Wolf. La belva è fuori - La recensione di FilmTv
Con Jack Nicholson, Michelle Pfeiffer, James Spader, Christopher Plummer
La recensione di FilmTv
Riuscito solo a metà, un racconto gotico al Central Park: bravi Jack Nicholson e Michelle Pfeiffer, ma la regia Mike Nichols non graffia
Mike Nichols è un regista che dà il meglio di sé nella commedia metropolitana, cattiva come gli yuppies che descrive, malinconica come le improvvise depressioni dei suoi protagonisti. I suoi film migliori sono senza pietà: Chi ha paura di Virginia Wolf?, Il laureato, Conoscenza carnale e tra gli ultimi, Una donna in carriera, con un finto lieto fine e il povero Harrison Ford stretto tra la dura virago Sigourney Weaver e la furba nata ieri Melania Griffith. Wolf (che potrebbe essere rititolato Un lupo mannaro americano a New York) parte bene, proprio come un rendiconto acido della upper class intellettuale newyorkese, dove un caporedattore di successo, per un cambio di proprietà nella casa editrice si ritrova senza lavoro e circondato da ex amici opportunisti. La progressiva trasformazione in lupo mannaro, negata con incredulità dal protagonista, è azzeccata, ironica, sottile, e Jack Nicholson si contiene e trasmette la giusta dose di perplessità e, col tempo, di entusiasmo. Poi però Nichols esce dall'ambiente e dal tono di commedia che gli sono congeniali, finisce in un horror e ricalca con meno inventiva e originalità, il film di Landis del 1981.
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