I cavalieri del Nord Ovest (1949)
Con John Wayne, Joanne Dru, Ben Johnson, John Agar, Harry Carey jr.
La trama
Nel territorio del Nord-Ovest le popolazioni indiane vogliono muovere guerra alle guarnigioni dei bianchi. I militari del Settimo Cavalleggeri in un fortino di confine sono allerta. Li comanda l'anziano capitano Brittles, che tenta fino all'ultimo di evitare spargimenti di sangue: quando dovrà affrontare un gruppo di indiani irriducibili, con un colpo di mano riuscirà a privarli dei loro cavalli rendendo così impossibili i loro attacchi. Secondo film della cosiddetta "trilogia militare" di John Ford: non un film militarista ma una rivisitazione poetica dei miti della frontiera, con i suoi paesaggi, gli inni, le amicizie virili. Grande Wayne, autoironico quando si mostra presbite, si commuove e dialoga con la moglie morta in una scena sublime. Oscar alla fotografia a colori di Winton C. Hoch, ispirata ai quadri di vita della frontiera di Remington.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 27/01/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
"Masticare tabacco è una pessima abitudine. Ti fa venire il voltastomaco."
Secondo capitolo della Trilogia della Cavalleria di John Ford - dopo Il Massacro di Fort Apache e prima di Rio Bravo - che mette in risalto il combattimento glorioso per rappresentare la nazione di appartenenza, cosa che succedeva anche (ma in meno punti) nel capitolo precedente della trilogia di Ford. Il film è sicuramente il migliore dell'intera trilogia ed è quello che sa rappresentare meglio il coraggio di un soldato nonostante poche speranze di vittoria. Tutti si aiutano e tutti sono comandati da John Wayne, allora quarantenne ma che fa un ruolo, nel film, da sessantenne. Gli riesce alla perfezione, anche per il fatto di aver sempre amato per gran parte della sua carriera cinematografica il ruolo del capo e comandante di un esercito, specialmente nelle pellicole western. Il film in questione, come si può ben notare, è un western. Ma tutti i film della trilogia hanno uno sfondo romantico e da commedia ambientata nel vecchio west, basti pensare al primo capitolo, che in tutta la prima ora risulta una commedia romantica sullo sfondo del vecchio west. John Ford sa manovrare bene questo genere senza mai cadere nel banale. Infatti anche in questo film prima della partenza dei soldati c'è un lungo assistere alle sventure amorose di un tenente con una donna. Ma è sempre un bel vedere. Specie nelle pellicole di Ford. Joanne Dru interpreta Olivia, John Agar il tenente Flinn. Sono loro i due piccioncini dell'intera pellicola.
L'anziano capitano Brittles è in procinto di andare in pensione. Però ha ancora un ultima missione da compiere. Deve trattare la pace con gli indiani che vogliono dare guerra alle guarnigioni dei bianchi. Al momento della partenza però devono partire con i soldati anche due donne. I guai arrivano soprattutto quando incominciano a incontrare gli indiani.
A John Ford l'amore piace. Eccome. In quasi tutte le sue pellicole deve far innamorare due giovani. Potrebbero essere la speranza della società di oggi. Il loro figlio potrebbe andare a combattere per la nazione. Ma devono essere umani. Nelle pellicole del regista americano l'amore scorre soprattutto nei giovani ventenni-trentenni. C'è sempre però il solito problema. Uno di loro è innamorato oppure viene corteggiato da un altra persona. Se non c'è l'antagonista dell'amore, John Ford si concentra soprattutto sulle feste nella contea, in modo da far innamorare questi due. Anche a costo di perdere più di un ora per riuscire nell'impresa, come già successo nel già citato Il Massacro di Fort Apache. L'amore è vitale. Viene manifestato anche dal capitano il giorno prima di partire in missione. Infatti quest'ultimo va a trovare sua moglie ormai morta nel cimitero. Parte delicatissima. Ma il fatto è che l'amore per il regista viene manifestato soprattutto - come già detto prima - nelle persone giovani. ESPANDI +
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3 settembre 2011 Opinione di tafo su "I cavalieri del Nord Ovest"
Uno dei migliori Ford, sicuramente il migliore della trilogia militare. Qui a contare è l'azione direbbe Sartre come unico modo per affrontare la realtà. Il mondo fordiano fatto di amicizie virili e di nuclei sociali ristretti e solidali trova la sua esemplificazione nella missione dello squadrone di cavalleria del capitano Nathan Brittles. L'ultima missione prima della pensione, prima di lasciare spazio ai giovani dei quali ancora non si fida. Il fallimento della missione...
voto al film: 
27 gennaio 2011 Opinione di stanley kubrick su "I cavalieri del Nord Ovest"
RAPPRESENTARE LA PROPRIA NAZIONE "Masticare tabacco è una pessima abitudine. Ti fa venire il voltastomaco." Secondo capitolo della Trilogia della Cavalleria di John Ford - dopo Il Massacro di Fort Apache e prima di Rio Bravo - che mette in risalto il combattimento glorioso per rappresentare la nazione di appartenenza, cosa che succedeva anche (ma in meno punti) nel capitolo precedente della trilogia di Ford. Il film è sicuramente il migliore dell'intera trilogia ed...
voto al film: 
24 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "I cavalieri del Nord Ovest"
Recensione col vecchio nickaname Titanic900: "Stupendo, come tanti film di John Ford in cui dirige un efficace e convincente John Wayne".
voto al film: 
24 giugno 2010 Opinione di FABIO1971 su "I cavalieri del Nord Ovest"
"Oggi esco con le truppe. I Cheyenne sono in giro, perciò prenderò lo squadrone e darò un'occhiatina a nord. Forse sarà la mia ultima missione. Sembra impossibile: in pensione...". [John Wayne davanti alla tomba della moglie] L'incipit di I cavalieri del Nord Ovest (in originale She Wore a Yellow Ribbon, dal titolo dell'omonima ballata divenuta l'inno della cavalleria americana), affidato alla voce fuori campo, tratteggia (nei toni pomposi e retorici del...
voto al film: 
27 febbraio 2010 Opinione di wang yu su "I cavalieri del Nord Ovest"
Noioso e datato manca il conflitto drammatico le scene si incentrano sullo spostamento del gruppo durante il quale succede ben poco di interessante ed emozionante.Da segnalare la divertente scazzottata finale.
voto al film: 
20 giugno 2009 Opinione di will kane su "I cavalieri del Nord Ovest"
La trilogia militare di John Ford è composta da "Il massacro di Fort Apache", "Soldati a cavallo", e questo "I cavalieri del Nord-Ovest":tutti e tre i film sono interpretati da John Wayne, e pur narrando storie ed avventure di uomini in divisa, l'autore di "Sentieri selvaggi" è esente dai compiacimenti soldateschi e militaristi. Fatto sta, che a fine anni Quaranta, in questo film c'è un ufficiale sull'orlo della pensione che afferma "I vecchi devono impedire le guerre.", si adopera per...
voto al film: 
30 dicembre 2008 Opinione di teaestefano su "I cavalieri del Nord Ovest"
Ecco un altro bel film del grande Ford, che era un indubbio cultore di valori umani come amore, amicizia, altruismo, coraggio, sacrificio e... pace. Già, anche della pace, solo che la sosteneva in modo non ideologico e rabbioso come si fa oggi, ma con schiettezza e naturalezza, e senza rancori. Tutta la vicenda, benché molto movimentata, è narrata con mano sicura e senza fretta, ma è altamente coinvolgente, anche a livello emotivo. Oggi non son più capaci di farlo: oltre che storie...
voto al film: 
14 dicembre 2008 Opinione di steveun su "I cavalieri del Nord Ovest"
Bellissimo film westen ben fatto, godibile con una fotografia da oscar ( come da ndr FILM TV ) , la leggenda contro la realta'.
voto al film: 
18 settembre 2008 Opinione di bubuwest su "I cavalieri del Nord Ovest"
Il secondo film della trilogia della cavalleria è uno dei capolavori del western americano e uno dei film che meglio condensano l'ideologia di Ford. Storia di uomini e soldati ambientata in una cornice che ha i connotati epici di uno scenario senza tempo, giustamente consegnato all'immaginario collettivo. Un film anche antimilitarista, certo, ma che non si fa illusioni sul corso della Storia. Molte le scene memorabili, dalle partenze dei soldati dal forte fino a Wayne che monologa sulla...
voto al film: 
5 settembre 2008 Opinione di Dying Theatre su "I cavalieri del Nord Ovest"
Western lisergico e crepuscolare, di carni ormai logore a stagliarsi su orizzonti di Ferro e Tempesta. Il plumbeo cammino d'un manipolo d'eroi (?) senza meta e senza punti cardinali. L'errare fiero e allucinato delle generazioni del whiskey, delle praterie e della polvere da sparo. Padri Costituenti d'un 'Nowhere' che è, oggi come allora, punto d'arrivo di (s)nodi e contraddizioni insolubili. A cavallo per un'America che, di fatto, stava lasciandoSi scoprire con insospettabile voluttà, e...
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