L'angoscia (1987)
Con Zelda Rubinstein, Michael Lerner, Talia Paul, Angel Jove
La trama
In un cinema si sta proiettando un film horror: un giovane infermiere, ipnotizzato da una madre/mostro collezionatrice d'occhi, lavora per lei. Nelle toilette della sala è all'opera un maniaco imitatore del protagonista del film. Scoperto da due ragazze, il maniaco viene poi ucciso dalla polizia, mentre il folle infermiere continua la sua opera tra il pubblico di un cinema: è finzione o realtà? Un Bigas Luna metacinematografico, che gioca con gli specchi, utilizzando abilmente il montaggio parallelo e la colonna sonora. Vertiginoso esempio di contagio tra schermo e sala: una sorta di versione horror e perfida di "La rosa purpurea del Cairo".
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 27/12/2009 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
Juan José Bigas Luna (classe 1946) è appunto nel suo periodo più creativo e appagante artisticamente, prima dei deprimenti compromessi tra stile dalle ambizioni colte e mercato di bassa lega (un pò come il "nostro" Brass, ma senza l'eccessivo ridicolo in cui è caduto quest'ultimo), compromessi che tuttavia lasciano trasparire ancora qualche barlume d'ingegno (perfino in Bambola).
Bisogna sottolineare l'abilità di BL nel congegnare un meccanismo ad incastro di alta precisione: un rincorrersi affascinante e labirintico di piani narrativi metacinematografico che può richiamare (forse esagerando) un mostro sacro come il Bunuel de L'angelo sterminatore (l'essere imprigionati in un luogo chiuso - con i dovuti distinguo), ma che sicuramente anticipa sia il sopravvalutato Demoni di Lamberto Bava (l'orrore derivato dallo schermo, in maniera più splatter-artigianale e sconclusionata in Bava), sia la sublime scena dell'incendio del cinema in Bastardi senza gloria di Tarantino (più precisamente il senso di minaccia incombente che attanaglia lo spettatore, come se serpeggiasse tra il buio e le file delle poltrone).
Nonostante queste sensazioni si perdano almeno in parte, ovviamente, se non vissute nella vera sala cinematografica, il film di BL, riesce molto bene a equilibrare gli intrecci e i piani narrativi, riflettendo sui meccanismi percettivi e dei processi mentali di identificazione: c'è infatti chi ha semplicemente paura delle immagini (la maggior parte), ma anche chi si identifica letteralmente materializzando le ossessioni (una esorcizzazione dello stesso regista?). Ricorrono così, allora, le violenze fisiche sull'occhio (...Fulci, con la sua estrema efferatezza...o Kubrick, in maniera più delicata, ecc. ecc.), mentre si rivelano nuove proliferazioni di schermi sia in avanti che indietro (ma non vi svelo troppo, o l'ho già fatto?...) e si viene risucchiati dal vortice, come una delle coprotagoniste. 8
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19 ottobre 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "L'angoscia"
Film. Titolo: L'ANGOSCIA. Genere: thriller Svolgimento: Noi spettatori assistiamo al film di Juan Josè Bigas Luna che si svolge in un cinema dove i protagonisti vedono un film interpretato dalla star del cinema di paura Zelda Rubinstein. Costei ha un figlio psicopatico che strappa gli occhi alle persone. Torniamo un attimo agli spettatori (quelli nel cinema). Nei servizi (del cinema) c'è uno psicopatico che imita lo psicopatico dello schermo. Intanto noi siamo esterrefatti dal terrore....
voto al film: 
27 maggio 2011 Opinione di wang yu su "L'angoscia"
Questo è uno di quei film che inizia promettente per poi rivelarsi una delusione.voto 5
voto al film: 
17 novembre 2010 Opinione di SaintlySinner su "L'angoscia"
Un film davvero notevole, girato bene e ben strutturato. Fino a metà non si capisce che strada prenderà ma mantiene sempre alta l'attenzione. Molto teso dall'inizio alla fine. Mi è proprio piaciuto.
voto al film: 
12 febbraio 2010 Opinione di danandre67 su "L'angoscia"
effetti miseri ,ma e' calt dei film orror,da vedere
voto al film: 
27 dicembre 2009 Opinione di kotrab su "L'angoscia"
Purtroppo difficilmente visibile e da troppo tempo ignorato dal mercato home video (mentre imperversano i peggiori risultati degli ultimi anni del regista catalano, tranne poche eccezioni), L'angoscia ha sicuramente le carte in regola sia per far felici gli appassionati di tensione, malessere psicologico e inquietudine, sia per dare buoni spunti di riflessione ai teorici. Juan José Bigas Luna (classe 1946) è appunto nel suo periodo più creativo e appagante...
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1 dicembre 2007 Opinione di lucaskiesling su "L'angoscia"
uno dei migliori film degli anni '80. una riflessione geniale sul ruolo del cinema come catalizzatore degli incubi di massa, come "non-luogo" che diviene qualsiasi luogo, horror che ne contiene un altro, nonchè terreno fertile per le fantasia zoofile e stavolta macabre di bigas luna, regista evidentemente da riscoprire per forza. privo d'erotismo, è però intrigante nella messinscena della paura, palpabile come un'immagine.
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30 aprile 2006 Opinione di Il Fede su "L'angoscia"
Il film non e' riuscitissimo pero' ha qualche spunto interessante,e'forse il film piu' intrigante di Luna,quasi sperimentale.
voto al film: 
15 agosto 2003 Opinione di superficie 213 su "L'angoscia"
conosco poco il lavoro di bigas luna e le sue ultime prove non e' che mi hanno mai portato a scoprire altri suoi lavori.dopo aver visto questo film mi pento di non aver mai voluto vedere i suoi lavori del periodo 70\80,perche' questo "l'angoscia" e' uno dei piu' bei thriller\horror degli anni'80.proprio cosi'.l'atmosfera e' tesissima ed inquietante,il film nel film coinvolge in pieno,alcuni giochi di montaggio sono esemplari e la regia di luna e' perfetta.avanti coi tempi e sempre cattivo...
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