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L'âge d'or (1930)

[L'âge d'or, Francia 1930, Drammatico, durata 60', b/n]   Regia di Luis Buñuel
Con Gaston Modot, Lya Lys, Max Ernst, Pierre Prévert, Lionel Salem



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'âge d'or: presente
Ritmo ritmo in L'âge d'or: presente
Impegno impegno in L'âge d'or: molto forte
Tensione tensione in L'âge d'or: forte
Erotismo erotismo in L'âge d'or: molto forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'âge d'or

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'âge d'or (voti: 49 media: 4,16) 49

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La trama

Il prologo somiglia a un documentario sugli scorpioni poi, in un tratto di costa impervia, alcuni banditi tentano invano di impedire lo sbarco ad autorità civili e religiose che fondano "Roma imperiale". L'azione si sposta nei dintorni di Parigi dove in una lussuosa villa ha luogo un ricevimento. Tra gli invitati un giovane diplomatico (Gaston Modot) che, tra lo scandalo generale, tenta in ogni modo di accoppiarsi con la figlia dei padroni (Lya Lys). Nell'epilogo il duca di Blangis, personaggio delle "Centoventi giornate di Sodoma" di Sade, ha le sembianze di Gesù. Nato nell'ambito del gruppo surrealista, il film venne contestato da movimenti di destra che assaltarono il cinema e imbrattarono lo schermo. Il decreto prefettizio che ne vietò la proiezione non fu mai revocato e decadde solo dopo cinquant'anni.. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 16/10/2009 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Per Buñuel il decoro dell'alta società ed il lustro delle grandi tradizioni storiche sono soltanto i colori ingannevoli di una pianta saprofita, le cui radici affondano nell'humus della carne selvatica e nella ribollente pozza dell'istinto, che è sempre violento ed un po' folle. Il suo improvviso irrompere nella quiete delle convenzioni crea un effetto dissacrante e surreale, attribuendo una natura animalesca anche alle icone più nobili e venerate, dalle sculture neoclassiche alle immagini religiose. Ciò che è vivo è fondamentalmente sporco e disarmonico, come la vegetazione incolta, e la decenza è solo una momentanea copertura di facciata, paragonabile all'effimera eleganza di un abito da sera.  La poesia dell'arte è solo languore che si scioglie in fango, la passione solo voracità edonistica e disumanizzante. Il mondo terreno è una cruda e orgiastica commistione di esseri viventi, in cui la mucca può essere un arredo da camera da letto, il guardiacaccia scambiare il proprio figlio per una preda, il maniaco sessuale assomigliare a Gesù Cristo. Gli accostamenti sono estremi, ma tutti possibili, e mettono significativamente in luce la promiscuità di un pianeta in cui l'ordine celeste non fu mai di casa, perché è una meccanica casuale ed incurante a governare il procedere del tempo. La stessa lotta per la sopravvivenza ha un effetto autodistruttivo, come nel combattimento tra scorpioni.  L'intera storia è, ironicamente, un'"età dell'oro", in cui si celebrano gli eventi e si premiano gli eroi, mentre, in realtà, per nessuno c'è salvezza.
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SI

Opinioni su L'âge d'or


3 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "L'âge d'or"
alfatocoferolo

Soggetto e sceneggiatura in collaborazione con Salvador Dalì come per Un chien andalou ed anche qui il connubio tra l'astrattismo di Bunuel e la visionarietà di Dalì crea effetti dall'impatto visivo e psicologico impressionante. La differenza, probabilmente, la fa la durata; poichè si passa da un precedente cortometraggio ad un film vero e proprio. Questo è, a mio avviso, un punto debole del film che prova a seguire un'esile trama col solo scopo di veicolare una miriade di segnali...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a L'âge d'or (1930)


26 marzo 2011 Opinione di Franco Ricci su "L'âge d'or"
Franco Ricci

non ho mai visto una cosa cosi brutta e senza senzo…all’inizio ho pensato che nel canale s’erano sbagliati e avevano trasmesso un documentario sui scarafoni al posto del film, infatti all’inizio ci sta sta specie di documentario…poi dopo i scarafoni ho visto sti preti che prendono il sole sulla spiaggia e a un certo punto forse viene na mareggiata che li fa diventa scheletri, e qui non c’ho più capito un cazzo, allora ho penzato che mi nonna aveva...

voto al film: Franco Ricci assegna il voto pessimo a L'âge d'or (1930)



26 ottobre 2010 Opinione di mm40 su "L'âge d'or"
mm40

Immediatamente consequenziale - cronologicamente ed artisticamente - al Secondo manifesto del surrealismo, firmato dagli stessi autori di quest'opera, L'age d'or è una sorta non tanto di prosieguo di Un chien andalou (poichè uno schema logico definito e stabile mancava lì, come qui), ma piuttosto un suo annacquamento. Bunuel, con l'aiuto di Salvador Dalì in sceneggiatura, licenzia così un secondo delirio per immagini, raggiungendo questa volta l'ora di...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'âge d'or (1930)

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14 ottobre 2010 Opinione di PP su "L'âge d'or"
PP

Voto 6. [14.10.2010]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a L'âge d'or (1930)



16 ottobre 2009 Opinione di OGM su "L'âge d'or"
OGM

Per Buñuel il decoro dell'alta società ed il lustro delle grandi tradizioni storiche sono soltanto i colori ingannevoli di una pianta saprofita, le cui radici affondano nell'humus della carne selvatica e nella ribollente pozza dell'istinto, che è sempre violento ed un po' folle. Il suo improvviso irrompere nella quiete delle convenzioni crea un effetto dissacrante e surreale, attribuendo una natura animalesca anche alle icone più nobili e venerate, dalle sculture...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a L'âge d'or (1930)

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12 ottobre 2009 Opinione di kotrab su "L'âge d'or"
kotrab

Caposaldo della provocazione tout court, il secondo film di Luis Bunuel attacca dall'interno, cioè dalle profondità dell'inconscio, tutto ciò che è visto come ostacolo all'amore e all'eros, base costitutiva della natura umana e di tutto il cosmo. Lo sguardo quasi scientifico da antropologo (o entomologo) violenta i nostri occhi come già in Un chien andalou, corrode le sembianze (i vescovi scheletriti), penetra in zone morte inimmaginabili, scuote le...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a L'âge d'or (1930)

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30 settembre 2009 Opinione di FABIO1971 su "L'âge d'or"
FABIO1971

Secondo, soffertissimo capolavoro di Buñuel: la collaborazione con l'amico Salvador Dalì (con cui qui divide l'elaborazione dello script) riparte dall'ultima inquadratura di Un chien andalou per lanciarsi nuovamente, in nome dell'estetica surrealista, contro ogni forma di ipocrisia borghese. Provocatorio, blasfemo, visionario e disturbante, ammantato da uno humour macabro e liberatorio di prorompente vitalità che bersaglia indifferentemente Chiesa e...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto ottimo a L'âge d'or (1930)

3 commenti
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30 agosto 2008 Opinione di sasso67 su "L'âge d'or"
sasso67

Manifesto e capolavoro del surrealismo cinematografico, il film irritò fascisti e benpensanti dell'epoca (e forse continua a farlo con i fascisti e ibenpensanti d'oggi). Mi fa sorridere l'unico che ha dato un giudizio negativo su questo film, definendolo "irrisolto guazzabuglio": lo sarebbe se, forse, se dietro non ci fosse la filosofia e l'estetica del surrealismo. Ma, del resto, la stessa persona ha definito lo scorpione "un'arachide"... Che altro dire?

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a L'âge d'or (1930)



14 luglio 2008 Opinione di Mathiasparrow su "L'âge d'or"
Mathiasparrow

E’ solo la seconda opera, ma già una delle più cattive satire bunueliane di sempre. Il muto non favorisce la comprensione dei complicati episodi, ma certe scene non hanno alcun bisogno di commento per farsi capire. Non stupisce più di tanto che censura e conservatori vi si siano scagliati contro all’epoca dell’uscita sugli schermi. Di certo sono in pochi ad immaginare che già 80 anni fa qualcuno creava opere simili.

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a L'âge d'or (1930)


17 luglio 2007 Opinione di Charlus Jackson su "L'âge d'or"
Charlus Jackson

Sono originale, a me ha colpito anche come straziante storia d'amore, con tutto il sottotesto tragico e filosofico annesso. Mi spiego meglio. Mentre Bunuel, riallacciandosi all'ideologia surrealista, rifiuta il sistema e la logica in nome della forza irrazionale e devastatrice della passione, che trova la sua espressione nell'amor fou, l'abbraccio finale della donna amata, per la quale l'uomo ha sacrificato lo "stato", con il "male" borghese sancisce il destino mortifero che è in questa...

voto al film: Charlus Jackson assegna il voto buono a L'âge d'or (1930)




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