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Le onde del destino (1996)

[Breaking the Waves, Danimarca 1996, Drammatico, durata 158']   Regia di Lars von Trier
Con Stellan Skarsgård, Emily Watson, Katrin Cartlidge



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le onde del destino: minimo
Ritmo ritmo in Le onde del destino: forte
Impegno impegno in Le onde del destino: forte
Tensione tensione in Le onde del destino: forte
Erotismo erotismo in Le onde del destino: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Le onde del destino

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Le onde del destino (voti: 69 media: 3,30) 69

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La trama

Sette capitoli, più un prologo e un epilogo: ognuno introdotto da una specie di "siparietto" coloratissimo e un po' naïf e da una canzone degli anni '70 (da "Whiter Shade of Pale" a "Suzanne"). Ogni capitolo narra un pezzetto della storia d'amore di Bess, giovane scozzese innocente che mette la passione davanti a tutto, e di Jan, operaio danese che lavora su una piattaforma petrolifera. Personaggi positivi, travolti da un atroce scherzo del destino (lui entra in coma per un incidente), controllati dal moralismo anacronistico della puritana Church of England e riscattati dal sacrificio estremo di lei.  

Siamo in terra di mélo; come ha detto Von Trier, tra Dreyer (mélo freddo e scavato dal senso del peccato) e Sirk (mélo surriscaldato dal colore e dal bisogno di trasgressione). Von Trier ha il coraggio di dilatare la narrazione per 158 minuti; quello di osare, spudoratamente, un miracolo finale.

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L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 16/08/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto mediocre

Ad un certo punto del film, verso la fine, Emily Watson, si ritrova a parlare con il dottore che ha cercato di portarsi a letto e dice (riassumendo brevemente per estrarne il succo di fondo): “Dio fornisce ad ognuno di noi un talento, Jan è un grande amatore, lei (il dottore) deve trovarlo da solo ed io ho molta fede”. Questa scena, più altre due, bastano per riassumere brevemente tutto quello che si è visto; le altre sono: lo scampanellio miracoloso sopra alla piattaforma petrolifera, ed il dopo matrimonio con palpeggiamenti. Visto questo, si è già capito quasi tutto ciò che c'è da capire: praticamente, la morale del film è che, se il marito di una donna le chiede di prostituirsi per soddisfare il suo gusto malato di raccontini erotici (quasi come se fosse per lui un grande sacrificio, oltretutto), Dio la ricompenserà, perché lei si è sacrificata per il piacere del marito che per questo è rimasto in vita. Significato interessante, peccato che non voglia dire praticamente un accidente, mi spiego meglio: tutto il film si basa su Bess che va in chiesa (ma anche fuori di essa) che parla con Dio, e questo, quasi come se prendesse ordini da lei, soddisfa ad ogni ora del giorno tutto quello che lei le chiede, anche ciò che risponde ai sentimenti più egoistici. Fa spaccare la testa a Jan per farlo tornare a casa, lo a migliorare, incoraggia Bess a prostituirsi per farla smettere di essere egoista eccetera, eccetera. Tutto questo per far che? Non si sa con precisione, ed il resto del film diventa quasi superfluo, al di là del fatto che von Trier si tira la zappa sui piedi: qui entra in gioco il post matrimonio, il cui capitolo si intitola “La vita con Jan” e che in pratica è tutta una gigantesca scenetta erotica, prima con lei che gli tocca “l'apparato fallico”, poi sempre lei che ringrazia Dio mentre gode spudoratamente, dopo di che tutte le varie posizioni e tutti i vari luoghi in cui saziare le proprie necessità, per poi passare, dopo dieci minuti, ad un attaccamento che diventa quasi ossessivo. E l'amore dov'è? Io in questo film non ho visto niente che gli somigli, niente di niente che possa giustificare due ore e mezza di immolazioni in nome di qualcosa (devo ancora capire di che cosa si tratta...), tutto, invece, è meticolosamente calcolato e costruito: il matrimonio tra uno straniero ed una pazza scatenata che tenta di andare contro alla sua comunità, il rapporto con Dio, la “sventura” di Jan, la prostituzione di Bess e la finale redenzione della comunità, con tanto di pseudo happy ending in versione scientology. Il film parte come se volesse mettere in evidenza la profonda diversità che esiste tra Chiesa come istituzione e religione come speranza, ma dopo quasi due ore di divagazioni, annega in una confusione calma che lascia basiti, tutto si fonde a quanto detto poco prima, gli elementi presenti si contraddicono da soli con una precisione matematica tale, che può essere stata solamente provocata. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Le onde del destino


7 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Le onde del destino"
marcopolo30

Un classico di Von Trier, ambientato in una magnifica isoletta Scozzese. Plot durissimo, in linea con le idee del suo autore, personaggi altrettanto duri (ognuno a modo suo), e le idee (anti) religiose del regista a far da sottofondo all'intera opera. Perde moltissimo, a mio modo di vedere, nell'onirico finale, davvero poco adatto ad una storia raccontata così.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Le onde del destino (1996)

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25 gennaio 2011 Opinione di michel su "Le onde del destino"
michel

LACRIME D'ESSAI C’è tanto talento in questo melodramma soprannaturale, e tanta furbizia. Non è poi una brutta esperienza lasciarsi gabbare da questa sarabanda che mischia il diavolo e l’acquasanta con finta convinzione. Senza la strepitosa E. Watson però il gioco reggerebbe poco e anche così il film è esageratamente lungo. 

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a Le onde del destino (1996)



17 gennaio 2011 Opinione di bluefalcon su "Le onde del destino"
bluefalcon

Cercherò di essere "mite" nel mio giudizio su questo lavoro di VonTrier...Non mi è piaciuto per nulla, ma comunque mi ha tenuto attaccato allo schermo per 3 ore, forse nella speranza di vedere un barlume di vero miracolo giungere da qualsiasi parte. Vi sono un insieme di circostanze che legano il sesso e la spiritualità ed il contatto con Dio, e nessuno sa dare una reale spiegazione del perché le cose stiano così. Come un lontano adagio recita "vi è...

voto al film: bluefalcon assegna il voto sufficiente a Le onde del destino (1996)

2 commenti

16 dicembre 2010 Opinione di barabbovich su "Le onde del destino"
barabbovich

È più integralista e pernicioso il protestantesimo bigotto e crudamente conformista che anima il sinedrio di teste canute di una piccola comunità scozzese degli anni '70, o quello che spinge Bess (una istrionica Emily Watson) al sacrificio estremo, pur di ridare una vita dignitosa al marito Jan (Skarsgard)? E che confine esiste tra santità e follia? Erede ideale della Maria Braun di Fassbinder, la nostra Giovanna d'Arco è una donnina sprovveduta e ...

voto al film: barabbovich assegna il voto pessimo a Le onde del destino (1996)

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16 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Le onde del destino"
Utente rimosso (signor joshua)

Ad un certo punto del film, verso la fine, Emily Watson, si ritrova a parlare con il dottore che ha cercato di portarsi a letto e dice (riassumendo brevemente per estrarne il succo di fondo): “Dio fornisce ad ognuno di noi un talento, Jan è un grande amatore, lei (il dottore) deve trovarlo da solo ed io ho molta fede”. Questa scena, più altre due, bastano per riassumere brevemente tutto quello che si è visto; le altre sono: lo scampanellio miracoloso sopra...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto mediocre a Le onde del destino (1996)

2 commenti
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20 gennaio 2010 Opinione di the smiths su "Le onde del destino"
the smiths

Sfiora il capolavoro. Ho scoperto Von Trier con questo film e da allora cerco di non perdermi un suo film, anche se tranne Dancer in the dark gli altri non mi hanno trasmesso le stesse emozioni de Le onde del destino. Poi la colonna sonora è quel quid in più che me lo ha fatto amare. In questo film l'amore si tinge di religiosità, con il sacrificio della grande Emily Watson

voto al film: the smiths assegna il voto buono a Le onde del destino (1996)



13 gennaio 2010 Opinione di maurri 63 su "Le onde del destino"
maurri 63

Autentica schifezza contrabbandata per cinema d'autore, Le onde del destino è calcolato e cerebralmente programmatico. La conversione di Von  Trier (avvenuta, pare, poco prima) conduce il lavoro verso una sorta di accettazione del male a prescindere dalla necessità dello stesso: il dogma (e stavolta non si tratta di manifesto...) divino diviene, così, l'escamotage con cui presentare una storia imbarazzante, poco sentita e mai veramente sofferta. Un'imbarazzata Emily...

voto al film: maurri 63 assegna il voto pessimo a Le onde del destino (1996)

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20 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Le onde del destino"
mm40

Prima ancora che un romanzone (l'idea della divisione in capitoli piace molto a Von Trier: la riutilizzerà ancora in Dogville e Manderlay), più significativamente che un semplice melodrammone impestato di sventure, catastrofi e paure dall'inizio alla fine, senza soluzione di continuità, questo è un feroce attacco alle deviazioni intraprese dall'uomo (nordeuropeo) odierno sui percorsi del cristianesimo. Bess è la fede cieca in un dio silente, che prende...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Le onde del destino (1996)



6 gennaio 2009 Opinione di Paul Hackett su "Le onde del destino"
Paul Hackett

Considero Lars Von Trier una delle più grandi sciagure abbattutesi sul cinema mondiale negli ultimi 15 anni. "Le onde del destino" è un odioso esercizio di sadismo e di ricatto morale nei confronti dello spettatore, mentre il tanto decantato "Dogma" è una pura e semplice cretinata data in pasto alla critica che si è immediatamente bevuta il grande bluff di questo bizzarro venditore di fumo. Fortunatamente dopo 10 anni la moda è già trapassata... voto pessimo.

voto al film: Paul Hackett assegna il voto pessimo a Le onde del destino (1996)

5 commenti

6 novembre 2008 Opinione di jonas su "Le onde del destino"
jonas

Questo film è la più ignobile schifezza che abbia mai visto nella mia carriera di spettatore. Si tratta in sostanza di una cialtronesca scopiazzatura da Dreyer, intervallata da incongrui siparietti musicali (che comunque sono l’unica cosa carina: forse il regista dovrebbe dedicarsi ai videoclip). Che von Trier sia riuscito a spacciarsi per un Grande Autore è uno dei misteri dolorosi della critica cinematografica.

voto al film: jonas assegna il voto pessimo a Le onde del destino (1996)

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