L'imperatore del Nord (1973)
Con Lee Marvin, Ernest Borgnine, Keith Carradine, Charles Tyner
La trama
Nel 1933, con gli Usa ancora nella morsa della terribile crisi economica, un emarginato chiamato "Numero uno" per la sua superiore abilità nel viaggiare di frodo sulle ferrovie, sfida il feroce Shak, capotreno del convoglio merci fra Salem e Portland, deciso a impedirgli di compiere a sbafo l'intero percorso. Ne esce una durissima lotta, spietata, intrisa di violenza, di sangue e di morte. Realizzato a mo' di ballata, il film evidenzia la propria natura metaforica dell'eterno conflitto fra individualismo libertario e servaggio del potere. La narrazione tesa, i ritmi serrati danno efficaia al crudo, intransigente "messaggio" dell'opera.
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 02/07/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
E’ una allegorica introspezione sul destino umano con la quale vengono “magicamente” esplorati da Aldrich (in maniera personalissima per altro) territori convenzionali come quelli del viaggio, del duello con il nemico naturale, dell’educazione formativa alla vita, ma innestandoci dentro e fondendoli magistralmente, temi sociopolitici non di secondaria importanza (il popolo dei nomadi senzatetto contrapposto a quello della polizia e dei padroni in primo luogo, tanto per fare un esempio concreto).
Quella che mette in scena il regista (l’epopea di un temerario vagabondo chiamato “Numero 1”, l’imperatore del nord come viene definito appunto, che negli anni tragici della grande depressione sfida il brutale Shark [Posso viaggiare dove voglio, meglio dei presendenti delle compagnie ferroviarie], cinico e feroce capotreno determinato invece a non accettare intrusi sui suoi convogli) è una storia di ampio respiro, come sempre dalle forti tinte, ma emozionalmente perfetta, incentrata come si può ben intuire da ciò che ho sopra anticipato, sui vagabondi ferroviari degli anni della grande crisi (gli hobos), un argomento che ha ispirato altri straordinari esempi di grande cinema (si pensi per esempio a I dimenticati di Preston Sturges o persino a Furore di Ford) ma trattato con una differente ottica visiva, perché per Aldrich il passato non è più semplicemente un’occasione di riflessione sociale che rimanda direttamente al presente, né il terreno per un’operazione di revisione teorica di una maniera di intendere e fare cinema (quello della grande stagione hollywoodiana di riferimento), o tantomeno un mezzo da utilizzare per smitizzare dalla patina di una dolorante nostalgia epoche e costumi remoti: per lui, il passato assume e mantiene le proporzioni gigantesche del mito (e come tale viene trattato), perché i suoi eroi (quelli principali, su cui focalizza l’attenzione primaria) non sono mossi dall’avidità a dall’interesse, ma da forze e motivazioni superiori persino alla stessa giustizia, così da assumere una dimensione catartica analoga a quella dei grandi personaggi omerici. Sono dei miserabili e dei reietti, ma nonostante la loro condizione di inferiorità, noi li vediamo stagliarsi come semidei sui tetti dei vagoni dei treni in corsa, perché anche dei sanguinari frenatori o dei cenciosi vagabondi, possono diventare gli abitanti di un immaginifico olimpo cinematografico, quello di un regista che qualche anno prima si era così raccontato: Descrivo figure eroiche. ESPANDI +
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18 gennaio 2012 Opinione di wang yu su "L'imperatore del Nord"
Dura 2 ore e non è mai noioso. la fotografia è superba e il dialogo intelligente, piuttosto filosofico a volte. Lo scenario è mozzafiato, le battaglie dure e brutali,nel secondo tempo c'e spazio per un po di umorismo la scena del battesimo su tutte.voto 7,5
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28 giugno 2011 Opinione di dany90 su "L'imperatore del Nord"
un film dalla trama coinvolgente, dove la realtà di questi vagabondi attrae lo spettatore in un' avventura quasi epica (la sfida di "Numero 1" scatena scommesse e viene addirittura telegrafata tale è il rischio dell' impresa). inoltre il grande talento del regista riesce a far divenire il treno in qualche modo il vero protagonista della storia. eccezionali le interpretazioni dei due antagonisti, con un sicuro Lee Marvin, ma soprattutto con un aggressivo e irruento...
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13 maggio 2011 Opinione di sasso67 su "L'imperatore del Nord"
Lo scontro tra due personaggi nell'America della Depressione, che sembrano due residui dell'epopea del vecchio West e fanno sembrare piccolo piccolo il giovane hobo interpretato da Keith Carradine. Il film è ben girato ed avventuroso, ma, a parere mio, un po' fine a sé stesso e alquanto verboso. Notevoli, comunque, Lee Marvin ed Ernest Borgnine. Di Aldrich, preferisco altre pellicole.
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21 marzo 2011 Opinione di Mathiasparrow su "L'imperatore del Nord"
Opera a rischio oblio da recuperare prima che sia tardi. Aldrich si allontana dalla civilità messa in ginocchio dalla Grande Depressione e sceglie le rotaie come campo di battaglia, innestando un duello all'ultimo sangue a speculare controfigura del paese industrializzato. Doveva essere diretto da Sam Peckinpah: è arrivato un sostituto che non solo non lo ha fatto rimpiangere, ma è riuscito perfino a cristallizzare il tempo dell'opera in un'epoca che non aveva ancora...
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27 gennaio 2011 Opinione di millertropico su "L'imperatore del Nord"
Tutto un viaggio in treno. Ma su un treno davvero speciale dove insieme alle emozioni del movimento dei vagoni e dello sferragliare delle rotaie, si trova anche la violenza dei maledetti capotreni pronti ad uccidere quei ladri vagabondi che viaggiano clandestinamente. Il viaggio diventa ancora più pericoloso se si ha la ventura di incontrare - come in questo caso - un personaggio sanguigno come quello interpretato da Ernest Brognine che ha fatto del suo treno e della caccia...
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2 luglio 2010 Opinione di spopola su "L'imperatore del Nord"
L’imperatore del nord, coinvolgente, epicizzata ballata folk dalle atmosfere che richiamano direttamente alla memoria il grande London (La strada, romanzo pubblicato dallo scrittore nel 1907 ne testimonia autorevolmente i riferimenti), è un classico dell’avventura, perfetto per ritmo, ambientazione e caratterizzazione dei personaggi, che concentra soprattutto la sua attenzione sulle tematiche sempre attuali dell’odio viscerale e della violenza primitiva sadica e...
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19 giugno 2009 Opinione di maso su "L'imperatore del Nord"
Imperdibile duello di bravura fra Borgnine e Marvin ben assecondati da Aldrich in un film che non poteva avere un cast più appropriato. L’America della grande depressione incornicia questa storia di vagabondi per cui l’unica ragione di vita è un corsa gratuita nascosti sotto i vagoni alla ricerca di un posto migliore dove si possa ancora sperare in una società spietata stritola sogni incarnata dal tremendo capotreno Shak; c’è anche l’accostamento fra la vecchia e la nuova...
voto al film: 
9 giugno 2009 Opinione di jonas su "L'imperatore del Nord"
Nell’America della grande depressione si affrontano un vagabondo che viaggia a sbafo sui treni e un ferroviere che usa tutti i mezzi, anche i più subdoli, per impedirglielo. Film dal meccanismo un po’ ripetitivo (mossa e contromossa), comunque godibile per il confronto fra i duellanti Lee Marvin ed Ernest Borgnine (ai quali si affianca il giovane Keith Carradine, pivello preso sotto la protezione di Marvin) che sfocia nella violenta singolar tenzone finale.
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29 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "L'imperatore del Nord"
Uno straordinario film di Robert Aldrich, questo grandissimo regista di cui oramai ci siamo dimenticati. Il treno è il protagonista assoluto, con i suoi passaggi attraverso la sconfinata America. Ma grandi protagonisti sono gli attori, sia i buoni che i cattivi, se mai è possibile distinguere chi sono gli uni e chi sono gli altri. Penso che naturalmente venga da fare il tifo per il numero 1, l'immenso Lee Marvin, ma dall'altro lato la prestazione del cattivissimo Borgnine è memorabile....
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20 settembre 2004 Opinione di quintjaws su "L'imperatore del Nord"
splendido film diretto dal solito,gigantesco aldrich.ambientato durante gli anni della grande depressione,il film narra la storia del violentissimo,feroce scontro per la sopravvivenza tra shak,psicotico controllore di un treno merci, che uccide tutti i vagabondi che hanno l'impudenza di salire sul suo treno,e numero uno,un anziano vagabondo che lo sfida apertamente.e sara'una sfida all' ultimo sangue.violentissimo,spietato,ma anche con alcuni intermezzi comici,vive sopratutto per le...
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