Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Bugie rosse (1994)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bugie rosse: minimo
Ritmo ritmo in Bugie rosse: minimo
Impegno impegno in Bugie rosse: assente
Tensione tensione in Bugie rosse: minimo
Erotismo erotismo in Bugie rosse: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Bugie rosse

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Bugie rosse (voti: 1 media: 1,00) 1

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Bugie rosse

La trama

Marco, giornalista televisivo, conduce un'inchiesta sugli ambienti omosessuali della sua città. Sua moglia, Adria, segue con preoccupazione il lavoro del marito perché questi si lascia coinvolgere sin troppo nell'ambiente in cui sta operando. A maggior ragione, quando nel "giro" avvengono degli omicidi e Marco viene sospettato. Poi, però, tutto finirà con l'accomodarsi al meglio.  

C'é un po' di "giallo" nella vicenda, ma il suo nocciolo sembra essere la scoperta, da parte di Marco, che gli uomini incominciano a piacergli. Comunque il film è un fallimento e c'è da chiedersi cosa ci faccia lì la povera Alida Valli.

La recensione di FilmTv

Di - FilmTV n. 25/1994

Il mondo della prostituzione maschile e i tormenti di un giornalista in caccia di scoop per un film noioso e privo di ritmo. Scadenti gli attori, banale la storia

Sempre più inverosimili i giornalisti immaginati dagli sceneggiatori cinematografici. Invece che lavorare, conducono inchieste rischiose: come se importasse a qualcuno scoprire i dettagli della prostituzione maschile. Bugie rosse di Pierfrancesco Campanella parte da questa pretestuosa vicenda per stuzzicare infantilmente il pubblico con le ambiguità di una coppia torinese d'origine - stando alla targa di un'auto - nella Bologna lussuriosa. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di spopola scritta il 2009-09-14 12:18:59

Voto al film: voto pessimo

Girato a Bologna, con tutte - e soltanto - automobili targate Torino (e anche questo da solo potrebbe essere un elemento che fa seriamente riflettere ), è in assoluto uno dei peggiori film che mi sia capitato di incontrare nella mia ormai lunghissima frequentazione cinematografica: una storia che non sta in piedi nemmeno a puntellarla, un regista a cui manca completamente il senso del pudore (inteso come vergogna) incapace persino di “osservare”, degli attori che definire da “filodrammatica” è fare loro un complimento (la palma della “cagneria” spetta a Gioia Maria Scola, ma anche gli altri, compresa una irriconoscibile Natasha Hovey, la tallonano davvero da vicino per insidiarle questo tutt’altro che invidiabile primato… e cosa ci stia a fare in mezzo a loro Alida Valli è davvero un mistero, probabilmente aveva semplicemente bisogno di fare cassa per problemi di carattere alimentare), riprese e montaggio “dilettantesco”, sceneggiatura inesistente, sono gli elementi  che contribuiscono, insieme alla sciatta fotografia che non riesce a mettere al suo attivo nemmeno una inquadratura decente, a definire un disastro annunciato e largamente prevedibile.
Ho finito: il quadro è questo, davvero inappellabile, e non ci sono attenuanti né giustificazioni per aver sprecato dei soldi in una porcata (scusatemi per il termine, ma quando ci va, ci vuole) di siffatte dimensioni.
Il “tentativo” , su un improbabile plot giallo, è quello di essere “trasgressivi” (ma nemmeno in questo il regista è sufficientemente spudorato da mostrare "ciò" che si cela sotto le freqeuntemente inquadrate "mutamde rosse" di Lorenzo Flaherty): Mario, un giornalista televisivo,  sta conducendo un’inchiesta sugli ambienti omosessuali della sua città, con particolare riferimento a quelli delal proswtituzione maschile. Nel momento in cui si verificano degli omicidi dentro quel particolare mondo “deviato” - l’assioma è sempre quello canonico che attribuisce il male, la “perversione”, persino l’assassinio, alla diversità, ed è davvero abbastanza sconfortante, non solo per il fascismo strisciante che aleggia dietro a questo concetto imperante, ma anche per come viene qui trattato il problema – il giornalista che si è fatto troppo coinvolgere, e in parte  “contaminare” dai personaggi “ambigui” con i quali è entrato in contatto, rischierà seriamente, nonostante l’aiuto di un giudice suo amico, di vedersi appioppare la colpa per dei “reati” che non ha commesso, anche se poi alla fine come è facilmente prevedibile, sotto il profilo giudiziario, tutto si risolverà positivamente e il risultato è solo uno sgangherato pasticcio senza capo né coda dal quale è opportuno restare lontani  che, detto in parole povere, si può riassumere "semplicizzando",  nella storia di un uomo - regolarmente sposato e apparentemente  assolutamente "etero" anche per i suoi trascorsi -  che a un certo punto della sua vita scopre invece (e ti pareva?) che gli uomini lo attraggono più delle donne. Sconfortante (il film, non la tematica dell'attrazione omosessuale).
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Bugie rosse


2009-09-14 12:18:59 Opinione di spopola su "Bugie rosse"
spopola

Girato a Bologna, con tutte - e soltanto - automobili targate Torino (e anche questo da solo potrebbe essere un elemento che fa seriamente riflettere ), è in assoluto uno dei peggiori film che mi sia capitato di incontrare nella mia ormai lunghissima frequentazione cinematografica: una storia che non sta in piedi nemmeno a puntellarla, un regista a cui manca completamente il senso del pudore (inteso come vergogna) incapace persino di “osservare”, degli attori che definire...

voto al film: spopola assegna il voto pessimo a Bugie rosse (1994)



scrivi la tua opinione su Bugie rosse


Voti a Bugie rosse



login

hai dimenticato la password?