Wolf. La belva è fuori (1994)
Con Jack Nicholson, Michelle Pfeiffer, James Spader, Christopher Plummer
La trama
Rivisitazione, in chiave urbana e noir, della leggenda dell'Uomo Lupo.
Will Randall è il potente redattore di una casa editrice. Un collega giovane e ambizioso sta cercando (con successo) di soffiargli il posto. Una sera Will investe un lupo che lo morde. Da quel giorno i suoi sensi si fanno più acuti e il suo corpo ritrova un'energia straordinaria (anche per battere il fedifrago collega). Will si è trasformato in un lupo mannaro. L'uomo è una bestia e la città (e i luoghi di lavoro) delle selve peggiori di quelle dove vivono gli animali.
"Wolf" è una riflessione virata nell'horror gotico sulla natura ferina dell'uomo e sull'amore che è forse il suo unico antidoto. Nicholson, sornione più che mai, si lascia sfuggire qualche battuta a vuoto. La Pfeiffer è sempre splendida.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 39/1994
Riuscito solo a metà, un racconto gotico al Central Park: bravi Jack Nicholson e Michelle Pfeiffer, ma la regia Mike Nichols non graffia
L'opinione più votata
Di alfatocoferolo scritta il 26/11/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [12]
- positive [18]
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28 novembre 2011 Opinione di ultrapaz su "Wolf. La belva è fuori"
Un grande Jack Nicholson (e una grande Michelle Pfeiffer) non bastano per salvare una pellicola che all'inizio pareva promettere bene ma che con il passare dei minuti perde mordente e tensione...finendo con un normale filmettino horror...
voto al film: 
26 novembre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Wolf. La belva è fuori"
Poteva essere un'occasione per trasformare la licantropia in metafora dell'andante popolare "homo homini lupus" ed in parte è proprio così che è andata ma il colpo non è stato affondato quanto doveva. C'è qualcosa che manca al film, una definizione precisa e coerente. Da una parte c'è la licantropia di un sempre bravo Nicholson che manifesta, ineditamente, le sue peculiarità più intime anche nelle ore diurne attraverso un acuimento dei sensi ed una rinnovata forza di spirito e di...
voto al film: 
24 novembre 2011 Opinione di hatverde su "Wolf. La belva è fuori"
Bello e coinvolgente; esprime un senso di rivincita delle persone normali e magari un pò mediocri nei confronti dei prepotenti ed i cinici; perà, vendere l'anima ha un prezzo...
voto al film: 
1 novembre 2010 Opinione di Simon Hackman su "Wolf. La belva è fuori"
Un altro buon film di Mike Nichols, al suo quarto e ultimo fino ad oggi con Nicholson, che dirige un genere di film piuttosto atipico per lui, ma che si è visto che si è abbastanza impegnato per farlo visto che gli riesce lo stesso molto bene riuscendo ad essere anche abbastanza originale nel portare sullo schermo un altra storia sull'uomo Lupo! La regia è buona, la trama mi è molto piaciuta, gli attori non fanno chissa che però se la cavano bene...
voto al film: 
4 settembre 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Wolf. La belva è fuori"
Definire "Wolf - La belva è fuori" un film horror è un pò forzato e Mike Nichols non si può certo annoverare fra i registi habituè di questo genere. Il tema della licantropia, insieme a quello di vampiri, zombi e demoni, è uno dei classici cardini del terrore ma il regista non sembra subirne il fascino misterioso ed ambiguo. Preferisce invece mettere in scena una vicenda d' ambizione ed arrivismo, quasi di confronto generazionale...
voto al film: 
25 dicembre 2009 Opinione di emil su "Wolf. La belva è fuori"
splendidamente recitato, buona tensione, ma in fondo nulla di eccezionale
voto al film: 
5 novembre 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Wolf. La belva è fuori"
Un horror che funziona egregiamente. Nicholson sempre perfetto e la Pfeiffer non gli è da meno. Ottima la colonna sonora, grande suspense ed efficaci scene d'azione. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:1 tensione:3 erotismo:1
voto al film: 
31 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "Wolf. La belva è fuori"
Un lupo mannaro in azienda.Accostare il nome di Nichols ad un genere come l'horror è abbastanza dissonante.Lo ricordo molto meglio in più angusti scenari metropolitani.Qui alle prese con trasformazioni ed effetti speciali(anche se sono a dir la verità abbastanza limitati)mostra un po'di spaesamento.E'invece molto più a suo agio nel descrivere la lotta aziendale tra il lupo mannaro in fieri Jack Nicholson e il subdolo arrivista James Spader.Quando diventare lupo...
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