Opinione di ed wood su Drugstore Cowboy
Con Matt Dillon, Kelly Lynch, James Remar, William S. Burroughs
- negative [3]
- sufficienti [3]
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Sul film
Sto diventando allergico al cinema americano. Non l'avrei mai detto. E' vero che Van Sant è sempre stato un regista discontinuo, ma un film così piatto non me lo sarei mai aspettato da lui. Anche Milk lascia perdere gli sperimentalismi e si adagia ad una forma narrativa lineare, ma Milk ha brio, ritmo, passione...qui invece c'è una sceneggiatura che tratteggia le due coppie di sbandati con un pressapochismo che ti fa venir voglia di rivedere per l'ennesima volta lo splendido "Qualcuno Verrà" di Minnelli (penso, spero, che il copione di quel film sia studiato a fondo nelle scuole di cinema), attori impresentabili, una regia senza voli...poi tanta retorica, tante frasi fatte...un'imperdonabile superficialità nel rappresentare le istituzioni borghesi (famiglia, polizia, chiesa)...cigliegina sulla torta: il prete-tossico di Burroughs e il suo greve sermone sulla strumentalizzazione del problema della droga da parte di "quelli di destra"...velo pietoso invece sulle parentesi visionarie, con alberelli e altre cose che volano nella testa dell'eroinomane...
Commenti
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16 aprile 2010, 22:57 di Utente rimosso (Marcello Del Cam
Non sono d'accordo, Ed - Burroughs non aveva bisogno di Van Sant per dire ciò che aveva detto quarant'anni prima nella prima edizione del "Pasto nudo" in appendice. La sua preghiera è puro rap che lui aveva anticipato, non è un caso che artisti come Lou Reed, Laurie Anderson, Bill Laswell, e una schiera di giovani hanno imparato dal vecchio priest che cosa significa libertà e fuga dal mondo reale. Ma è questione di opinioni - rispetto la tua ma dico che Van Sant è per me tutto in questo film e in "Belli e dannati" e "Elephant", sugli altri film hai ragione. ciao.,
cancella commento cancella commento e blacklista Utente rimosso (Marcello Del Cam -
17 aprile 2010, 10:16 di ed wood
Di Van Sant ho apprezzato fin'ora Da Morire, Elephant e in parte Milk...Paranoid Park mi ha un po' deluso, però va detto che si tratta di un'opera sperimentale, d'autore, con una poetica ed un'estetica personali (cosa che manca a tanto cinema USA contemporaneo)...adesso ho lì da vedere Last Days: per un verdetto più completo su questo autore, attendo la visione di quel film...speriamo bene...
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