Aurora (1927)
Con George O'Brien, Janet Gaynor, Margaret Livingston
La trama
Il giovane contadino Ansass è affascinato da una donna venuta dalla città e, su consiglio di lei, si appresta ad uccidere la moglie Indre, ma poi non ne trova il coraggio. I due sposi si recano in città, dove passano una giornata serena. Al ritorno, un temporale rovescia la loro barca e, mentre Ansass si salva, Indre scompare nell'acqua. Sarà ritrovata svenuta, e il matrimonio dei due è di nuovo salvo. Il tedesco Friedrich W. Murnau al suo esordio americano realizza un'opera di ammirevole perizia tecnica (si noti il lungo carrello sul tram), con immagini di forte suggestione. Tre premi Oscar al film, ma un debole successo di pubblico.
La recensione di FilmTv
Di Bruno Fornara - FilmTV n. 25/2004
Da non perdere la versione restaurata del capolavoro di Murnau. Magico, alchemico, avvolgente: tra mélo, commedia e tragedia
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 2011-02-06 19:44:25 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
“I tedeschi muovono la camera da presa, gli americani ciò che sta davanti ad essa…”
Charles Rosher
Insieme a Nosferatu (1922) e Tabù (1931) rappresenta una delle vette artistiche di Murnau, un vero poema lirico su due esseri umani (a song of two human beings), una apologia del peccato e della redenzione, del perdono attraverso il dolore.
Il gigantesco e pesante campagnolo Ansass sposato e padre di un vivace bimbo, perde letteralmente la testa per una Donna di Città, scura e sensuale, che lo convince ad annegare la moglie durante una gita al lago. In realtà proprio nel momento di compiere l’uxoricidio, Ansass ha un pentimento e rassicurata la moglie delle sue buone intenzioni e del suo ravvedimento, passa insieme a lei una seconda luna di miele in città. Al ritorno però, mentre i due si trovano con la loro barcarola sul lago, arriva la tempesta.
Riassunta così sembra una storiellina da fotoromanzo, una operetta morale stucchevole e melliflua, invece è proprio il modo di raccontare di Murnau, tutto giocato sul contrasto chiaro scuro, giorno notte, campagna città, peccato perdono, acqua fango, che rende il film veramente unico e particolare.
Le lunghe ombre dell’espressionismo tedesco sono ancora presenti in Murnau (questo è il suo primo film americano) e la fotografia di Charles Rosher esalta i contrasti cromatici. In pochi tocchi il grande Murnau descrive i caratteri dei personaggi: la Donna di Città con sigaretta, si ammira allo specchio al lume di candela, si allaccia gli stivali e fischia all’amante per fare notare la sua presenza; Ansass ingobbito come Nosferatu, pesantissimo (il regista fece applicare 20 libbre di piombo alle scarpe dell’attore George O’Brien per accentuare l’andatura strascicata) ferocemente dibattuto tra il richiamo sensuale e la luce del focolare; la giovane moglie biondissima ritratta all’inizio in uno scambio di effusioni con il piccolo figlio che l’accarezza e le asciuga le lacrime (una figura un po’ troppo da santino ma a quei tempi era comprensibile).
Ma Murnau fa decollare il film quando inizia ad usare la camera e i trucchi cinematografici in una maniera davvero spericolata e originale. Un esempio per tutti è il lungo piano sequenza che mostra prima Ansass penetrare nella selva oscura della perdizione, poi per un attimo la camera perde il protagonista e girovaga tra la vegetazione fino ad imbattersi nella nostra Femme Fatale che dichiara la sua presenza con il fumo della ennesima sigaretta. Le immagini del loro amplesso si alternano con quelle della moglie e del figlio soli nella loro capanna, in attesa del ritorno del marito e padre fedigrafo. C’è tanto fango attorno che contrasta con una luce lunare da quadro di Munch (con annesse minacciose nuvole).Ai due amanti sull’erba si associano le immagini di un ballo stroboscopico e una serie di virtuosismi in sovrimpressione e dissolvenza che non sono mai fini a loro stessi. ESPANDI +
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2011-06-02 19:48:07 Opinione di ed wood su "Aurora"
Finalmente l'ho visto. Che dire? Non è da 5 stelle, stranamente, ma almeno da 4 abbondanti. :-) Avevo aspettative grandissime per quest'opera, dopo essere rimasto sconvolto ed estasiato dalla potenza e modernità espressiva dell'Ultima Risata, datato 1924, memorabile dramma espressionista appartenente ancora al periodo tedesco di Murnau, considerato da molti un film estremamente innovativo nello stile: ed effettivamente si tratta di un'opera in cui non c'è una sola...
voto al film: 
2011-02-06 19:44:25 Opinione di Snaporaz68 su "Aurora"
LA VITA IN CHIAROSCURO “I tedeschi muovono la camera da presa, gli americani ciò che sta davanti ad essa…” Charles Rosher Insieme a Nosferatu (1922) e Tabù (1931) rappresenta una delle vette artistiche di Murnau, un vero poema lirico su due esseri umani (a song of two human beings), una apologia del peccato e della redenzione, del perdono attraverso il dolore. Il gigantesco e pesante campagnolo Ansass sposato e padre di un vivace...
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2010-09-15 23:13:03 Opinione di ligeti su "Aurora"
Il primo film americano di Murnau è stato definito da François Truffaut «il più bel film della storia del cinema» e, nonostante sulle classifiche si possa essere d’accordo o meno (raramente lo si è), difficile è senz’altro negare la bellezza di questo capolavoro del cinema muto, e non solo. Aurora sembra partire come uno dei tanti adulteri con delitto che il cinema avrebbe poi raccontato spesso (per dirne uno, Ossessione di...
voto al film: 
2010-02-15 14:54:00 Opinione di fox1969 su "Aurora"
Quale può essere il fascino di ascoltare un vecchio vinile con un buon piatto ed un amplificatore valvolare? La risposta a questa domanda dipende dalla nostra sensibilità e varia da persona a persona.... Nel mio caso potrei dire che il vinile mi dona un suono caldo e morbido, intenso....con quel fruscio che da difetto si trasforma in una sensazione particolare come se in quel momento il suono potessimo....toccarlo.... Queste sensazioni possono essere paragonate a ciò che...
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2009-11-09 08:30:59 Opinione di OGM su "Aurora"
L'umanità siamo noi. Ma ci accorgeremmo di muoverci dentro ad un romanzo solo se ci vedessimo dall'alto. Noi pensiamo che la nostra vita sia soltanto nostra, e che siamo noi a inventarla, mentre, in realtà, è una storia che è già stata scritta, così come ogni immagine è un quadro che qualcuno ha già dipinto. In nulla siamo veramente liberi, e in nulla originali, né nel bene, né nel male, ed il pensiero, quando si fa...
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2009-11-05 10:09:05 Opinione di Aquilant su "Aurora"
Qualsiasi tipo di commento potrebbe sembrare superfluo a proposito di quello che è considerato da Truffaut “più bel film della storia del cinema”. Eppure tali e tante appaiono le suggestioni prodotte ad ogni nuova visione di questo “canto dell’uomo e della donna che non è di nessun luogo e di tutti i luoghi”, al punto che è impossibile astenersi da una serie di lodi quanto meno doverose. Anche volendo prescindere dalle molteplici...
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2009-11-03 20:20:57 Opinione di jonas su "Aurora"
Uno schema elementare: lui, lei, l’altra. Archetipici anche i personaggi, nella loro assenza di identità: l’Uomo, la Moglie, la Donna di città. Al suo esordio americano, Murnau firma un film che con la sua sublime essenzialità parla al cuore di chiunque, in qualunque epoca e paese: perdersi e ritrovarsi, sullo sfondo di una città gioiosa ma un po’ frastornante; di nuovo perdersi e di nuovo ritrovarsi, dopo che la vicenda stava per prendere una...
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2009-10-05 02:30:13 Opinione di Inside man su "Aurora"
Opera che, ad una serena e storicamente contestualizzata valutazione critica, si presta ad un ricco ventaglio di spunti analitici, non immuni da accenti chiaroscurali. In primo luogo è d’obbligo soffermarsi sulla regia di altissimo livello di Murnau, il quale concepisce (e concretizza magistralmente) soluzioni linguistiche di una modernità a tutt’oggi strabiliante, in special modo nell’utilizzo diegetico delle sovrapposizioni di immagini, nella fluidità...
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2009-07-16 15:01:12 Opinione di FABIO1971 su "Aurora"
Da una sceneggiatura di Carl Mayer (Il Gabinetto del Dottor Caligari) l'esordio hollywoodiano di Murnau, un capolavoro assoluto di maestria cinematografica: un melodramma intriso di lirismo e passione, dalle atmosfere magiche e sensuali ancora debitrici della lezione espressionista, che esplora con toni appassionati e tecnica sopraffina l'eterna lotta tra Bene e Male. Abbagliante.
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2009-04-14 16:19:26 Opinione di PP su "Aurora"
Voto 7. A mio giudizio non è il capolavoro iperbolico di cui si legge nelle enciclopedie e nei dizionari del cinema. È un film decisamente buono, tenuto anche conto della sua veneranda età, strutturato a toni alternati, tragico – leggero – tragico, con lieto fine. [10.04.2009]
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