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Opinione di millertropico su La via dei giganti

[Union Pacific, USA 1939, Western, durata 129', b/n]   Regia di Cecil B. De Mille
Con Barbara Stanwyck, Joel McCrea, Robert Preston, Akim Tamiroff




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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27/01/2011 voto al film: voto buono

Sul film

La "Pacific Express", la linea ferroviaria che attraversa l'America unendo il Pacifico all'Atlantico, fu ultimata nel 1869. A Promontory Point le linee ferroviarie della Union Pacific e della Central Pacific furono collegate da un bullone d'oro. L'avvento della ferrovia, fu l'avvenimento epocale che permise viaggi più rapidi "avvicinando" così notevolmente l'Est all'Ovest, e assunse particolare rilevanza per la storia dell'epopea americana. Tale tematica "fondamentale" per la costruzione del mito della frontiera perfettamente in linea con lo spirito pionieristico della narrazione di De Mille, non poteva essere disattesa dal regista che infatti lo affrontò con il consueto vigore, dandoci una delle opere più riuscite della sua carriera nell'impervio terreno dei western. E' infatti sicuramente il  miglior risultato da lui conseguito  nel genere dopo l'avvento del sonoro, che utilizza però anche alcune sequenze d'azione girate da John Ford. Tratto da The Trouble Shooter di Ernest Haycox, racconta con una buona dose di ironia, vicende pubbliche e private di conflitti e di passioni,  in quel contesto storico fortemente miticizzato all'epoca, rappresentato per la verità dagli anni dello sfruttamento brutale  del lavoro operaio, dello sterminio dei bisonti, dell'attacco sistematico ai "diritti" e ai terreni dei liberi figli della prateria, gli indiani... ma di questo ovviamente non c'è traccia se non nell'elegia dei fatti e dei caratteri.: il necessario "revisionismo" storico, arriverà infatti molto tempo dopo, Qui c'è solo il fascino indiscusso e indiscutibile dell'avventura.


SI

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