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My Fair Lady (1964)

[My Fair Lady, USA 1964, Musicale, durata 170']   Regia di George Cukor
Con Audrey Hepburn, Rex Harrison, Stanley Holloway, Wilfrid Hyde-White



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in My Fair Lady: presente
Ritmo ritmo in My Fair Lady: forte
Impegno impegno in My Fair Lady: minimo
Tensione tensione in My Fair Lady: assente
Erotismo erotismo in My Fair Lady: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a My Fair Lady

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a My Fair Lady (voti: 34 media: 4,03) 34

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La trama

Siamo a Londra, agli inizi del nostro secolo. Il misogino professor Higgins scommette con un amico di poter trasformare una fioraia in una donna di classe. Vincerà la scommessa e scoprirà l'amore. All'origine del film ci sono la commedia "Pigmalione" di George Bernard Shaw e il musical dallo stesso titolo di Alan Jay Lerner e Frederik Loewe. L'insieme degli elementi è perfetto: lo humour al vetriolo del commediografo irlandese, il clamoroso successo della versione teatrale, un regista di raffinato mestiere e interpreti di gran classe. 8 Oscar: miglior film, regia, attore protagonista, fotografia, scenografia, costumi, arrangiamenti musicali e sonoro. 

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 22/05/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto ottimo

Film così non li fanno più. Per darne una prova concreta, prendete ad esempio la sequenza alla corsa dei cavalli. Un gruppo di nobili balla rigidamente affermando che andare all’ippodromo è l’apice del loro spasso. E fin qui niente di strano, stiamo in un musical ed è normale che gli interpreti si mettano a ballare e cantare così, d’improvviso. Ma lo sfondo l’avete notato? Lo sfondo non c’è, c’è una specie di cielo bianco, e la struttura dell’ippodromo è stilizzata, se non finta. Eppure funziona a meraviglia, non si soffre mai la mancanza di una reale connessione con la realtà, perché la bellezza sta proprio nel porsi in questa dimensione esteticamente semplice. My Fair Lady si muove sempre così, tra il reale e l’onirico, senza mai esagerare né nell’una né nell’altra parte, mantenendo un vivace equilibrio tale da riuscire a non imprimere mai pesantezza alle due ore e mezza di spettacolo visivo ed uditivo. È l’adattamento cinematografico della trasposizione musical-teatrale dell’opera Pigmalione che a sua volta si rifaceva ad Ovidio, e forse il suo asso nella manica sta proprio in questa solida struttura che ha alle spalle. Ed è curioso, perché, ad essere pignoli, la storia avrebbe potuto abbracciare una durata assai minore, ma l’elegante, irresistibile e magnifica dilatazione del tempo, peculiare del musical classico, offre la possibilità di volteggiare tra personaggi e storie collaterali: abbiamo così l’opportunità di entrare in contatto con l’alcolizzato e scansafatiche padre della protagonista, nella cui oratoria il professore individua un’arte retorica notevole, oppure di analizzare le ipocrisie e il gusto per il pettegolezzo dell’aristocrazia inglese (le chiacchiere volate di orecchio in orecchio al party all’ambasciata). Comunque sia, il film parla principalmente della scommessa che il misogino, distinto ed intrattabile professore di fonetica Henry Higgins fa con un amico (il mite e bonario colonnello Pickering) consistente nella trasformazione della sgarbata e volgare fioraia Eliza Doolittle in una gran dama. È la storia di un’educazione che è in realtà il tentativo egoistico di plasmare una persona secondo le proprie ambizioni, in questo caso l’esigenza di gestire un essere umano come meglio aggrada al dominatore. Il dominatore è Higgins, un personaggio memorabile che Rex Harrison abita in maniera magistrale, un uomo represso sessualmente ma soprattutto emotivamente, convinto di poter andare avanti contando esclusivamente sulle proprie capacità di persuasione, sulla propria arroganza intellettuale e sul proprio egocentrismo compiaciuto. My Fair Lady è un doppio racconto di duplice formazione: da una parte c’è quella esteriore e vocale di Eliza, diretta da Higgins, e dall’altra c’è quella interiore e mentale dello stesso Higgins, a sua volta stimolato e diretto da Eliza. George Cukor conferisce alla storia un tono brillante che gli è congeniale e anche un certo gusto classicamente e raffinatamente pop e calibra con grazia le sezioni canore ed il resto, riuscendo nell’impresa di rendere le canzoni non un corredo sonoro ma una conseguenza logica e naturale. E proprio camminando nella terra di mezzo tra realtà e fantasia, raggiunge una felice sintesi tra cinema classico e necessità produttive (c’è la Warner dietro), tra commedia romantica e musical, tra gusto inglese e sana internazionalità. Una specie di miracolo, in cui Audrey Hepburn, pur avendo scippato la parte a Julie Andrews, storica Eliza sul palcoscenico, e pur doppiata, è una gioia per gli occhi. Il film fece incetta di Oscar, ma lei non fu nemmeno nominata: vinse la Andrews negli immortali panni di Mary Poppins.
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SI

Opinioni su My Fair Lady


22 maggio 2011 Opinione di LorCio su "My Fair Lady"
LorCio

Film così non li fanno più. Per darne una prova concreta, prendete ad esempio la sequenza alla corsa dei cavalli. Un gruppo di nobili balla rigidamente affermando che andare all’ippodromo è l’apice del loro spasso. E fin qui niente di strano, stiamo in un musical ed è normale che gli interpreti si mettano a ballare e cantare così, d’improvviso. Ma lo sfondo l’avete notato? Lo sfondo non c’è, c’è una specie...

voto al film: LorCio assegna il voto ottimo a My Fair Lady (1964)

2 commenti
[utile per 5 utenti]

26 aprile 2010 Opinione di luisasalvi su "My Fair Lady"
luisasalvi

Sempre i temi di apparenza e realtà, di sincerità e menzogna o travisamento, cari a Cukor; qui non ci sono i mass-media, ma la bella società ne è l'immagine, non solo in quanto essa appare sui rotocalchi, ma anche perché viene rappresentata come immagine di rotocalco, nella sfilata compiaciuta alle corse o a corte. Tuttavia qui sembra che Cukor non riuscisse a trovare il finale giusto, né è convincente quello trovato, e il film si trascina...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a My Fair Lady (1964)



17 febbraio 2010 Opinione di fatso su "My Fair Lady"
fatso

Il musical poteva certamente essere buono,se non fosse che,andando alla sostanza,a ciò che più conta in un film di tale genere,ovviamente i numeri musicali,è del tutto trascurabile.Che dire allora?La protagonista,addirittura,e anche Jeremy Brett,hanno l'onta del doppiaggio,i rimanenti interpreti non sono veri cantanti e,come se non bastasse,le canzoni che quest'ultimi cantano sonotra le meno importanti che Lerner e Loewe hanno realizzato nella loro carriera.Inoltre i due...

voto al film: fatso assegna il voto mediocre a My Fair Lady (1964)


3 gennaio 2010 Opinione di emmepi8 su "My Fair Lady"
emmepi8

  Un musical di enorme successo sia in teatro che in questa versione cinematografica. Uno sceneggiatore di eccezione come Alan Jay Lerner ( Americano a Parigi, Brigadoon, Gigì e Spettacolo di varietà), che aveva anche scritto il musical, tratto dal Pigmaleone di Bernard Shaw. Un regista come Cukor completa il completabile ed è un tocco non certo da trascurare. Un film amato anche dai non amanti del genere, perché ci si diverte e si partecipa all'ironia che...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a My Fair Lady (1964)



25 gennaio 2009 Opinione di TeresaLo su "My Fair Lady"
TeresaLo

voto al film: TeresaLo assegna il voto buono a My Fair Lady (1964)


13 ottobre 2007 Opinione di Cary su "My Fair Lady"
Cary

Uno degli ultimi grandi film musicali dell' epoca d' oro di Hollywood. Ricalca fedelmente lo spettacolo teatrale di Brodoway. La pellicola è colma di eleganza, humor, stile, raffinatezza. Tutto è al massimo, dalle interpretazioni degli attori, alla musica, ai costumi di Beaton, alla regia del grande Chuckor

voto al film: Cary assegna il voto buono a My Fair Lady (1964)



31 gennaio 2005 Opinione di Aquilant su "My Fair Lady"
Aquilant

Scenografie da kolossal per un film d’altri tempi, vera e propria delizia per gli occhi, che ci ripropone una gradevolissima Audrey Hepburn, antidiva per eccellenza, in un ruolo apparentemente in antitesi con quelli tagliati usualmente su misura per la sua raffinatissima personalità. Questa “My fair lady”, pregnante opera di gradevole piglio narrativo, risente ovviamente di una mania di gigantismo hollywoodiano che non lesina sui costi pur di dispiegare sulla scena prodotti in grado...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a My Fair Lady (1964)


13 ottobre 2004 Opinione di bebe84 su "My Fair Lady"
bebe84

La commedia inglese per eccellenza, delicata, ma deliziosa! Bernard Shaw insegna!

voto al film: bebe84 assegna il voto buono a My Fair Lady (1964)



31 dicembre 2003 Opinione di Luisa86 su "My Fair Lady"
Luisa86

Commedia musicale vecchio stile, efficace perchè garbata, dotata di un sottile ma piacevole senso dell'umorismo, intelligentemente divisa in atti, ben interpretata e confezionata in modo impeccabile. Sì, è datata, ma si vede con piacere ancora oggi.

voto al film: Luisa86 assegna il voto buono a My Fair Lady (1964)



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