Nitrato d'argento (1996)
Con Iaia Forte, Luciana De Falco, Sabrina La Leggia, Doriana Bianchi
La trama
Un viaggio attorno e dentro il cinema: una dichiarazione d'amore per la "settima arte".
Una sala cinematografica vuota. Una sala cinematoghrafica piena, ma sulle poltrone ci sono solo dei manichini. Si spengono le luci e comincia una cavalcata attraverso i cento anni di storia del cinema con alternanza, sullo schermo, di spezzoni di vecchi film, grandi classici o opere d'accatto, mentre il pubblico vive, ama, piange, urla, scappa, insorge, sogna. Ferreri qui festeggia da par suo il centenario della "settima arte": un film giovane e "contro" anche se diretto da un grande vecchio.
L'opinione più votata
Di millertropico scritta il 29/03/2012 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
29 marzo 2012 Opinione di millertropico su "Nitrato d'argento"
"Nitrato d'argento", il film testamento di Marco Ferreri, non è tanto un film sul cinema quanto un film sugli spettatori e sulle sale, ovvero un sogno-memoria di ciò che non era già più nel 1996 (anno in cui fu realizzata la pellicola) e che col passar del tempo si è ulteriormente e "drammaticamente" deteriorato. Il film di Ferreri (che ha avuto meno fortuna da parte del pubblico di quanto avrebbe meritato, si propone fino dal titolo come un vero e proprio atto d'amore nei confronti...
voto al film: 
24 agosto 2009 Opinione di mm40 su "Nitrato d'argento"
Un omaggio al cinema, ma impostato alla Ferreri: l'ultimo film del grande regista riacquista il vigore e la carica spiazzante di originalità che ha contraddistinto la sua carriera fino quanto meno a un paio di lustri prima di questo Nitrato d'argento. Perchè qui il 'cinema' non è inteso (banalmente? o logicamente?) come il 'prodotto-cinema', ovvero il film in sè, la pellicola realizzata anche con il materiale del titolo; qui si tratta del cinema-sala, vera e...
voto al film: 
22 novembre 2004 Opinione di truffaut su "Nitrato d'argento"
Una storia del cinema vista dalla parte dello spettatore. Unico e irripetibile. Nel fiorire di film celebrativi del cinema, la scena dei manichini davanti allo schermo bianco dice tutto sul pessimismo ferreriano
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