Il volto (1958)
Con Max Von Sydow, Ingrid Thulin, Gunnar Björnstrand, Bibi Andersson
La trama
Per vendicarsi dell'arresto e degli scherni di un medico e di un poliziotto, un mago illusionista si finge morto. Può così apparire al medico che crede di star facendo l'autopsia sul suo corpo, come un fantasma, terrorizzandolo. Uno dei più grandi e personali film dell'autore svedese: allegoria, tra sogno e realtà, dell'arte e del potere. Splendida la fotografia.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 26/11/2010 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
[Bengt Ekerot a Max Von Sydow]
Svezia, 1846. La carrozza di una comitiva di illusionisti, la compagnia "medico-ipnotica" guidata dal muto ed inquietante Vogler (Max Von Sydow), è in viaggio verso la capitale. Oltre al titolare ne fanno parte sua moglie Manda (Ingrid Thulin), che si esibisce truccata da uomo col nome di Aman, sua nonna (Naima Wifstrand), esperta nelle arti magiche, l'istrionico Tubal (Åke Fridell) e il giovane Simson (Lars Ekborg). Attraversano una foresta, si fermano per cercare la mandragora, la pianta dai poteri soprannaturali delle leggende popolari, si imbattono in un uomo, Johan Spegel (Bengt Ekerot), un attore malato che attende la propria morte: lo accolgono insieme a loro sulla carrozza e ripartono. Durante il tragitto Vogler fissa insistentemente il volto di Spegel (cioè "specchio"...): "Volete cogliere il momento supremo, vero? Guardatemi, allora", è l'esortazione che l'attore gli rivolge prima di spirare, "cercherò di aprire il mio volto alla vostra curiosità". La compagnia è in cattive acque: sono senza soldi e ricercati dalla polizia, ma riescono ugualmente ad arrivare in città, dove devono esibirsi in uno spettacolo di magia e magnetismo. Le autorità cittadine, il console Egerman (Erland Josephson), cultore, insieme alla moglie Ottilia (Gertrud Fridh), delle scienze animistiche, il capo della polizia Starbeck (Toivo Pawlo) e il dottor Vergerus (Gunnar Björnstrand), consigliere medico, li accolgono per interrogarli, preoccupati dalla fama di mesmerista e stregone di Vogler. Non si fidano, prima di accordargli il permesso di esibirsi pretendono un'anteprima privata del loro spettacolo nei saloni della residenza del console, dove vengono ospitati ed alloggiati per la notte in attesa della rappresentazione del giorno successivo. La compagnia trascorre la serata nelle cucine, insieme alle cuoche della casa, Sara (Bibi Andersson) e Sanna (Birgitta Pettersson), e al resto della servitù, la capocuoca Sofia (Sif Ruud), il tuttofare Rustan (Axel Düberg) e lo stalliere Antonsson (Oscar Ljung). Le schermaglie amorose tra gli uomini della compagnia e le donne della casa animeranno la lunga nottata che li attende. Rustan ed Antonsson, invece, sembrano diffidenti:
"Se potessi li frusterei a sangue: i ciarlatani mi danno repulsione, i loro volti mi rendono furioso".
"I loro volti?".
"Sicuro! Guarda quel Vogler, ha un volto che mi ispira un'irresistibile tentazione di picchiarlo".
"Già... La faccia di Vogler".
"Sì, i loro volti hanno qualcosa di insondabile".
Durante la notte riappare anche Spegel, che inizia ad aggirarsi furtivamente nei locali e i corridoi della residenza del console. Spiega a Vogler la ragione della propria presenza:
"Non ero morto, ma ho preso a vagare sulla Terra. ESPANDI +
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1 aprile 2012 Opinione di emmepi8 su "Il volto"
Tutto quello che appare non è la realtà, che muta continuamente, i volti che vediamo hanno delle maschere, sono altre persone, altre presenze, la realtà è una rappresentazione e di conseguenza i nostri ruoli variano a secondo delle necessità e delle volontà, anche le più meschine. Comprendo benissimo il pensiero del regista, ma riesco meno a farmi piacere il sistema cinematografico adoperato, che a tutti gli effetti è una rappresentazione teatrale con ispirazione ed inclinature...
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23 novembre 2011 Opinione di tafo su "Il volto"
Le storie d'amore si intersecano, si intrecciano per poi strecciarsi sembrano consumarsi in una fiammata di passione ma alla fine si ravvivano continuando a scaldare. La storia del mago-Vogler è la vendetta dell'arte contro le sicurezze della critica, contro le sicurezze esistenziali. La maschera è muta per protestare contro un mondo che non accetta nemmeno la ricerca del mistero e della magia della creazione artistica. Il volto parla si vendica costruendo una sequenza visionaria che deve...
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31 agosto 2011 Opinione di cheftony su "Il volto"
"Anche voi siete un attore? Perché vi siete truccato, allora? Avete la barba finta e le sopracciglia e i capelli sono tinti. Siete un malvivente, che celate così il vostro vero volto?" Nella Svezia della metà dell'800 viaggia la carrozza di una compagnia di spettacolo, composta dall'illusionista dottor Vogler (Max Von Sydow), muto e sostenitore del discusso mesmerismo, dalla moglie Manda (Ingrid Thulin), truccata da ragazzo, da una spaventosa vecchietta (Naima...
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26 novembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Il volto"
"Giorno su giorno su giorno ognuno avanza incontro all'oscurità. E questo procedere è la sola verità che esista". [Bengt Ekerot a Max Von Sydow] Svezia, 1846. La carrozza di una comitiva di illusionisti, la compagnia "medico-ipnotica" guidata dal muto ed inquietante Vogler (Max Von Sydow), è in viaggio verso la capitale. Oltre al titolare ne fanno parte sua moglie Manda (Ingrid Thulin), che si esibisce truccata da uomo col nome di Aman, sua nonna (Naima...
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18 luglio 2010 Opinione di spopola su "Il volto"
Sognavo sempre un coltello. Una lama per mettere allo scoperto le mie viscere. Per tagliare fuori il cuore e il cervello. Per liberarmi di quanto contengo. Per asportare la lingua e il sesso. Una lama tagliente per eliminare tutte le impurità Dopo, da quella carcassa senza senso, sorgerebbe quello che chiamano lo spirito Il volto, uno dei titoli più autobiografici del regista che riflette sulla sua stessa condizione di uomo di spettacolo, di illusionista, di...
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12 novembre 2009 Opinione di carlos brigante su "Il volto"
Sin dai titoli di testa (accompagnati da una austera colonna sonora) si percepisce una certa atmosfera cupa, sinistra ed ambigua, amplificata dalla splendida fotografia di forte impatto espressionista che accentua il buio e taglia i volti, i corpi e i luoghi con i suoi squarci di luce accecante. Poco a poco, però, si fanno largo qua e là i toni leggeri della commedia che attenuano il cupo impatto iniziale. Lo sberleffo finale poco alla volta prende forma. "Il volto" è...
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12 giugno 2009 Opinione di Daskabinett su "Il volto"
"Il volto" riunisce molti degli attori fedelissimi di Bergman e questo già di per sè lo rende un'opera molto interessante. Come già rilevato da altri utenti è un'opera difficile da etichettare sotto un genere preciso - si tratta più di una fantasia che comincia in maniera assolutamente lugubre e termina con un motivetto allegro, un "final twist" che rimane in testa e lascia spiazzati. Il nodo cruciale, secondo me, è rappresentato dal fatto che questa pellicola sembra confermare gli...
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16 maggio 2009 Opinione di mm40 su "Il volto"
Il sosia, l'identità, la fiducia e l'inganno, la finzione e la realtà, l'occulto, lo spiritismo, le fobie irrazionali: tutti temi cari a Bergman, che nel Volto la fanno da padrone. La parabola dell'illusionista Vogler, un povero vincente e in quanto tale figura abbastanza rara nell'opera del regista svedese, passa attraverso le più comuni ansie e fobie umane con un tono scettico che non sminuisce comunque il risultato del trucco: ma si tratta pur sempre di un trucco e questo è proprio...
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19 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Il volto"
Opera difficile da incasellare in un genere preciso, è un film ambizioso che vuole affrontare i temi del rapporto fra arte e potere e della natura illusionistica e stregonesca della creazione artistica. Anche qui la struttura teatrale è evidente, ma Bergman provvede a liberare il film dalle scorie del teatro filmato grazie a un accorto utilizzo del linguaggio cinematografico e delle sue possibilità espressive (movimenti di macchina e profondità di campo...
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23 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "Il volto"
Quasi un pezzo di teatro, questo ennesimo grande film di Bergman. Difficile guardarlo solamente con la ragione, da spunti di meditazione sugli eterni dilemmi: vita/morte, realtà/finzione, bene/male. Ottimi, come sempre, gli attori.
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