Il diario di una schizofrenica (1969)
Con Ghislaine D'Orsay, Margarita Lozano, Marija Tocinowsky, Umberto Raho, Manlio Busoni
La trama
Anna ha diciotto anni ed è affetta fin dall'infanzia da una patologia mentale che nessuna cura è riuscita a risolvere. I suoi genitori non vogliono lasciare nulla di intentato. Anna viene portata in Svizzera, dove è presa in cura da madame Blanche, una psichiatra che utilizza metodi non tradizionali e grande partecipazione affettiva. Sarà lei a guarirla. All'uscita il film, che ebbe come consulente lo psicologo Franco Fornari, provocò grande ammirazione.
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 07/12/2009 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
7 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Il diario di una schizofrenica"
C'è qualcosa di bergmaniano nelle atmosfere di questo film: una regia gelida, distaccata, un uso scarno delle musiche, il focus della narrazione su due personaggi femminili. E soprattutto un calvario psicologico, la storia di una malattia prima ancora che di una malata: come non riportare alla mente i lavori del Maestro svedese incentrati sulla follia o comunque ad essa inerenti (Sinfonia d'autunno, Persona, L'immagine allo specchio)? I malati di mente hanno abbandonato la...
voto al film: 
5 aprile 2007 Opinione di bluefalcon su "Il diario di una schizofrenica"
non sono un esperto, ma ritengo il film un piccolo capolavoro per quell'epoca così lontana. Quando l'amore vince sull'intelletto e l'abnegazione sull'orgoglio. Tremendamente esplicativa la figura della madre, affettivamente presente ma distante allo stesso tempo. Non da ultimo uno spaccato sulla Lucerna dell'inizio anni 70. Una vera chicca per nostalgici
voto al film: 
4 febbraio 2007 Opinione di sasso67 su "Il diario di una schizofrenica"
Non è semplice parlare di un film come questo di Nelo Risi (Milano, 1920), meno famoso fratello di Dino, a quasi quarant'anni di distanza, ponendolo ormai fuori dal contesto in cui fu realizzato. All'epoca fu un film importante e perfino innovativo, in cui la scelta stilistica di una messinscena spoglia e quasi incolore faceva da contrappunto alla serietà della materia trattata, sulla quale si appunta pressoché per intero l'interesse degli autori (oltre al regista collaborarono alla...
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