Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Un'estate d'amore (1951)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un'estate d'amore: assente
Ritmo ritmo in Un'estate d'amore: presente
Impegno impegno in Un'estate d'amore: forte
Tensione tensione in Un'estate d'amore: minimo
Erotismo erotismo in Un'estate d'amore: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Un'estate d'amore

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Un'estate d'amore (voti: 18 media: 3,78) 18

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Un'estate d'amore

La trama

Marta, una ballerina classica, riceve per posta il diario di Henrick, il suo vecchio fidanzato, morto anni prima in un incidente. La lettura del diario spinge Marta, sul filo dei ricordi, verso i luoghi dove sbocciò quel grande amore. Immersa nella bellezza del paesaggio Marta rivede la sua vita e si apre alla speranza. Una riflessione sul passato e sui ricordi in una sorta di elegia della memoria (edell'amore) giocata tra natura e sentimenti. 

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 22/05/2009 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Con “Sommarlek” (“Un’estate d’amore”) Bergman ci racconta le intense, pur se troppo brevi (ma forse proprio per questo ancor più vigorose e straordinarie nella loro pienezza) “vicende” di un amore, quelle di una passione debordante e assoluta dal tragico epilogo, che il tempo e il ricordo dilata e amplifica, sospingendole verso l’esaltazione miticizzata di ciò che è ormai soltanto il “nostalgico rimpianto” di quanto è stato vissuto in un’estate ormai remota e irrecuperabile, piena degli slanci furiosi che l’adolescenza rende sublimi, e che il rammarico “castrante” della frustrazione porta a valutare a volte come una privazione insostenibile, che sfocia inevitabilmente in un blocco emotivo che “immobilizza” il sentimento anestetizzando la percezione, e induce, proprio per questa ragione, a riflettere con amarezza sull’amore e il suo destino. E’ al tempo stesso però anche lo struggente ritratto di una donna “di quel tempo” (il film è del 1950), una “penetrazione” emblematica dentro la sua anima fatta in due delicati (e cruciali) momenti della sua esistenza. Il primo, corrispondente appunto agli anni della “giovinezza” fuggitiva e caduca; il secondo che indaga invece sulle “divergenze” contrapposte di quell’età di mezzo che preannuncia l’incipiente incedere della maturità, punto di approdo di un percorso che la trova nella posizione “privilegiata” (ma non troppo) di una persona che si potrebbe definire per certi aspetti “pienamente realizzata” (padrona della sua vita, potremmo dire) appassionatamente attiva nel suo lavoro (e su questo versante ineccepibilmente concreta), ma al tempo stesso “schiacciata” (quasi resa schiava) dalla solitudine e dalla rimembranza malinconica di una irripetibile felicità ormai lontana e da troppo tempo irrimediabilmente smarrita. La vicenda, semplicissima, è imperniata su Maria, ballerina classica dell’opera di Stoccolma, ormai vicina al momento in cui l’età la costringerà ad abbandonare la sua professione (e quindi in un periodo di “ripensamenti” riflessivi), che si trova quasi suo malgrado (è l’improvvisa “ricezione “ di un diario – speditole da un maturo amico di famiglia - a creare il corto circuito) a “riattraversare” una storia ormai vecchia di 13 anni, quella con il fidanzato Henrik (che è poi l’autore del diario stesso), morto tragicamente in un incidente alla fine di una intensa stagione di passione. L’impatto con quelle memorie, arriverà proprio nel giorno della “disperazione sconfortata”, conseguente a una ennesima, inevitabile crisi (per come si stanno mettendo le cose) della sua squallida relazione vissuta “nel presente” con un insulso giornalista (che si sta trascinando fiaccamente, ormai priva di slanci e di partecipazione). Approfittando di una giornata libera dalle prove, Maria deciderà così di raggiungere di nuovo proprio la località sul mare dove aveva vissuto “quella storia” e “quell’amore”. ESPANDI +
Commenta l'opinione 3
SI

Opinioni su Un'estate d'amore


29 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Un'estate d'amore"
emmepi8

  Non siamo ancora in piene tematiche di Bergman, il film ha una sua storia ben precisa e drammaticamente concreta, certamente si riconosce un'atmosfera ben dosata caricata completamente sui personaggi, quindi partendo sempre da un concetto teatrale di sottolineatura. Una sottile e leggera linea di malinconia attraversa il film facendola confluire con la vita di tutti i giorni e che porta a rendere sopportabile anche il dolore più grande, intenso ed intimo che una persona può provare,...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Un'estate d'amore (1951)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

28 dicembre 2011 Opinione di mm40 su "Un'estate d'amore"
mm40

Un finale incredibilmente ottimista per i canoni bergmaniani sigilla una storia d'amore che è però lontana anni luce dalle favole: l'avventura di Maria ed Henrik parla molto più di Bergman che dell'amore in sè, o dell'adolescenza, della crescita, del dolore. La viva passione che rinvigorisce e dà un senso alla tensione esistenziale dei personaggi, la palpabile complicità che scorre fra i due giovani, la profondità nello scavo dei caratteri sono tutte note già sottolineate nel cinema...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Un'estate d'amore (1951)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


10 gennaio 2010 Opinione di sasso67 su "Un'estate d'amore"
sasso67

Un’estate d’amore sembra anticipare, per certi versi, Monica e il desiderio, se non nella cornice, nel lungo flashback che occupa ininterrottamente tutta la parte centrale del film. Vi si respira la stessa aria panica, quasi di panteismo spinoziano o di atomismo democriteo: sulla riva del mare, la protagonista dice pressappoco: «vorrei esplodere e spandermi nell’aria». Cominciano ad essere presenti, comunque, alcuni degli elementi ricorrenti nel futuro cinema di...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Un'estate d'amore (1951)


19 settembre 2009 Opinione di Elvia su "Un'estate d'amore"
Elvia

Con Un'Estate d'Amore (tradotto dallo svedese  Sommarlek letteralmente significa Gioco d'Estate) il govane Bergman (all'epoca 32 anni!) mette in scena la storia d'amore tra la ballerina Marie ed Henrik, durata un' estate (un'estate come solo possono esserlo quelle svedesi: brevi, tiepide, dalla luce intensa) e sfociata in tragedia ormai viva solo per mezzo della memoria e dei ricordi di Marie che, dopo aver ricevuto anonimamente il diario di Henrik, ripercorre prima solo con...

voto al film: Elvia assegna il voto buono a Un'estate d'amore (1951)

2 commenti
[utile per 5 utenti]


22 maggio 2009 Opinione di spopola su "Un'estate d'amore"
spopola

Con “Sommarlek” (“Un’estate d’amore”) Bergman ci racconta le intense, pur se troppo brevi (ma forse proprio per questo ancor più vigorose e straordinarie nella loro pienezza) “vicende” di un amore, quelle di una passione debordante e assoluta dal tragico epilogo, che il tempo e il ricordo dilata e amplifica, sospingendole verso l’esaltazione miticizzata di ciò che è ormai soltanto il “nostalgico rimpianto” di quanto è stato vissuto in un’estate ormai remota e...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Un'estate d'amore (1951)

3 commenti
[utile per 6 utenti]

19 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Un'estate d'amore"
steno79

E' la storia di una giovane ballerina che si ricorda di un amore della sua gioventù, vissuto molti anni prima su un'isola con un ragazzo dall'animo sensibile che morì tragicamente in un incidente. Dopo un periodo di disperazione e di isolamento, alla fine saprà affacciarsi nuovamente alla vita. Una delle opere più riuscite del Bergman giovane: esemplare la sensibilità con cui è filmato il paesaggio, l'amore per gli attori, la...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Un'estate d'amore (1951)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


6 febbraio 2006 Opinione di Aquilant su "Un'estate d'amore"
Aquilant

Un’estate di felicità descritta in maniera commossa, in un perfetto dosaggio dei flashback che creano un continuum armonico tra passato e presente, paragonabile ad un’apoteosi d’incosciente spensieratezza giovanile lievemente velata da impercettibili sommovimenti dell’animo, nient’altro che brezza interiore a carattere passeggero. E voglia di correre a perdifiato tra le rocce per godere l’ebbrezza delle proprie emozioni vitali ed afferrare al volo l’attimo fuggente del...

voto al film: Aquilant assegna il voto buono a Un'estate d'amore (1951)


11 settembre 2003 Opinione di ed wood su "Un'estate d'amore"
ed wood

i temi tipici di Bergman (vita, morte, amore, rapporto tra giovinezza e maturita', destino, Arte, cinismo nei rapporti tra i sessi...) ci sono tutti e sono anche ben approfonditi. A tratti sembra un film di Ophuls, il ritratto di una donna infelice (e l'acceso lirismo di certe scene e' li' a confermarlo), ma l'Autore sa come far prevalere l'asciutta analisi sulla componente passionale e "romanzesca". Stile gia' innovativo con un uso particolare della macchina da presa, molto fisico,...

voto al film: ed wood assegna il voto nd a Un'estate d'amore (1951)



23 maggio 2002 Opinione di strangelove su "Un'estate d'amore"
strangelove

Uno dei tanti Bergman pre-capolavori.Già dal principio il tema amore è stato al centro delle sue opere.Quello che ci racconta in questo film è un amore lampo (come dice il titolo,durato una sola estate),ma molto passionale.Non tutte le scene conservono la forza a cui Bergman ci ha abituati in seguito,ma l' autore svedese lasciava già intendere che in seguito sarebbe diventato un genio. VOTO 6 ½

voto al film: strangelove assegna il voto buono a Un'estate d'amore (1951)



scrivi la tua opinione su Un'estate d'amore


Voti a Un'estate d'amore



login

hai dimenticato la password?