Luci d'inverno (1963)
Con Gunnar Björnstrand, Ingrid Thulin, Max Von Sydow, Gunnel Lindblom
La trama
Tomas Ericsson, un pastore protestante, dopo la morte della moglie si accorge non solo di aver perso la fede, ma, forse, di non averla mai avuta. In piena crisi non riesce più a dare conforto ai suoi parrocchiani uno dei quali si ucciderà. È una delle vette della produzione bergmaniana: girato in un glaciale bianco e nero tenuto sulle tonalità grige come quelle delle vite dei personaggi. Inquietante e ancora inspiegato, il finale aperto.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 13/04/2012 - utile per 17 utenti
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13 aprile 2012 Opinione di Peppe Comune su "Luci d'inverno"
Padre Tomas Ericsson (Gunnar Bjornstrand) è ossessionato dal timore di aver perso la fede. La perdita della moglie, avvenuta quattro anni prima, accresce il senso della sua crisi esistenziale e l’offerta d’amore della timida Marta (Ingrid Thulin) non basta affatto a lenirgli il dolore. Da lui si presentano i coniugi Persson (Max Von Sidow e Gunnel Lindblom) per una richiesta d’aiuto, ma padre Tomas è costretto a constatare che lui non può più aiutare nessuno, “perché sono un...
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17 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Luci d'inverno"
Un film di Bergman, un autore che ho amato da sempre, certamente uno sguardo cinematografico, sottolineo cinematografico, diverso e colmo dell'idea che vuole rappresentare in maniera forte ed impegnativa. Bergman viene dal teatro e la sua visione cinematografica é legata moltissimo ai contenuti nel rispetto, quasi sempre, del mezzo, conoscendone le diversità ed i significati espressivi ai massimi livelli. Qui si affronta un argomento religioso come quello del credere, del suo bisogno o...
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17 febbraio 2012 Opinione di vicky13 su "Luci d'inverno"
Il film dedicato al silenzio di Dio è ricco di parole degli uomini, illustrando in modo straziante il tormento che costituisce per ogni anima profonda il "silenzio" di Dio.Anche Cristo ha sofferto il silenzio di Dio. " Dio mio Dio mio, perchè mi hai abbandonato?"L'Amore ha un ruolo essenziale come apertura al divino. Lamore è la stada per la ricerca di Dio, qualsiasi tipo di amore.Ma B. non racconta mai la conquista completa della fede, pittosto racconta il cammino, che l'uomo percorre...
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2 settembre 2010 Opinione di OGM su "Luci d'inverno"
La distanza tra Dio e gli uomini estende, verso il Cielo, la distanza che separa gli uomini sulla Terra. La solitudine e la mancanza di fede sono condizioni accomunate dallo stesso dramma: l’assenza di un altro essere su cui misurare la grandezza della propria anima e l’importanza della nostra vita. Senza punti di riferimento, il tutto e il nulla vengono a coincidere, esistere o dissolversi diventano le due facce della stessa insensata realtà. Non amare significa, allora,...
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11 aprile 2010 Opinione di luca826 su "Luci d'inverno"
VOTO 8 RIGOROSO Amore e Dio, forse la stessa cosa. Siamo così soli. Ma basterebbe un segnale, solo un piccolo segnale. Bergman quintessenziale, breve (1h20m), senza indugi scava nella psiche dei personaggi: un prete che ha perso la fede, una donna che lo ama non è corrisposta, un uomo deluso e affranto dal vivere ma anche dal perchè vivere che compie il gesto estremo del suicidio. La regia fredda come sempre, lucidissima, in pochi ambienti, con luce morta e camera sui...
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1 febbraio 2010 Opinione di cantautoredelnulla su "Luci d'inverno"
Il libretto a cura di Aldo Garzia che mi aiuta a riflettere su alcuni messaggi del film conclude dicendo: "Chissà che Dio non sia altro che amore e che l'assenza di amore non sia proprio il silenzio di Dio". Quest'ultima frase riassume in breve lo spirito di questo film. La prima volta che l'ho visto, il dialogo tra il pastore e Jonas mi colpì tantissimo, ma forse mi colpì ancor di più la disperazione così incredibilmente umana di Jonas, una disperazione...
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1 febbraio 2010 Opinione di AIDES su "Luci d'inverno"
Il silenzio di Dio si pone al cuore di un dramma radicale che ha la sua vera origine nel silenzio dell'uomo, nella desolata aridità spirituale di un essere smarrito ancor prima che abbandonato. Il gelo plumbeo degli inverni, la coltre spoglia e severa del mondo non è tanto il volto doloroso del 'creato' orfano di una luce divina, quanto la proiezione dolente di una creatura orfana di se stessa. Dio tace alla sordità dell'uomo, incapace di ascoltare quelle risposte che...
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30 dicembre 2009 Opinione di CristinaG su "Luci d'inverno"
Un bellissimo film sull'angoscia dell'uomo di fronte al silenzio di Dio. Mi ha colpito molto il dialogo tra il pastore e il sagrestano, quando quest'ultimo ribalta la situazione ricordando al pastore il dolore e la solitudine di Dio sulla croce, di fronte al silenzio dell'uomo.
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11 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "Luci d'inverno"
...eppure è troppo cupo, lento, grigio! Visto la prima volta (anni 70) con entusiasmo, la seconda (anni 90) con dubbi, oggi guardando l'orologio.
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21 luglio 2009 Opinione di FABIO1971 su "Luci d'inverno"
Uno dei più vitali e sofferti capolavori di Bergman, cupa e rigorosa messinscena dei tormenti dell'animo umano di fronte al silenzio di Dio: tra i paesaggi innevati della Svezia del Nord e le mura di una chiesa si consuma il dramma interiore di un pastore protestante, in profonda crisi religiosa ed esistenziale. Un'opera di angosciante respiro, magistrale per toni drammatici e forza espressiva. Attori in stato di grazia, fotografia, splendida, di Sven Nykvist.
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