La tana del serpente bianco (1988)
Con Amanda Donohoe, Hugh Grant, Sammi Davis
La trama
Nel corso di una spedizione archeologica in Scozia gli studiosi si imbattono in uno strano fossile che giace tra gli strati del terreno di una fattoria abitata da due graziose sorelle. Una leggenda del luogo racconta che nei tempi antichi un Lord tenesse prigioniero un dragone. Le cose sono invece ancora più orripilanti: allo scopo di ridare la vita a una creatura demoniaca, una vampira pluricentenaria cerca una vergine da sacrificare.
Da un romanzo minore di Bram Stoker (autore di "Dracula"). Russell si compiace di ricorrere a effettacci e fantasmagorie visive, fino a perdere il controllo del film.
L'opinione più votata
Di giurista81 scritta il 25/01/2012 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
La sceneggiatura è piena di voragini, nonostante un soggetto interessante tratto da un racconto di Bram Stoker (l'autore di Dracula) che contrapponeva il cristianesimo come religione imposta autoritariamente sul paganesimo. Russel però sviluppa il tutto prendendo la piega dello z-movie senza preoccuparsi dei limiti del trucco (terribile la Donohe dipinta di blu e degli effetti speciali (da film giapponese con i mostri giganti degli anni '60).Curiosa una certa atmosfera gotica stile anni '70 che inizia a manifestarsi da metà film in poi.
Interpretazioni pessime (c'è anche Hugh Grant), forse si salva solo la Donohoe (ma bisogna andarle un po' incontro).
Dialoghi di una banalità assoluta, doppiaggio impresentabile.
Solo per amanti del b-movie nella sua accezione più stretta. Voto: 5 (da amante di B-Movie) 3.5 (cercando di esser oggettivo, nei limiti del possibile)
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25 gennaio 2012 Opinione di giurista81 su "La tana del serpente bianco"
Regista di culto per film come I Diavoli o Stati di Allucinazione, con questo La Tana del Serpente Bianco Ken Russel osa oltre l'immaginabile per niente intimorito di cadere nel ridicolo. Molto ammirevole per il coraggio e per alcune sequenze dall'innegabile impatto visionario e blasfemo (penso, su tutte, alla scena con il serpentone gigante che avvolge alcune persone crocefisse), purtroppo però Russel gestisce il tutto in modo incredibile (in senso negativo) per un regista del suo...
voto al film: 
3 ottobre 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "La tana del serpente bianco"
Il film si ispira ad un romanzo minore di Bram Stoker ispirato a sua volta ad una leggenda che risale alla costruzione del Vallo di Adriano nel quale gli antichi romani avrebbero combattuto contro un enorme serpente (in alcune fonti un vermone). La nostra storia inizia appunto con il ritrovamento archeologico su di un sito romano di un enorme teschio. Poi un giovane scout si imbatte in una donna affascinante ma inquetante (una strega? una vampira?) che segue l'antico culto dell'adorazione...
voto al film: 
18 giugno 2009 Opinione di maso su "La tana del serpente bianco"
Scombinato, kitch, gore, e chi più ne ha ne metta ma non si prende assolutamente sul serio si limita a scioccare gli spettatori con primi piani particolareggiati delle zanne acuminate della bellissima Amanada Donhoe un attrice che mi era piaciuta tantissimo in Castaway di Roeg e che qui mostra le sue splendide curve ed il suo fascino sensuale con estrema disinvoltura. Ken Russell è invece in fase calante incapace di adeguare la sua maestria di regista classico ad un cinema sempre più...
voto al film: 
18 febbraio 2009 Opinione di maldoror su "La tana del serpente bianco"
Beh, credo sia inutile infierire più di tanto su questo film, sarebbe come sparare sulla croce rossa; dico soltanto che la "riflessione" (sarebbe meglio chiamarla divagazione) religiosa, sul contrasto fra Paganesimo e Cristianesimo è puramente pretestuosa e superficiale, così come il cotè psicanalitico e freudiano (l'accostamento fra il verme è il membro virile...), puro bozzettismo bambinesco e naif (terribile l'inquadratura finale di Lady Silvia "impossessatasi" del fallo); la cosa...
voto al film: 
13 ottobre 2007 Opinione di kotrab su "La tana del serpente bianco"
Mi dispiace molto dirlo, ma questa è per me una delusione da parte di un grande (altrove) Russell: il film ha qualche barlume di vita e qualche sprazzo di ironia, ma il resto latita in quanto a tensione, la realizzazione ha un che di fasullo e banale. Imbarazzante l'incantamento a suon di cornamusa, come pure gli effetti speciali; anche il livello di lettura "impegnato" è labile: qualche superficiale riferimento al contrasto cristianesimo/paganesimo non riscatta purtroppo l'esito mediocre...
voto al film: 
14 dicembre 2006 Opinione di zio_ulcera su "La tana del serpente bianco"
Questo prodotto audiovisivo credo si possa tranquillamente ascrivere alla serie C dell'horror. Il personaggio della donna-serpente non sarebbe fuori posto in un onesto pornazzo ungherese o transilvano.
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15 settembre 2006 Opinione di Charlus Jackson su "La tana del serpente bianco"
Caro Valerio, ti rispetto eccome, ma io nel film ho visto quanto descritto. Non credo sia un film alimentare anche per un certo qual spessore filosofico e inquieto che ho sottolineato (soprattutto l'ossessione russelliana del suo rapporto col cristianesimo). Il film può esserti non piaciuto, io però ho cercato di trovarvi gli elementi caratterizzanti.
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15 settembre 2006 Opinione di spopola su "La tana del serpente bianco"
ma "davvero" è possibile vedere tutte quelle cose che vengonio descritte in questo filmetto (a mio avviso) semplicemente alimentare? Charlus Jackson fa bene a insistere e a difendere a spada tratta uno dei suoi miti prioritari.. ci mancherebbe!!! Vorrei pereò immaginare "astrattamente" una visione della pellicola anonima e senza firma... e leggere il possibile commento che potrebbe derivare... Beh.. io penso che in questo caso... davvero.. l'abito faccia un poco il monaco!!!(naturalmente...
voto al film: 
15 settembre 2006 Opinione di Charlus Jackson su "La tana del serpente bianco"
Film horror del tardo Russell inspiegabilmente sottovalutato. Russell ci mette dentro un po' di tutto quello che di lui è tipico, eccessi visionari, fasi oniriche, terrori, sensualità, deliri, accensioni mistiche, in particolare, legate al misticismo sempre latente di Ken Russell, digressioni sulla lotta tra paganesimo e cristianesimo. Dopo un'oretta e mezza di inquietudini, colpi di scena e moti di avventura, il finale farsesco lascia forse un po' perplessi, ed è l'unica nota stonata di...
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