Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Regarde les hommes tomber (1994)

[Regarde les hommes tomber, Francia 1994, Noir, durata 100']   Regia di Jacques Audiard
Con Jean-Louis Trintignant, Jean Yanne, Mathieu Kassovitz, Bulle Ogier, Yvon Back



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Regarde les hommes tomber: assente
Ritmo ritmo in Regarde les hommes tomber: presente
Impegno impegno in Regarde les hommes tomber: assente
Tensione tensione in Regarde les hommes tomber: presente
Erotismo erotismo in Regarde les hommes tomber: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Regarde les hommes tomber

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Regarde les hommes tomber (voti: 2 media: 4,50) 2

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

La trama

La ricerca della verità sull'aggressione di un giovane poliziotto.

Simon, rappresentante di biglietti da visita, aiuta a tempo perso il giovane Mickey, poliziotto omosessuale. Quando Mickey viene ferito e cade in coma profondo, Simon cerca, in proprio, la verità sull'aggressione. Tre anni prima, ecco l'anziano Max, implicato in affari molto loschi, di cui diviene amico il giovane Johnny. Max coinvolge Johnny nelle sue malefatte, fino a farne un assassino... Audiard, figlio d'arte, riesuma il "noir" con una sceneggiatura abile e accurata (dal romanzo "Triangle" di Teri White) e una narrazione capace di sagaci atmosfere, svolta in ritmi coinvolgenti. 

L'opinione più votata

Di joseba scritta il 24/10/2008 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Simon, stagionato venditore di biglietti da visita et similia, è testimone involontario dell'omicidio di Mickey, un giovane poliziotto con cui ha un rapporto velatamente omosessuale. Contrariato dalla superficialità con la quale la squadra omicidi conduce l'inchiesta, decide di indagare da solo e, grazie alle informazioni di un "indicateur", riesce a risalire ai responsabili della morte di Mickey: si tratta del vecchio Marx, marginale da una vita col vizio del gioco, e di Johnny, giovane sprovveduto legato a Marx da una sudditanza psicologica totale. Primo lungometraggio del figlio d'arte Jacques Audiard (il padre Michel è stato uno dei mostri sacri del cinema francese: ha messo lo zampino in più di 120 sceneggiature), "Regarde les hommes tomber" è un noir psicologico con intense sfumature omoerotiche che non sconfina mai nello psicologismo o nel sensazionalismo d'accatto. Adattamento del romanzo "Triangle" di Teri White (pubblicato nella gloriosa "Série Noire" Gallimard col titolo "Un trio sans espoir"), il debutto alla regia dell'ex montatore e sceneggiatore Jacques Audiard (classe 1952) è un avvolgente studio di caratteri alle prese con le difficoltà della vita e con l'improvviso manifestarsi di attrazioni sentimentali che spingono ad uscire dalla cosiddetta normalità. L'amicizia di Simon (Jean Yanne) per Mickey (Yvon Back) e l'attaccamento di Johnny (Mathieu Kassovitz) a Marx (Jean-Louis Trintignant), oltre a rappresentare forme oblique di omosessualità, sono il pretesto per mostrare la lacerante urgenza di sentimenti repressi e bollati dai benpensanti come "ambigui" e "morbosi". Audiard racconta questo apologo sentimentale in chiave noir, scomponendo cronologicamente la narrazione: il film inizia dalla morte di Mickey per spiccare un poderoso salto all'indietro, soffermandosi sul primo incontro di Marx e Johnny (all'epoca ancora Frédéric), due sbandati che fanno l'autostop e si ritrovano casualmente nel vano posteriore di un furgone. Il giovane dropout si appiccica immediatamente allo scafato e zoppicante vagabondo, in cui riconosce una figura tra il paterno e il seducente: da questo momento in poi il film procede a zigzag tra presente (l'indagine di Simon) e passato (le vicissitudini dei due emarginati che per pagare i debiti di gioco finiscono per diventare killer), i piani temporali ricongiungendosi nel segmento finale. Il quarantaduenne cineasta parigino gira maledettamente bene e, sospinto dalle cangianti musiche d'atmosfera di Alexandre Desplat, sciorina una messa in scena di rara accortezza e incisività: dettagli a non finire (scarpe, bocche, bastoni, cicatrici), ellissi sospensive (marcate da dissolvenze in nero di struggente intensità), accelerazioni vertiginose (l'inizio dell'indagine di Simon è mostrata quasi interamente "alla veloce") e dilatazioni riflessive (l'incipit e il finale incorniciano "esistenzialisticamente" il film) fanno di "Regarde les hommes tomber" un noir visivamente malioso e particolarmente attento alle sensazioni dei personaggi, testimoniando l'emergenza di un talento registico che confermerà le sue doti nei successivi "Un héros très discret (1996), "Sur mes lèvres" (2001) e "De battre, mon coeur s'est arrêté" (2004), remake, quest'ultimo, del mai troppo lodato "Fingers" (1978) di James Toback. Un noir d'autore, in definitiva, non eccessivamente incalzante dal punto di vista del ritmo ma estremamente sottile nel cogliere le pulsazioni psicologiche e sentimentali dei personaggi rappresentati. Trintignant è l'impero alla fine della decadenza: sublime.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Regarde les hommes tomber


24 ottobre 2008 Opinione di joseba su "Regarde les hommes tomber"
joseba

Simon, stagionato venditore di biglietti da visita et similia, è testimone involontario dell'omicidio di Mickey, un giovane poliziotto con cui ha un rapporto velatamente omosessuale. Contrariato dalla superficialità con la quale la squadra omicidi conduce l'inchiesta, decide di indagare da solo e, grazie alle informazioni di un "indicateur", riesce a risalire ai responsabili della morte di Mickey: si tratta del vecchio Marx, marginale da una vita col vizio del gioco, e di Johnny, giovane...

voto al film: joseba assegna il voto buono a Regarde les hommes tomber (1994)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


scrivi la tua opinione su Regarde les hommes tomber


Voti a Regarde les hommes tomber



login

hai dimenticato la password?