Opinione di fochetta su Phenomenon
Con John Travolta, Kyra Sedgwick, Forest Whitaker, Robert Duvall
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Dal titolo sembrerebbe un film dell'orrore, invece si presenta inizialmente come un atipico film di fantascienza, che a circa metà visione non si riesce proprio ad immaginare come possa evolversi o concludersi. Fantastico! Lo spettatore si infossa ancora di più nella sua comoda poltrona sprofondando le mani nei morbidi braccioli, pregustando una bella serata piena di sorprese e nuovi sviluppi, almeno sullo schermo. L'inizio del film infatti ci mostra George che vede, o crede di vedere una luce accecante, e cade a terra stordito per un po'. Il giorno dopo è convinto di aver visto i marziani o qualcosa del genere, è piuttosto spaventato e non ne vuole parlare, ma la sua vita cambia palesemente e progressivamente. George, un uomo di scarsa cultura e dal lavoro umile, che non ha mai letto un libro, inizia a divorare libri, a creare progetti futuristi scientificamente azzardati e strettamente ecologici, a dare inizio a teorie filosofiche, a imparare una lingua solo leggendone il dizionario e riesce persino a decodificare un codice cifrato con la facilità con cui si legge una favola. Questo lo spunto iniziale della vicenda, che ci accompagna per circa metà film, ma poi lo sviluppo e la conclusione sono deludenti e avvilenti. E' come se sceneggiatore e regista proprio non sapessero come portare avanti la storia, come giustificare questa improvvisa genialità del ragazzotto zotico e limitato di un paese di bifolchi americani. Purtroppo la strada scelta lascia l'amaro in bocca e riempie il cuore di tristezza, sarebbe stato molto meglio se fossero stati veramente gli alieni a dare questo dono a George, invece della malattia. I risvolti drammatici o comunque preoccupanti iniziano con la decodificazione del codice, ma questo era prevedibile e perfettamente in linea con la storia, come l'atteggiamento sempre più sospettoso e cinico dei concittadini. Poi pero' l'idea che tutto questo genio, che tutta questa iperattività e straordinaria sensibilità anche agli eventi più imprevedibili, sono in realtà dovuti ad un tumore al cervello lascia gelati e paralizzati. Ci rimani proprio male quando te lo dicono: balzi sulla poltrona e dici: "Ma perchè? Era così carino fino adesso!" Perché mandare questa doccia fredda addosso allo spettatore esaltato anche se un tantino preoccupato dal crescendo delle doti sovradimensionate di George? L'effetto drammatico era già in fieri, bastava svilupparlo sul materiale già a disposizione. L'alternativa alla esaltazione era già presente con l'atteggiamento spaventato ed accusatore dei compaesani di George, che avevano iniziato a scansarlo o a trattarlo come una specie di fenomeno da baraccone, urtando la sua sensibilità; nella risposta al codice segreto NASA foriera di grossi guai; nella storia d'amore travagliata dalla personalità tanto straordinaria e complessa di un uomo che sembra essere di un altro mondo. Dopo la notizia del cancro al cervello, il film inizia a diventare sempre più avvilente fino a spingersi nel patetico. La tua poltrona ti va improvvisamente stretta, diventa scomoda e fredda, invece di accoglierti in un caldo abbraccio. L'incantesimo è spezzato e non si può più ricomporre. Il film tenta una critica alla scienza ed alla medicin: prima con i sismologi, poi con il progetto di George di un motore ecologico, poi con il dottore che vorrebbe asportargli una parte di cervello per studiarlo e capire lo sviluppo anomalo della malattia, anche a costo di ucciderlo. Ma la magia si è persa e non si è guadagnata la grinta del film di critica sociale. Tutta la parte finale è veramente patetica e fa crollare un film che prometteva bene. Ti tornano alla mente "L'ultima neve di primavera" e "Love Story", che tanto avevi osteggiato nella tua adolescenza per il loro essere spudoratamente strappalacrime, e ti senti tradito, sbeffeggiato, truffato. Peccato perché le premesse c'erano, Travolta è molto espressivo e i due attori di secondo piano che lo affiancano, Duvall e Whitaker, non temono certo di sfigurare, malgradola parte di Whitaker sia molto limitata e limitante. Sarebbe interessante sapere e capire cosa ci fosse nelle intenzioni degli autori che sembrano suggerire che la genialità, laddove non deriva da pazzia, deriva comunque da una malattia al cervello che lo divora inesorabilmente. Amara conclusione, sotto tutti i punti di vista, non solo per George, o per gli spettatori, ma anche per tutti coloro che sono stati geniali nelle scienze o nelle arti, come non pensare a Leonardo da Vinci? Allora dateci gli alieni! Meglio una strana energia sprigionata dal contatto con qualche gas o luce misteriosa proveniente da un altro pianeta, almeno sarebbe stata una teoria divertente! Magari sarebbe stata una non-teoria, ma solo e semplicemente un film fantastico che si accetta per quello che è, come Superman, o L'incredibile Hulk. Oppure dateci un bel film sui mondi paralleli, sulle coincidenze che fanno andare la vita in un modo piuttosto che in un altro: se George fosse stato un genio incompreso dalla scienza ufficiale, come avrebbe vissuto la sua esistenza in quel paese di gente di scarsa cultura sperduto da qualche parte degli Stati Uniti? E invece ci dobbiamo beccare un malato terminale, genere che nella cinematografia americana ultimamente è tornato di moda. Peccato davvero!
Cosa cambierei
Tutta la seconda parte, come ho spiegato prima.
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