L'ultimo spettacolo (1971)
Con Timothy Bottoms, Jeff Bridges, Cybill Shepherd, Cloris Leachman
La trama
Nel villaggio di Anarene, Texas, tra le effervescenze sessuali dei più giovani, le frustrazioni dei quarantenni e le nostalgie degli anziani, il confine tra noia e dramma è sempre più labile. Siamo nel 1951 e l'educazione alla vita del giovane Sonny è tutt'altro che facile. Nel 1971 Peter Bogdanovich realizza questo vero e proprio cult movie del cinema della (amara) nostalgia che lancia un gruppo di ottimi attori. Oscar per i due attori non protagonisti, Cloris Leachman e Ben Johnson.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 03/09/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Chiude proiettando Il fiume rosso di Hawks, non ci sono più spettatori perchè i giovani sono stati chiamati alla guerra di Corea, quelli che sono rimasti non vanno più al cinema perchè preferiscono la televisione o feste scollacciate sul filo della trasgressione e inoltre Sam, il proprietario/ proiezionista ha pensato bene di passare a migliore vita.
Anarene è il classico nido di vipere in cui un gruppo di giovani sta cercando il proprio perchè nel futuro( e la guerra non aiuta di certo) mentre i più anziani hanno l'aria di chi è stato sorpassato troppo in fretta da un nuovo che in realtà non sta avanzando.
Il gap generazionale tra i "vecchi" e i "giovani" di questo paesino texano è il simbolo di una nazione che sta cercando di rinnovarsi senza neanche confrontarsi con le sue labili radici.
Amicizie rinnegate, storiacce da rotocalco di bassa lega, la televisione sta fagocitando le coscienze. Non c'è più spazio per il cinema Royal ma c'è spazio per la nostalgia che è il filo conduttore di molto cinema di Bogdanovich.
In questo senso la scelta degli attori è emblematica: accanto a un favoloso gruppo di giovani di bellissime speranze( non sempre ripagate) come Jeff Bridges, Timothy Bottoms o la splendida ( in tutti i sensi) Cybill Shepherd qui al suo esordio, Bogdanovich pone alcuni volti della vecchia Hollywood,numi tutelari come Ben Johnson e Cloris Leachman(entrambi bravissimi e premiati con l'Oscar,che a mio modesto parere testimionia la refrattarietà dell'Academy a premiare i "nuovi" volti) .
L'ultimo spettacolo non parla solo di nostalgia della Vecchia America ma spende le sue immagini soprattutto sulla nostalgia della vecchia Hollywood non a caso omaggiata da un bianco e nero ,simbolo della purezza del cinema hollywoodiano che fu( consigliato a Bogdanovich da Orson Welles).
L'ultimo spettacolo è un film corale che gravita attorno alla storia di amicizia tra Sonny e Duane: una storia di crescita comune, di amori rubati ma di fratellanza che ritorna appena prima della separazione.
Lo sguardo di Bogdanovich è disilluso in un film su cui Tornatore sembra aver ricalcato il suo Nuovo Cinema Paradiso.
L'affresco generazionale che viene fornito allo spettatore è però ben poco rassicurante: da chi cerca il matrimonio solo come status symbol per non essere bollata come è successo alla madre (e in mezzo a questo uno squallido incontro di sesso con il suo amante ), a chi trova rifugio nelle braccia dell'ex moglie del coach che sta cercando solo di sentirsi viva in qualche maniera, per non parlare di tutti i giovani che sono fuggiti da Anarene , il quadro è a tinte fosche.
L'America anni '50 è un campo di battaglia metaforico e reale, una nazione che sta cercando il progresso rinnegando troppo presto il passato e sacrificando troppe giovani vite in una guerra lontana varie migliaia di miglia.
La quotidianità di Anarene è portata su schermo in modo estremamente limpido ma anche con quell'aria di casualità che la rende più reale del vero, ma è un qualcosa che ferisce e fa riflettere.
Impossibile avere nostalgia di una nazione che sembra voglia sentirsi viva solo impegnandosi in guerre non volute( quella di Corea ma si può leggere tranquillamente Vietnam tra quelle righe, il film è del 1971) mentre è possibile sentire la mancanza dei miti cinematografici che hanno "guidato" le adolescenze di molti diventati adulti negli anni '70.
A suo modo L'ultimo spettacolo è il film che apre all'inquietudine che caratterizzerà molto cinema a venire di quel decennio.
- negative [3]
- positive [7]
- leggi tutte le opinioni
29 gennaio 2012 Opinione di Kurtisonic su "L'ultimo spettacolo"
Il regista e critico Peter Bogdanovich nel 1971 traduce cinematograficamente quello che la letteratura aveva già da tempo cominciato a mettere a nudo, cioè il "sogno americano" avvilito fuori dalla portata dell'America di provincia, segnata dalla frustrazione e dall'inquietudine. L'ultimo spettacolo raffigura un'umanità disillusa che tocca con mano l'evanescenza del mito della frontiera dove non c'è più niente da conquistare nè terre nuove da scoprire. Con l'uso di una fotografia di...
voto al film: 
3 settembre 2011 Opinione di bradipo68 su "L'ultimo spettacolo"
Inizi anni '50. Sta chiudendo l'ultimo cinema ad Anarene, paesino immaginario del Texas, due file di costruzioni attorno a un unica strada e poi sabbia a perdita d'occhio. Chiude proiettando Il fiume rosso di Hawks, non ci sono più spettatori perchè i giovani sono stati chiamati alla guerra di Corea, quelli che sono rimasti non vanno più al cinema perchè preferiscono la televisione o feste scollacciate sul filo della trasgressione e inoltre Sam, il proprietario/...
voto al film: 
29 dicembre 2010 Opinione di millertropico su "L'ultimo spettacolo"
Una piccola città del sud degli Stati Uniti - Anarene - è la protagonista di una storia "esemplare" ambientata all'inizio degli anni '50 raccontata attraverso i rapporti e i sentimenti di un significativo gruppo dei suoi abitanti che si intrecciano e si sviluppano all'interno delle dinamiche classiche di una emarginata provincia che è già di per sè un universo solitario e circoscritto. Bogdanovich, con questa pellicola splendidamente fotografata in un...
voto al film: 
30 aprile 2010 Opinione di will kane su "L'ultimo spettacolo"
Un piccolo paese nel profondo Texas, di nome Anarene,fa da scenario ad un racconto di sentimenti traditi, di logiche grette e segnato da una staticità sempiterna di ultraprovincialismo ignorante e fiero di se stesso in quanto contrario ad ogni potenziale cambiamento.Peter Bogdanovich, nel suo film di maggior importanza,vero e proprio cult-movie,girato in un malinconico bianco e nero che rendeva maggiormente elegante ed atipico il quadro illustrato, realizza, da un romanzo...
voto al film: 
13 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "L'ultimo spettacolo"
Rivisto, proprio niente di eccezionale
voto al film: 
16 giugno 2007 Opinione di Vegeta85 su "L'ultimo spettacolo"
Capolavoro. Forse il film manifesto della New Hollywood.
voto al film: 
24 aprile 2006 Opinione di chilex su "L'ultimo spettacolo"
SUPERCULT!!!Con "L'ultimo spettacolo"il regista Peter Bogdanovich realizza il film della vita,in ogni inquadratura si intuisce il suo smisurato amore per il cinema classico americano,la presenza poi di un grande caratterista come Ben Johnson conferisce un ulteriore tocco di classe.suggestivo bianconero di Robert Surtees,magnifiche interpretazioni.Ben Johnson e Cloris Leachman vinsero l'Oscar ma tutti avrebbero meritato un premio!!Indimenticabili i giovani Jeff Bridges,Ellen Burstyn,Cybil...
voto al film: 
7 novembre 2003 Opinione di ed wood su "L'ultimo spettacolo"
uno dei grandi film USA degli anni 70, apri' il filone del cinema della nostalgia. Il racconto di formazione dei giovani (e meno giovani) personaggi oscilla tra mito e smitizzazione, cinema e realta', sensibilita' euoropea e anima americana. Film pacato, atmosferico, consapevole; la cittadina texana e' ricostruita come un universo chiuso, al quale ci si sente indissolubilmente legati, ma da cui al tempo stesso si vorrebbe uscire, per scampare alla routine quotidiana, per andare alla ricerca...
voto al film: 
8 marzo 2003 Opinione di johnny o'clock su "L'ultimo spettacolo"
Cinema duro,amaro,necessario.Per scorrere le ferite di un America che,così come oggi,non è percorsa da eroi ottimisti.Bogdanovich indovina il film della vita,gliene siamo grati.L'ambientazione della provincia,la distanza dai ritmi e dalle prospettive "megalopoliche":una specie di Ken Loach oltreoceano,la realtà come raramente ci è stata evidenziata.Bianco e nero indispensabile,oscar inevitabili,consiglio di visione obbligatorio.Straordinari Ben Johnson e Ellen Burstyn.
voto al film: 
11 maggio 2002 Opinione di wblake su "L'ultimo spettacolo"
è un film ke mi è piaciuto moltissimo.essenziale,ma toccante e così pieno di passione!non per tutti...un piccolo piacere per cinefili.un film pieno di vita,una cosa rara in questi tempi.
voto al film: 
- negative [3]
- positive [7]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:


























