Luci del varietà (1951)
Con Carla Del Poggio, Peppino De Filippo, Giulietta Masina
La trama
Dopo aver assistito allo spettacolo di varietà diretto dal guitto Checco, Liliana, un'avvenente ragazza, lascia il suo paesino e si unisce alla compagnia. Il successo le arride dall'inizio, al punto che un ricco avvocato tenta di entrare durante la notte nella sua camera. Quando poi il gruppo arriva a Roma, Liliana dovrebbe essere la soubrette. Ma ben presto abbandonerà il vecchio Checco per debuttare in una grande compagnia di rivista.
Nel suo primo film, diretto a quattro mani con Lattuada, Fellini rende omaggio con affetto e ironia al mondo del varietà. Particina per una giovanissima Sophia Loren, che ancora si firmava con il vero cognome Lazzaro.
L'opinione più recente
Di antonio de curtis scritta il 25/12/2010
Voto al film: 
25 dicembre 2010 Opinione di antonio de curtis su "Luci del varietà"
Buon esordio di Fellini(con l'aiuto di Lattuada)Ottimo Peppino De Filippo
voto al film: 
3 marzo 2009 Opinione di mm40 su "Luci del varietà"
Lattuada, Fellini, le rispettive mogli (Del Poggio e Masina) e De Filippo a farla da padrone e tenere le redini della commedia (ruolo in cui peraltro non ebbe mai particolari fortune, sempre più adatto a fare da spalla), per raccontare un'epoca dello spettacolo italiano ormai giunta al capolinea. Epoca che vide fra i protagonisti gli attori e i registi del film, qui impegnati perciò in un'operazione già un minimo nostalgica; il lavoro è ampiamente affiancabile (talvolta addirittura...
voto al film: 
25 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "Luci del varietà"
Sono d'accordo con il commento che mi ha preceduto. Affiancato da Lattuada, Fellini dimostra già, all'esordio, una notevole maturità registica, per un film di argomento analogo a "Vita da cani" di Steno e Monicelli, ma più maturo. Ottima la prova di Peppino, che, per una volta, si affranca dal ruolo di spalla di questo o di quell'altro comico.
voto al film: 
25 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Luci del varietà"
Il debutto di Fellini come regista, assieme a Lattuada, che aveva già fatto film. Il mondo trattato è quelli del varietà o avanspettacolo, caro al regista. Soggetto dello stesso Fellini, che parteciò alla scenggiatura insiema a Lattuada, Pinelli e Flaiano. Un mondo descritto un po' nella routine dell'immaginario, con personaggi un po' frammentari, come quello di Carla dal Poggio, che non sappiamo dove vuole andare a parare, per paura di renderla cinica come invece lo è. Mnetre quello...
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