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La mia generazione (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La mia generazione: minimo
Ritmo ritmo in La mia generazione: presente
Impegno impegno in La mia generazione: forte
Tensione tensione in La mia generazione: presente
Erotismo erotismo in La mia generazione: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La mia generazione

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La mia generazione (voti: 16 media: 3,31) 16

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locandina di La mia generazione

La trama

Nel 1983 un capitano dei carabinieri (Orlando) scorta un terrorista detenuto (Amendola) dalla Sicilia a Milano: gli hanno dato il permesso per una serie di colloqui con la fidanzata (Neri), che non vede da tre anni. Il viaggio diventa, per il terrorista e l'ufficiale di scorta, l'occasione per conoscere e confrontare motivazioni e valori che restano inconciliabili. Gli "irriducibili" tali sono e tali rimangono; a costo della vita.  

Una pacata eppure fermissima contrapposizione tra rivoluzione e Stato, con una forza di sentimenti che colpisce. Wilma Labate e i suoi sceneggiatori (due dei quali ex militanti, all'epoca finiti in prigione) si muovono come equilibristi tra posizioni tanto diverse e scottanti. Ma lo schieramento e le simpatie sono chiari: Amendola è un duro dal cuore d'oro; la Neri è "tristemente bellissima"; Orlando è un subdolo cinico dietro l'apparenza democratica.

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L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 30/08/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto buono

La mia generazione è un film che si muove su un terreno sdrucciolo in un malfermo equilibrio tra due posizioni contrapposte ferocemente.
Un film che procede su un crinale pericoloso in bilico tra la rivalutazione approssimativa e frettolosa della lotta ideologica(prima) ed armata (poi) e la risposta dello Stato a questi rigurgiti di rivolta.
Scritto in parte da due militanti di questi gruppi eversivi, l'opera della Labate è precisa nelle notazioni, circostanziata nella descrizione degli umori e degli ambienti soffocanti di cui il film letteralmente si nutre.
Ed è proprio per questo che si possono perdonare eccessi di fioritura in fase di scrittura legati soprattutto a quel minimo di tentativo di empatizzazione che sembra caratterizzare il capitano nei confronti del prigioniero, oppure alla parte in cui è protagonista Francesca Neri che appare slegata dal contesto. Viene da pensare che questa sezione serva proprio per interrompere anche cromaticamente il plumbeo viaggio in cellulare che da Sud porta il terrorista Braccio verso Nord,per vari colloqui con la sua ragazza che nel frattempo sta combattendo per costruirsi una nuova vita, alla luce del sole.
Braccio e il capitano dei carabinieri non sono semplicemente due uomini che rispondono alla propria coscienza o a ordini superiori:sono due simboli.
L'antistato e lo Stato.
Inconciliabili esattamente come materia e antimateria.
La mia generazione è la testimonianza di un fallimento culturale ed ideologico, è la certificazione di uno stato irreversibile di rassegnazione alla sconfitta, è uno sguardo accorato e doloroso a quelli che sono stati i nostri anni di piombo.
Sotto le spoglie di un anomalo road movie in cui quello che accade fuori non interessa(al contrario di quello che impone normalmente il genere), Braccio e il capitano mettono in scena l'impossibilità di comunicare: lo Stato non può scendere a patti in nessun modo con le cellule eversive che ne minerebbero le fondamenta.
Eppure il personaggio di Braccio è l'unico che rispetta una sorta di codice etico. Non un personaggio tratteggiato in positivo, semplicemente un uomo coerente con le proprie idee e incrollabile nelle proprie convinzioni.
Ha imboccato una strada senza uscita , quella voce che esce dalla cornetta del telefono è solo un ulteriore rigirare il coltello nella piaga.
Meglio rinunciare e affidarsi a un futuro dietro le sbarre.
Encomiabile la prova dei due protagonisti, Claudio Amendola e Silvio Orlando in due parti complesse.
Commenta l'opinione 6
SI

Opinioni su La mia generazione


21 aprile 2012 Opinione di Enrique su "La mia generazione"
Enrique

Un lungo viaggio, non privo di imprevisti, offre l’occasione ad un “politico”(terrorista) di confrontarsi con un integerrimo rappresentante delle istituzioni e con una sua proposta (a mio avviso, solo apparentemente subdola) reputata indecente da chi crede di avere ancora il senso della decenza, ma decente da chi ritiene che ad essere indecente sia la scelta di non collaborare con lo Stato.

voto al film: Enrique assegna il voto sufficiente a La mia generazione (1995)


30 agosto 2011 Opinione di bradipo68 su "La mia generazione"
bradipo68

La mia generazione è un film che si muove su un terreno sdrucciolo in un malfermo equilibrio tra due posizioni contrapposte ferocemente. Un film che procede su un crinale pericoloso in bilico tra la rivalutazione approssimativa e frettolosa della lotta ideologica(prima) ed armata (poi) e la risposta dello Stato a questi rigurgiti di rivolta. Scritto in parte da due militanti di questi gruppi eversivi, l'opera della Labate è precisa nelle notazioni, circostanziata nella...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La mia generazione (1995)

6 commenti
[utile per 17 utenti]


22 dicembre 2010 Opinione di Artemisia1593 su "La mia generazione"
Artemisia1593

Bravi gli attori. Interessante il tema. Il ritmo un po' lento. Senza infamia e senza lode.

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto sufficiente a La mia generazione (1995)


6 febbraio 2010 Opinione di aldebaranny su "La mia generazione"
aldebaranny

L'HO VISTO DI RECENTE, ED è STATA UNA SCOPERTA... BRAVISSIMI TUTTI GLI ATTORI, NARRATO E RECITATO BENISSIMO ma non gli è stato dato alcun riconoscimento?

voto al film: aldebaranny assegna il voto buono a La mia generazione (1995)



2 giugno 2009 Opinione di sasso67 su "La mia generazione"
sasso67

Tra "Il ladro di bambini" e "La scorta", uno spaccato dell'Italia all'inizio degli anni Ottanta, quando il terrorismo cominciava a sgretolarsi di fronte all'offensiva del pentitismo. Con parecchie forzature (i continui blocchi, il carabiniere che tenta una vendetta sommaria, la processione, la pistola, la prostituta...), la Labate ci fa vedere che alla metà degli anni Novanta sussistono ancora tutte intere le ragioni che portarono una grossa fetta della sua generazione a darsi alla lotta...

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15 febbraio 2009 Opinione di mm40 su "La mia generazione"
mm40

Guardie e ladri dei 'giorni nostri', nell'Italia dei primi anni '80: terroristi contro Stato e viceversa. C'è una riflessione non banale dietro questo film all'apparenza semplice, dalla trama lineare e non eccessivamente sviluppata, fatta di una situazione di fondo molto forte (la convivenza-scontro fra carabiniere e detenuto) e di pochi personaggi. C'è un discorso pesantissimo ed acuto che si muove dall'Italia di quegli anni per fare il punto sul concetto di tolleranza reciproca fra idee,...

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28 maggio 2005 Opinione di A.N.R. su "La mia generazione"
A.N.R.

E' uno di quei film che mi fanno impazzire. Bellissimi dialoghi, ottima introspezione psicologica dei personaggi. Una sola domanda: QUANDO LI RIMANDERANNO IN ONDA? Io l'ho visto solo una volta!

voto al film: A.N.R. assegna il voto buono a La mia generazione (1995)


26 luglio 2004 Opinione di stefania69 su "La mia generazione"
stefania69

è STATO DAVVERO PROFONDO ED EMOZIONANTE.

voto al film: stefania69 assegna il voto buono a La mia generazione (1995)



4 giugno 2003 Opinione di will kane su "La mia generazione"
will kane

Il meglio de "La mia generazione" sta nel rapporto che viene a crearsi tra due ex-ragazzi partiti con un'idea e un paio di tasche piene di intenzioni e giunti a una fase in cui ,per entrambi,non c'è ritorno(anche se tra i due,lo scopriremo alla fine,uno è meno sincero dell'altro...).Va un po'peggio nelle parti in cui l'occhio della macchina da presa si concentra sulla sempre bellissima Francesca Neri:non è colpa dell'attrice,è che tutto sommato i dialoghi con gli altri sopravvissuti agli...

voto al film: will kane assegna il voto buono a La mia generazione (1995)



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