Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966)
Con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Sandy Dennis
La trama
Dopo una serata piuttosto tesa, Martha e George, di fronte a una coppia di giovani ospiti, si spingono in un gioco al massacro reciproco. Ne usciranno, a pezzi, dopo aver provocato lo scontro anche tra gli altri due. Ma in qualche modo l'odio li renderà ancora più complici e vicini. Primo film di Mike Nichols. L'origine teatrale (il film è tratto da un fortunato lavoro di Edward Albee) non viene nascosta, ma anzi sottolineata dall'ambientazione claustrofobica e dall'unità di tempo (una sola notte) in cui la vicenda, classicamente, si svolge. Nichols stesso, del resto, proveniva direttamente dalla regia teatrale. Naturalmente, a farla da mattatori sono Burton e la Taylor, perfino troppo. Tre i premi Oscar: Liz Taylor (protagonista), Sandy Dennis (non protagonista), Haskell Wexler (fotografia).
L'opinione più votata
Di Dalton scritta il 27/09/2010 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Attacco all'istituzione matrimoniale, privo di scappatoie:
A) surreali alla Bunuel o alla Hawks;
B) gialle alla Hitchcock o alla Clouzot;
C) brillanti alla Wilder o alla Lubitsch;
D) melò alla Sirk o alla Wyler.
L'esordiente Nichols, già apprezzato autore "from Broadway", porta sullo schermo una misogena piece teatrale di Edward Albee, semmai unicamente con un occhiatina rivolta verso lo stile del Kazan di UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO. Stringendo al massimo le pastoie delle unità aristoteliche, offre alla coppia Burton & Taylor - tale anche nella vita privata - la possibilità di dar vita ad un duetto ossessivo che non si dimentica facilmente. I due non hanno niente da invidiare ai loro predecessori Tracy & Hepburn (LA COSTOLA DI ADAMO) o Bogart & Bacall (IL GRANDE SONNO) e fungono da apripista per innumerevoli discepoli: la coppia Cruise & Kidman di EYES WIDE SHUT, per non parlare del duo Woody & Mia (o Diane).
L'amarezza e la crudeltà psicologica vien spiattellata fino agli estremi sin dall'inizio: a mio avviso, questo è stato un errore, nella misura in cui un crescente sbigottirsi della giovane coppia, ospite/testimone della follia dei due coniugi, avrebbe incrementato il crescendo rossiniano (tutto sommato non latitante) di tensione narrativa. Comunque l'insinuanza di Burton e la cattiveria della Taylor, giustamente premiata con l'Oscar, offrono al regista straordinari momenti di indefinibile suspence. Anche l'accoppiata formata dall'eterna promessa George Segal e dalla smorfiosa Sandy Norton (anche quest'ultima premiata con l'Oscar) si fa valere, come relativo e parimenti speculare contrappasso d'un iniziatico tragitto illustrativo. La visione così acida ed inedita della vita coniugale rese necessaria la presenza di una sequenza finale apparentemente aperta alla speranza - o suggeritrice d'una via di fuga? - da parte della Warner Production, già sbeffeggiata durante un dialogo ad inizio pellicola. Dopotutto tale pretesa della major era giustificata: per via dei cachet (sia economici che emicranici) il costo della pellicola, contro ogni aspettativa, era lievitato a 7,5 milioni di dollari. Ma il film riscosse un ottimo successo, altrettanto inaspettatamente, facendo così risalire le quotazioni di Richie e Liz, freschi reduci dall'altisonante flop di CLEOPATRA.
Siamo però ancora lontani dai divertenti ma inverosimili eccessi grotteschi de LA GUERRA DEI ROSES e LUNA DI FIELE.
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24 marzo 2011 Opinione di emmepi8 su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
Un commedia teatrale famosa, che fu portata sullo schermo da un esordiente come Nichols, ma che aveva raggiunto proprio in teatro dei bei traguardi. La sceneggiatura, non facile, è nelle mani intelligenti di Ernest Lehman; non facile per l'ambientazione e per i rapporti chiusi dei protagonisti, una scommessa potuta fare grazie anche alla coppia del momento Burton Taylor, che erano una carta commerciale sicura. La sorpresa fu grande e l'inversione di marcia della Taylor fu...
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4 marzo 2011 Opinione di nicolapalumbo su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
Dal blog http://250films.splinder.com/ Non ci siamo. Qui ho sprecato due ore di vita, pur partendo con le migliori intenzioni, per una trasposizione letterale di un drammone teatrale. Quindi grandi prove di attori e di attrici (entrambe premiate con un Oscar, scarsamente meritato). E la Taylor ha anche accettato di prendere 10 chili di peso in più per essere credibile nel ruolo (cosa non si fa per un Oscar) Ma qui grandi prove vuol dire un "tuttosopralerighe", spesso giustificato...
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9 gennaio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
Decisamente un film che lascia il segno, che si contraddistingue nel panorama sia dell'epoca che del cinema in generale. Gli attori sono semplicemente straordinari, i dialoghi complessi ed articolati in un intreccio mefistofelico ed impossibile da rendere senza interpreti di razza. Tutto si svolge in una notte, attraverso un gioco di cui le regole sono appena intuibili ed in cui i protagonisti si scambiano di ruolo in continuazione. Unico filo conduttore la presenza della...
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29 settembre 2010 Opinione di kotrab su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
Esordio dietro la macchina da presa di M. Nichols, ebreo tedesco d'origine russa, che tuttavia usa il medium cinema per approfondire l'impatto visivo di un dramma teatrale del 1962 di Edward Albeen, incentrato sullo scavo psicologico di una coppia borghese sposata (anzi, due coppie di generazioni diverse: Richard Burton/Elizabeth Taylor e George Seagal/Sandy Dennis), un affondo implacabile nelle nevrosi, nelle frustrazioni, nelle delusioni e nelle illusioni. Chi ha paura di Virginia...
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27 settembre 2010 Opinione di Dalton su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
Solo 3 opinioni per questo cult? Sacrilegio! FilmTv gli assegna il massimo dei voti: per l'epoca in cui è uscito nelle sale, tale punteggio è meritato. Un copione che oggi sembra obsoleto, verboso e quindi tirato per le lunghe; all'epoca era programmaticamente oltraggioso, assolutorio e quindi innovativo. E' parere comune credere che sia stato questo film, forse assieme a GANGSTER STORY di Penn, a conclamare la caduta del famigerato codice Hays. Attacco all'istituzione...
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17 agosto 2010 Opinione di kaisershow su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
Coraggioso, insolito, amaro e persino acido, a tratti anche fastidioso, ma assolutamente innovativo e trasgressivo per l’epoca. Si gioca con il cinema alla ricerca del limite. Grande prova d’attori. Richard Burton e Lyz Taylor, allora compagni di vita, accettano di spogliarsi dal velo di superstar e si abbruttiscono il giusto per cantarsela di santa ragione in un festival di gin e bourbon. Riescono talmente bene nell’intento (di bere ed insultarsi) da far sembrare...
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25 maggio 2006 Opinione di Bellociuffo su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
film altamente impegnato nonostante i primi scoppiettanti 40 minuti infarciti di ironia comica non troppo velata potrebbero far pensare il contrario. Il film va col passare dei minuti a virare in un vero gioco al massacro dove i 2 protagonisti tra realtà e finzione cercano di coinvolgere anche i 2 ospiti infarcendo tutto con una immensa d'ose di alcool. Claustofobrico e attoriale(pardon per il termine) è una pellicola che ha fatto scuola ma più che il regista qui sono gli eccellenti...
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24 gennaio 2006 Opinione di fany su "Chi ha paura di Virginia Woolf?"
uno delle più belle opere mai scritte. Richard Burton è un dio. è un dio. magnifica Liz.
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