Bugie rosse (1994)
Con Tomas Arana, Alida Valli, Gioia Maria Scola, Lorenzo Flaherty
La trama
Marco, giornalista televisivo, conduce un'inchiesta sugli ambienti omosessuali della sua città. Sua moglia, Adria, segue con preoccupazione il lavoro del marito perché questi si lascia coinvolgere sin troppo nell'ambiente in cui sta operando. A maggior ragione, quando nel "giro" avvengono degli omicidi e Marco viene sospettato. Poi, però, tutto finirà con l'accomodarsi al meglio.
C'é un po' di "giallo" nella vicenda, ma il suo nocciolo sembra essere la scoperta, da parte di Marco, che gli uomini incominciano a piacergli. Comunque il film è un fallimento e c'è da chiedersi cosa ci faccia lì la povera Alida Valli.
La recensione di FilmTv
Di - FilmTV n. 25/1994
Il mondo della prostituzione maschile e i tormenti di un giornalista in caccia di scoop per un film noioso e privo di ritmo. Scadenti gli attori, banale la storia
L'opinione più recente
Di spopola scritta il 14/09/2009
Voto al film: 
Ho finito: il quadro è questo, davvero inappellabile, e non ci sono attenuanti né giustificazioni per aver sprecato dei soldi in una porcata (scusatemi per il termine, ma quando ci va, ci vuole) di siffatte dimensioni.
Il “tentativo” , su un improbabile plot giallo, è quello di essere “trasgressivi” (ma nemmeno in questo il regista è sufficientemente spudorato da mostrare "ciò" che si cela sotto le freqeuntemente inquadrate "mutamde rosse" di Lorenzo Flaherty): Mario, un giornalista televisivo, sta conducendo un’inchiesta sugli ambienti omosessuali della sua città, con particolare riferimento a quelli delal proswtituzione maschile. Nel momento in cui si verificano degli omicidi dentro quel particolare mondo “deviato” - l’assioma è sempre quello canonico che attribuisce il male, la “perversione”, persino l’assassinio, alla diversità, ed è davvero abbastanza sconfortante, non solo per il fascismo strisciante che aleggia dietro a questo concetto imperante, ma anche per come viene qui trattato il problema – il giornalista che si è fatto troppo coinvolgere, e in parte “contaminare” dai personaggi “ambigui” con i quali è entrato in contatto, rischierà seriamente, nonostante l’aiuto di un giudice suo amico, di vedersi appioppare la colpa per dei “reati” che non ha commesso, anche se poi alla fine come è facilmente prevedibile, sotto il profilo giudiziario, tutto si risolverà positivamente e il risultato è solo uno sgangherato pasticcio senza capo né coda dal quale è opportuno restare lontani che, detto in parole povere, si può riassumere "semplicizzando", nella storia di un uomo - regolarmente sposato e apparentemente assolutamente "etero" anche per i suoi trascorsi - che a un certo punto della sua vita scopre invece (e ti pareva?) che gli uomini lo attraggono più delle donne. Sconfortante (il film, non la tematica dell'attrazione omosessuale).
14 settembre 2009 Opinione di spopola su "Bugie rosse"
Girato a Bologna, con tutte - e soltanto - automobili targate Torino (e anche questo da solo potrebbe essere un elemento che fa seriamente riflettere ), è in assoluto uno dei peggiori film che mi sia capitato di incontrare nella mia ormai lunghissima frequentazione cinematografica: una storia che non sta in piedi nemmeno a puntellarla, un regista a cui manca completamente il senso del pudore (inteso come vergogna) incapace persino di “osservare”, degli attori che definire...
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