Cenerentola a Parigi (1956)
Con Michel Auclair, Kay Thompson, Audrey Hepburn, Fred Astaire, Kay Thompson, Michel Auclair
La trama
La direttrice di una rivista di moda è alla ricerca di una nuova modella, un volto che abbia qualcosa di diverso. Trova questi requisiti in Jo, una commessa di libreria, la porta a Parigi, la educa, la rende una donna sofisticata. Jo dal canto suo è entusiasta perché potrà finalmente incontrare il famoso filosofo francese Bartre. Mentre il filosofo si rivela un bluff, il fotografo della rivista si innamora della ragazza. Un musical irresistibile. Audrey Hepburn a Parigi veste solo Givenchy, ma sarebbe un incanto anche vestita di stracci.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 28/07/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Cartolina da Parigi troppo esibita, e debole pretesto per mostrare i bei monumenti della capitale francese, “Cenerentola a Parigi” è un musical molto edulcorato e piuttosto superficiale. Nasce in una splendida redazione del giornale di moda “Quality”, tra gli ossequi delle segretarie verso la loro inflessibile direttrice Maggie Prescott (Kay Thompson) e la tinteggiatura delle porte di un colore che la responsabile pensa possa far crescere la tiratura della rivista, il rosa.
Di quel tono è anche l’animo di Jo (Audrey Hepburn), una piccola e tenera venditrice di libri che viene coinvolta nella ricerca della nuova ragazza-immagine da esibire come indossatrice per la campagna promozionale di uno stilista europeo. Il personaggio di Jo/Cenerentola (pessima idea la traduzione del titolo originale “Funny face”) cede quasi subito, e senza molta convinzione, alla forza devastante di Maggie e del fotografo Dick (Fred Astaire), per il quale mostra una certa simpatia. L’antefatto è velocemente costruito; è tempo di partire per Parigi!
Di solito sono sempre molto ben predisposto verso la spensieratezza di certi film, ma c’è un limite che dovrebbe rispettare la credibilità dei personaggi, le loro emozioni e quelle dello spettatore. Invece i protagonisti sono caratterialmente ammuffiti e ci regalano qualche perla recitativa, danzereccia e professionale che odora di naftalina.
Avvolta da un uso esasperato del colore, la pellicola ricorda impropriamente le case delle bambole: così sgargianti che si vedono da distanze impossibili e poi, quando ti avvicini, scopri che mancano di pareti. Ecco, “Funny face” è così: ci ubriaca con inutili variazioni cromatiche, sia in interni che in esterni, ci fa assistere a defilé di moda con vestiti neanche tanto pregevoli, ci inganna con una finta sottotraccia educativa che sembra progressista, e poi ci abbandona nella casa di cui sopra, preda di sterminati spifferi narrativi, causa mura assenti.
Poco possono fare i grandi occhi da cerbiatto di Miss Hepburn, attrice maestosa che dimostra anche di saper ballare e cantare nonostante l’accerchiamento costante di matusa pettegoli e iperenergici. A dispetto delle melodie di Gershwin, orchestrazioni e composizioni musicali di rilievo, si registrano testi abbastanza trascurabili. L’unico numero considerevole, accompagnato da un’eccezionale sostegno coreografico, è l’esibizione non cantata della Hepburn nel night avanguardista parigino. È lì che Stanley Donen ha l’unica possibilità di dimostrare di essere un bravo regista (per vedere un suo memorabile musical rivolgersi, per esempio, a “Cantando sotto la pioggia”).
Il finale riserva una bella innaffiata d’acqua per tutti i collezionisti di moda dei quartieri alti newyorkesi e internazionali; coloro i quali non sanno di filosofia, poesia, arte o amore. Tutte vibrazioni necessarie alla vita vera, che arriva camuffata sotto le spoglie del sapiente “enfaticalista” Emile Flostre, anima gemella di Cenerentola e da lei inseguita per interi anni quando ancora pensava che i libri potessero insegnargli qualcosa. Ma è una vita che Jo non conoscerà mai, rivelandosi una frigida ragazzina sopraffatta dalla superbia, dalla maturità anagrafica e dal tip-tap di Fred Astaire.
28 luglio 2011 Opinione di PompiereFI su "Cenerentola a Parigi"
Come sono fastidiosi gli americani a Parigi. Per conseguire una rima in musica con parole francesi sono disposti ad arrampicarsi su improbabili metriche, e per sentirsi a casa si comportano come fossero a Las Vegas, disinvolti spacconcelli col sorriso sulle labbra. Quello che in realtà sanno fare meglio è rimasticare e prendere in giro la cultura altrui per imporre la propria, orribile divulgazione di predominio e propaganda. Trattano la Francia alla stessa stregua della...
voto al film: 
24 luglio 2011 Opinione di ethan su "Cenerentola a Parigi"
Da un maestro del musical, non un capolavoro ma una gradevole favoletta con una deliziosa Audrey Hepburn e un Fred Astaire ancora in forma alla soglia dei 60, ma non credibile per la sua relazione con la ragazza. Colori sfavillanti, qualche bel numero e una Kay Thompson, nella parte della direttrice, che azzecca il personaggio migliore del film. Voto: 7/8 (visto in v.o.)
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1 agosto 2009 Opinione di jonas su "Cenerentola a Parigi"
Come suggerisce il titolo italiano, è l’ennesima storia della povera ragazza che raggiunge il successo: nel caso specifico si tratta di una libraia goffa e inelegante, che coltiva ambizioni intellettuali ma sfonda nel mondo dell’alta moda e trova anche l’amore. La trama è inverosimile, ma in un musical hollywoodiano degli anni d’oro non è un problema. La presa in giro degli esistenzialisti francesi è un po’ appiccicata. Astaire sa...
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9 luglio 2008 Opinione di IGLI su "Cenerentola a Parigi"
Deliziosa commedia musicale con due protagonisti a dir poco affascinanti. Astaire è in fase di discesa vista l'età, mentre la Hepburn è come scintillante. Prima parte abbastanza comica, mentre la seconda è farcita di sentimentalismo musicale.
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3 aprile 2008 Opinione di samsumsun su "Cenerentola a Parigi"
Bello, questo film però secondo me è troppo lento... in alcuni momenti ti perdi... cominci a pensare agli affari tuoi senza considerare più lo schermo...
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29 gennaio 2008 Opinione di Bellociuffo su "Cenerentola a Parigi"
Musical ben fatto e con alcune ottime scenografie. Meno interessanti le canzoni. La storia è poco più di un pretesto, come molti musical, però qualche sottile presa in giro al mondo della moda, e soprattutto ai "filosofi"(diciamo cosi), portano spunti davvero divertenti. Non è un grande musical, ma è gradevole.
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8 gennaio 2008 Opinione di teaestefano su "Cenerentola a Parigi"
Bello questo musical, con un Astaire non più fanciullo che balla un po' meno, ma sempre bravissimo e simpaticissimo come attore. Audrey Heptburn, invece, non è affatto disprezzabile come ballerina. Stanley Donen non rinuncia ai suoi effetti di colore e a prendere bonariamente in giro le mode culturali dell'epoca, e certi intellettuali che in realtà vogliono solo sedurre le donne. Anche l'ambiente dell'alta moda è visto con non poca ironia. Le scene nel parco davanti alla chiesa sono...
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14 novembre 2007 Opinione di atwoodcece su "Cenerentola a Parigi"
Storia un po' troppo zuccherosa.
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2 aprile 2007 Opinione di bebe84 su "Cenerentola a Parigi"
Bello, bello, bello, è uno di quelli che vedo e rivedo senza il minimo sforzo...belle le canzoni, fantastico Fred Astaire, bellissima Audrey Hepburn, meravigliosa Kay Thompson...Donen che dirige il tutto...il risultato è ottimo!!
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8 maggio 2005 Opinione di scream su "Cenerentola a Parigi"
Una commedia musicale deliziosa, resa tale dalla graziosa presenza della Hepburn, che come sempre ha grazia ed eleganza da vendere.
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