalzone (in originale Villain) è l’opera d’esordio per il grande schermo, dopo un apprendistato sviluppatosi soprattutto  in campo televisivo, del regista inglese Michael Tuchner, sul quale si puntarono anche da noi per un breve attimo, i riflettori interessati della critica, che coltivarono l’illusoria speranza, ben presto tramontata, di poter ravvisare in lui la nascita, se non di un autore vero e proprio,  di una interessante promessa (in ogni caso...

voto al film: spopola assegna il voto mediocre a Il mascalzone (1971)

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