Vaghe stelle dell'orsa (1965)
Con Claudia Cardinale, Jean Sorel, Michael Craig
La trama
Sandra torna alla natìa Volterra con il marito Andrew Dawson. Qui ritrova il fratello Gianni e l'anziana madre ricoverata in una clinica psichiatrica, dove viene accudita dal secondo marito. Il primo è morto in un campo di concentramento. Andrew oltretutto scopre che Gianni e Sandra sono stati uniti da un torbido legame. Sicuramente non uno dei migliori film di Visconti, vinse comunque il Leone d'oro a Venezia nel '65. Notevole comunque il fascino torbido di una splendida Cardinale, e l'ambientazione dannunziana a Volterra.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 05/03/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
voto 7/10
5 marzo 2011 Opinione di steno79 su "Vaghe stelle dell'orsa"
Nella straordinaria filmografia di Luchino Visconti, Vaghe stelle dell'orsa non può non apparire come un titolo minore. Un dramma che affronta il disfacimento di una famiglia borghese, come in molte altre opere del regista milanese, e che non manca di pregi nell'analizzare il torbido intreccio di sentimenti che sta alla base della trama, ma dove non si ritrova la stessa lucidità di analisi dei grandi capolavori viscontiani e vi sono degli sbandamenti verso una matrice...
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1 agosto 2009 Opinione di sasso67 su "Vaghe stelle dell'orsa"
I riferimenti ammessi (fin dal titolo quello alle “Ricordanze”) o negati (il dannunziano “Forse che sì forse che no”, di argomento ed ambientazione simili) da Visconti sono molteplici. Le allusioni, che oggi potremmo definire subliminali, sono altrettante, a cominciare dall’ambientazione volterrana, in quella che fu una delle principali città degli Etruschi, civiltà assai legata al culto dei morti; così come la cittadina toscana giace...
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26 dicembre 2008 Opinione di mm40 su "Vaghe stelle dell'orsa"
Più che un dramma è una vera e propria tragedia. I sensi di colpa sono i veri protagonisti di questo febbricitante viaggio verso una verità torbida e negata; quelli di Sandra sono mostruosi e le permettono solamente di rinnegare il passato, per prima a sè stessa, mentre quelli di Gianni sono quasi un velo, una patina sul suo reale pensiero, che lo vede ancora e sempre innamorato della sorella. L'ammissione è spontanea, irrefrenabile e trova la sua più compiuta manifestazione concreta...
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17 gennaio 2008 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "Vaghe stelle dell'orsa"
Una trama sottesa di simboli sia visivi che nel dialogo vengono disseminati per utto il film, e tralucono qua e là segnando le tappe di un cammino proprio come le stelle dell'orsa disegnano nel cielo la costellazione. Brusche virate, bruschi accostamenti quasi cacofonici fra immagini e musica creano fantasmi fole spettri in controluce. La città dei morti Volterra, inghiottita lentamente dalle balze, il convento abbandonato dopo la vita mondana di Ginevra e il lungo percorso in macchina...
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5 settembre 2003 Opinione di emmepi8 su "Vaghe stelle dell'orsa"
Un film che avrei voglia di rivedere, nn l'ho potuto vedere all'epoca per ragioni anagrafiche, cioè era vietato a 18 anni, l'ho visto circa 10 dopo con molta curiosità:è un film claustrofobico, un Visconti, scuro, nero un tantino più morboso, un racconto che ricorda da vicino Il giardino dei Finzi Contini,a cui penso sempre come a Visconti al suo regista ideale, comunque il film mi ha affascinato.E' un prodotto di Cristaldi e nel bene o nel male, vale la pena c'è sempre una ricerca...
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