Un uomo chiamato cavallo (1970)
Con Richard Harris, Dame Judith Anderson, Jean Gascon, Manu Tupou, Shannon Williams
La trama
Un baronetto inglese catturato dai pellerossa, trattato come bestia da soma.
Sir John Morgan, a caccia nel Montana agli inizi dell'800, viene catturato dai Sioux (che non hanno mai visto un uomo bianco) e usato come animale da soma. Morgan dimosterà di essere un uomo, sposerà la figlia del capotribù, supererà la terribile prova del coraggio e diventerà così un guerriero a tutti gli effetti. Deciderà poi di rimanere con i suoi nuovi "fratelli", anzi ne diverrà il capo.
Il film offre elementi di resa spettacolare, ma è ancora più interessante nel suo l'aspetto etnografico, oltre che per lo scontro-incontro prospettato per le due civiltà venute a contatto. Grande prova di attore per il protagonista, Richard Harris.
L'opinione più votata
Di jonas scritta il 02/12/2010 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
31 dicembre 2011 Opinione di armonica1996 su "Un uomo chiamato cavallo"
Un buon western. Film che si schiera dalla parte degli indiani.
voto al film: 
10 marzo 2011 Opinione di Cipolla Colt su "Un uomo chiamato cavallo"
Film che a volte rallenta un tantino per le scarse scene d'azione, ma resta comunque un classico del cinema western americano e internazionale.
voto al film: 
2 dicembre 2010 Opinione di jonas su "Un uomo chiamato cavallo"
Un nobile inglese, a caccia nelle praterie americane, viene catturato da una tribù Sioux: inizialmente viene usato come bestia da soma, poi (grazie anche all’aiuto di un vagabondo francese, che ha vissuto con gli indiani e che gli fa da interprete) riesce a farsi accettare come uno di loro e addirittura a capeggiarli in battaglia. Abusivamente inserito nel filone dei western ‘dalla parte degli indiani’, in realtà il film ha ben poco da spartire con titoli...
voto al film: 
4 ottobre 2010 Opinione di bluefalcon su "Un uomo chiamato cavallo"
Un film splendido. L'ho rivisto con molto piacere dopo 20 anni circa (infatti non me lo ricordavo più). Non scrivo una recensione perche non ho nulla da aggiungere ai commenti precedenti che sono molto accurati. Ho dato voto 5 per due motivi. Il primo è che questo film è stato girato nel 1970 e per quell'epoca la resa cinematografica è da premiare ed inoltre confrontato ad alcuni film low costs della nostra epoca c'è davvero da leccarsi i baffi. Secondo, i...
voto al film: 
15 maggio 2009 Opinione di Dalton su "Un uomo chiamato cavallo"
Malgrado il titolo equivocamente pornografico, è un epico western sull'amore e sulla forza di volontà. Anticonformista e visionario nella forma, un pò blasonato e reazionario nell'iter narrativo, rappresenta comunque un passo avanti nell'approccio hollywoodiano verso una (più decorosa) rappresentazione dei nativi d'America. Anzi, svariati indiani s'ispirarono seguentemente a tale pellicola, adottando i costumi in essa illustrati ...
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5 febbraio 2009 Opinione di will kane su "Un uomo chiamato cavallo"
Nella stagione del western in cui venne rivalutato il ruolo dei pellerossa, con qualche concessione al manicheismo( ma di fronte a molte malefatte dei bianchi nei loro confronti, ci sarebbe da discutere notevolmente), furono prodotti lungometraggi che divennero dei classici in breve tempo: tre titoli per tutti, "Piccolo grande uomo", "Soldato blu" e "Un uomo chiamato cavallo". Il meno western dei tre è probabilmente quest'ultimo, con l'inglese Richard Harris nel ruolo del titolo, spiegato...
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27 dicembre 2007 Opinione di maxcalifornia su "Un uomo chiamato cavallo"
Un grande Richard Harris in un ottimo western ricco di scene d'azione. Da vedere...
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17 gennaio 2007 Opinione di fra_paga su "Un uomo chiamato cavallo"
Bel film etnico, con una regia piuttosto pionieristica che alterna buone recitazioni a momenti un po' scapestrati (alcuni indiani son da rivedere).
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25 gennaio 2006 Opinione di fiorella su "Un uomo chiamato cavallo"
Non interessa tanto come film, quanto come documentario. Probabilmente l'espressione massima ed insuperata del tentativo di dimostrare che gli indiani non sono nè una razza inferiore (western vecchio stile), nè una specie di popolo ideale, bucolico, dove tutti si amano e si rispettano come i bianchi non sapranno mai fare (tipo Balla coi lupi o L'ultimo dei mohicani). Perfetto reportage di una cultura diversa dalla nostra, che facciamo fatica a capire e può anche non piacerci, ma ha la sua...
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20 giugno 2004 Opinione di superficie 213 su "Un uomo chiamato cavallo"
Superbo Hiarris in un filmdatato ma sempre ben fatto
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