Opinioni del pubblico su Professione reporter
Con Jack Nicholson, Maria Schneider, Jenny Runacre, Ian Hendry
- negative [9]
- sufficienti [3]
- positive [25]
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Professione reporter (1974)
25 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Professione reporter"
IDENTIFICAZIONE DI UNA MORTE Potremmo azzardare che la carriera cinematografica di Michelangelo Antonioni ha il suo picco proprio nel 1974, anno dell’uscita di questo splendido Professione Reporter che vede in Jack Nicholson e Maria Schneider i protagonisti principali. Dopo usciranno Il Mistero di Oberwald (una sperimentazione un poco autoreferenziale che sembra lo Zabrinskie Point del suo cinema), Identificazione di Una Donna (film sicuramente sopra la media ma non al livello dei capolavori degli anni 60-70) e i due film irrisolti e stanchi Al di Là delle Nuvole e...
voto al film: 
3 marzo 2011 Opinione di Simon Hackman su "Professione reporter"
Per vedere il film devo dire che, oltre ad aver fatto fatica a trovarlo, ho fatto molta fatica a vederlo fino alla fine perchè l'ho trovato troppo lento e noioso in molte sue parti e io non era cosi che sinceramente me lo aspettavo! Secondo me il film su quasi ogni aspetto poteva e doveva essere fatto meglio sopprattutto per quanto riguarda la regia, da molti, molto acclamata di Antonioni che a me non è piaciuta per come è stata fatta e anche la trama, che...
voto al film: 
21 dicembre 2010 Opinione di satura su "Professione reporter"
Riscoprire Antonioni attraverso un suo classico per re-innamorarsi del Cinema con la C maiuscola, ecco come definirei la mia (tardiva) visione di questa meravigliosa "tragedia" degli equivoci. Rifiuto dell'equazione vita=identità, vagheggiamento di un mondo in cui non esistano caselle, ruoli immutabili e soprattutto NOMI a ingabbiare il reale (M. Schneider, angelo/demone perfetto, non ha nome), echi e rimandi a "Il fu Mattia Pascal" (vicenda) e "Uno, nessuno, centomila" (i...
voto al film: 
10 dicembre 2010 Opinione di luisasalvi su "Professione reporter"
David Locke (Nicholson), di professione reporter, in un paese sahariano (forse a Tindouf in Algeria, dove era il quartiere generale di Polisario, in lotta per l’indipendenza da Marocco e Mauritania che si erano spartiti il Sahara spagnolo; era questa la lotta nel Sahara più seguita dai giornali occidentali quando veniva girato il film; il capo del paese contro cui combattono i rivoltosi parla di disordini nel nord del paese, che perciò sembra essere la Mauritania; in...
voto al film: 
25 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Professione reporter"
IDENTIFICAZIONE DI UNA MORTE Potremmo azzardare che la carriera cinematografica di Michelangelo Antonioni ha il suo picco proprio nel 1974, anno dell’uscita di questo splendido Professione Reporter che vede in Jack Nicholson e Maria Schneider i protagonisti principali. Dopo usciranno Il Mistero di Oberwald (una sperimentazione un poco autoreferenziale che sembra lo Zabrinskie Point del suo cinema), Identificazione di Una Donna (film sicuramente sopra la media ma non al livello dei...
voto al film: 
15 settembre 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Professione reporter"
Locke diventa Robertson, e Robertson diventa Locke, ma nonostante questo, nessuno potrà mai uccidere il loro “io”, ciò che li caratterizza e che li rende individui. La loro vita si intreccia, e percorre cambiando direzione, allineandosi con quella dell'altro, il risultato? Entrambi, in breve, finiscono nella tomba. Perché, fondamentalmente, a questo mondo, non ci sono compromessi: lo si odia, ma si ha la possibilità di accettarlo, oppure di rinnegarlo,...
voto al film: 
23 marzo 2010 Opinione di Baliverna su "Professione reporter"
Antonioni, l'uomo dal deserto nel cuore. Così definirei il regista. Al di là di questo epigramma, il film si fa guardare volentieri, nonostante il suo ritmo lento e viscoso. Il personaggio di Nicholson si potrebbe definire annoiato, apatico, indifferente, qualunquista, triste, e anche disperato. L'indifferenza e la leggerezza con cui mette in atto quell'assurdo piano di scambiarsi l'identità con uno che non sa neppure chi sia, e il suo perseverare in esso anche quando si...
voto al film: 
20 dicembre 2009 Opinione di maldoror su "Professione reporter"
C'è poco da aggiungere a quanto è stato già detto, inutile ripetere la solita solfa sull'identità, la fuga dall'Io e i rimandi pirandelliani. In questo film Antonioni raggiunge l'apice del suo cinema mediante la rarefazione estrema delle azioni, del movimento, della narrazione e delle psicologie dei personaggi, che non si distinguono più dai luoghi desertici che attraversano e che rimandano a loro volta al deserto della condizione umana, al...
voto al film: 
7 dicembre 2009 Opinione di hallorann su "Professione reporter"
Nel 1974 Michelangelo Antonioni è un regista affermato a livello mondiale, dopo essere stato negli anni ’50 una voce fuori dal coro neorealista, negli anni ’60 il cantore assoluto dell’alienazione e dell’incomunicabilità, nel ’66 gira nella “swinging London” BLOW UP e nel ’70 ZABRISKIE POINT ambientato negli Stati Uniti. In “PROFESSIONE: REPORTER”, Antonioni racconta la storia di un giornalista inviato “in una...
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23 novembre 2009 Opinione di dedo su "Professione reporter"
Il film, di oltre due ore, mi ha lasciato di stucco. Non ho capito niente, mi sono annoiato a morte e più passava il tempo in attesa di qualcosa, quasi ipnotizzato come quando si è di fronte ad uno spettacolo orrendo e non si riesce a staccare gli occhi. Michelangelo Antonioni è a detta sia dei critici che di un'ampia schiera di attori un grande regista. Rispetto tutte le opinioni ma a me non ha fatto effetto (me lo dovevo aspettare quando vidi "deserto rosso") e pur...
voto al film: 
1 ottobre 2009 Opinione di toni70 su "Professione reporter"
Voto 9; La solitudine interiore è il primo sentimento che traspare sin dalle prime immagini di "professione: reporter"; larghi spazi, immense distese desertiche prima e architetture che nascondono poi, tecniche di ripresa e di montaggio alquanto significative evocano messaggi inequivocabili sull'essenza dell'essera umano, creando una perfetta simbiosi tra l'identità del personaggio e lo scenario circostante. Un giornalista coraggioso d'animo ma meno professionalmente cede alla...
voto al film: 
29 settembre 2009 Opinione di will kane su "Professione reporter"
Tramutarsi, camuffarsi, scegliere di far finta di essere qualcun altro per arrivare a ipotizzare un'altra esistenza:eppure non basterà al giornalista di successo David Locke, non lo libererà dal suo malessere, dalla sua fuga da ciò che è stato. Per due volte il protagonista rivolge alla ragazza misteriosa e anonima che lo segue la stessa domanda ("Che cazzo ci fai con me?"),per due volte un'automobile lo tradisce e lo lascia a piedi in un luogo lontano da...
voto al film: 
26 settembre 2009 Opinione di Manuel Fantoni su "Professione reporter"
è secondo me il punto più alto della poetica di Antonioni, il suo approdo definitivo, oltre il quale non ci si poteva più buttare, ed infatti il cinema che contava di Antonioni si è fermato li. Estromettere il soggetto come ultima possibilità dell'ndividuo di ricostruirsi una nuova vita, ma viene stanato lo stesso non tanto dal sociale ma dal suo doppio che riemerge, Antonioni non spiega in effetti quell'ultima scena col cadavere di Nicholson riverso sul...
voto al film: 
9 settembre 2009 Opinione di OGM su "Professione reporter"
Gli scenari ampi e desolati di Antonioni ripropongono, ancora una volta, l'idea della vita come spazio deserto, in cui non esistono piste tracciate o percorsi privilegiati. Il passaggio dal destino di David Locke a quello di David Robertson avviene in maniera fluida e silenziosa, senza che si avverta lo scatto del cambio di rotaia. Essere, non essere, incontrarsi, lasciarsi sono solo le varianti di un unico moto ondoso in balia delle correnti; sono, in fin dei conti, tanti modi...
voto al film: 
8 settembre 2009 Opinione di chribio1 su "Professione reporter"
sono in linea con quasi tutta l'opinione di Excitermod,film abbastanza prevedibile e piatto.voto.5.
voto al film: 
3 settembre 2009 Opinione di bradipo68 su "Professione reporter"
Due vite ,un solo destino.Come è facile appropriarsi della vita altrui,basta essere in uno sperduto alberghetto africano e falsificare qualche documento.Il più è fatto?No,perchè appropriarsi della vita altrui vuol dire prendere anche possesso di tutti i buchi neri della vita dell'altro.L'incipit,il reporter abituato a dire sempre la sua verità falsifica il suo trapasso,finge la sua morte,quasi si bea a leggerla dai giornali.E all'inizio non ci viene...
voto al film: 
30 agosto 2009 Opinione di Excitermode su "Professione reporter"
Cosa ci sia nella testa di Antonioni è un bel mistero; ma una cosa è certa: questo non è un film che rivedrò. Di una lentezza inesorabile, noioso, statico ma di una staticità maligna... e così dall'inizio fino a giungere stremati alla fine. E' un film ingannevole. Si tira avanti, si combatte contro la tentazione di staccare la spina, di andare via, di fare dell'altro. Invece si continua a dare corda nella vana speranza che qualcosa accada, che ci sia...
voto al film: 
26 agosto 2009 Opinione di ed wood su "Professione reporter"
Il risultato più alto raggiunto da Antonioni. Vi si ritrovano, finalmente con impeccabile lucidità espositiva e una capacità di sintesi difficilmente riscontrabile nelle precedenti opere dell'Autore, tutti i temi e gli espedienti estetici di 20 anni di cinema di contemplazione esistenzialista e di ricerca formale: sul piano dei contenuti, il rapporto fra realtà e apparenza, fra oggetto e soggetto, la percezione del reale e la sua riproduzione attraverso i...
voto al film: 
12 agosto 2009 Opinione di miawallace su "Professione reporter"
Dio che film...Jack Nicholson accompagnato dall'angelo Maria Schneider scappa via dalla propria vita. Forse è un mediocre, forse è solo debole. Fatto sta che gli basta il cadavere del suo vicino di stanza in uno sperduto e caldissimo albergo africano per rubargli l'identità e far credere (a se stesso e agli altri) di essere morto per sempre. Semplicemente magistrale il piano sequenza finale di ciò che accade fuori dalla finestra.
voto al film: 
5 aprile 2009 Opinione di jonas su "Professione reporter"
Inizio veramente intrigante: un giornalista in trasferta africana, lontano dalla casa e dalla famiglia, decide di assumere l’identità di un morto che gli assomiglia senza sapere in che guai andrà a cacciarsi. Sarà anche perché Nicholson ha la faccia giusta, la speranza mette le ali: forse questa volta Antonioni ha deciso di dirigere un film come quelli veri, dove succedono le cose, i personaggi hanno una loro credibilità psicologica e parlano come le persone normali. Invece, a poco a...
voto al film: 
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