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Padre padrone (1977)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Padre padrone: assente
Ritmo ritmo in Padre padrone: forte
Impegno impegno in Padre padrone: molto forte
Tensione tensione in Padre padrone: forte
Erotismo erotismo in Padre padrone: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Padre padrone

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Padre padrone (voti: 37 media: 4,22) 37

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locandina di Padre padrone

La trama

Dall'omonimo libro autobiografico di Gavino Ledda, un racconto teso che ha fruttato al film la Palma d'oro a Cannes nel 1977. Intensa l'interpretazione di Saverio Marconi, straordinaria quella di Antonutti. In una bella parte e senza barba, c'è anche Nanni Moretti (interpreta l'amico Cesare che aiuta Gavino e gli insegna l'italiano).

A sei anni, dopo pochi giorni di scuola, Gavino viene tolto dalla classe: suo padre vuole farne il pastore delle sue pecore. A vent'anni, Gavino è analfabeta e parla solo sardo. Dopo il servizio militare inizia per lui il drammatico riscatto dalla tirannia paterna che coincide con l'acquisizione di una cultura, fino alla laurea in glottologia e alla cattedra universitaria. 

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 17/04/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto ottimo

"Padre padrone" è tratto dal romanzo autobiografico di Gavino Ledda, un uomo che da pastore analfabeta diventerà scrittore e professore universitario di Glottologia. Il film diretto dai fratelli Taviani inizia quando il padre di Gavino lo va a ritirare dalla classe dove sta fraquentando da pochi mesi la prima elementare perchè "serve per governare e custodire le pecore.(...). Il ragazzo è mio, lo prendo e lo uso perchè non posso farne a meno". Siamo a Siligo, in Sardegna, nel 1938 e Gavino Ledda inizia un'esistenza votata all' isolamento e priva di contatti con la civiltà. E' l'esperienza militare a rappresentare per Gavino la possibilità di fuga dall'oppressione paterna, a dargli gli stumenti per potersi emancipare dallo stato di schiavitù a cui è stato assoggettato fino ai ventuno anni di età. E' il contatto con altri ragazzi e con ambienti diversissimi da quelli che ha sempre vissuto ad aprirgli la strada a nuovi orizzonti cognitivi ed è soprattutto l'amicizia con Cesare (interpretato da Nanni Moretti) ad aiutarlo molto nel suo apprendistato alla vita civile. Gli presterà un vocabolario d'italiano e questo segnerà l'inizio del suo riscatto sociale e culturale. I fratelli Taviani aderiscono al libro e alla storia di Gavino Ledda con autentica passione e c'è la restituiscono sullo schermo con una pulizia dei suoni della natura e delle immagini nonchè con un'aderenza iconografica coi luoghi e gli stilemi della vita pastorale davvero sorprendente. Credo che la forza del film stia nel sapersi porre in una posizione equidistante tra le parti in causa, di non indurre mai a dare dei giudizi affrettati su chiccessia. Se è vero che si è facilmente portati a immedesimarsi con le pene patite da Gavino, a indignarsi per il fatto che questo ragazzo non ha avuto la benchè minima possibilita di scegliersi un percorso di vita diverso da quello che gli è stato imposto, è altrettanto vero che la posizione del padre ci viene presentata come il frutto di retaggi culturali antichi, come condizioni di vita autoctone difficili da superare, come cose strettamente legate all'isolamento della Sardegna, al suo essere lasciata a se, con la reiterata prosecuzione delle sue usanze ancestrali. "Cosa vuole il governo, che per mandare a scuola il mio primo figlio faccia morire dii fame gli altri", dice il padre di Gavino alla maestra quando lo va a ritirare da scuola. In queste parole (come in quelle riportate in precedenza) c'è tanto l'incapacità,  morale e culturale, di un uomo di emanciparsi da una condizione di vita accettata passivamente, quanto l'impossibilità di sfuggire a un sistema di cose che non sembra dare alternative al fatto che il primogenito dovesse seguire le orme del padre per far fronte alle esigenze primarie della famiglia. Per questo credo che il film, al di là dei suoi contenuti artistici, si ponga anche come un utile documento che ritrae le condizioni di vita di quel periodo. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Padre padrone


3 aprile 2012 Opinione di ico su "Padre padrone"
ico

Impressionante capolavoro del cinema italiano: non bastasse una storia tesa, dura, immorale e tragica, i Taviani creano una forma cinematografica che non solo conferisce al racconto ancora più forza, ma che esalta la finzione del "realismo". L' incipit con Ledda che consegna alla "rappresentazione" la sua vita e l'amico bastone al padre, è un'invenzione geniale che non solo ammette la falsità cinematografica, ma contemporaneamente impone al film "il dovere del racconto". A questo punto...

voto al film: ico assegna il voto ottimo a Padre padrone (1977)

nessun commento
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14 febbraio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Padre padrone"
alfatocoferolo

Mi spiace ma non condivido tutto l'entusiasmo trasmesso dalle recensioni altrui. E' un film di denuncia ed è fatto abbastanza bene tecnicamente ed artisticamente, avvalendosi tra l'altro di scenari che di suo hanno il loro fascino. Però è un film abbastanza noioso ed estremista che marchia a fuoco una popolazione come tanti altri hanno fatto con i siciliani o i campani, esaltandone solo i difetti e facendone caricature che tutt'oggi pesano come macigni. Donne remissive e...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Padre padrone (1977)

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13 novembre 2010 Opinione di mm40 su "Padre padrone"
mm40

La straordinaria storia di Gavino Ledda è la solita dimostrazione del fatto che la realtà ha la possibilità di essere incredibile, al contrario della finzione; il piccolo pastore analfabeta che impara a leggere, scrivere, parlare in italiano solamente dopo i vent'anni - e che addirittura diventerà professore universitario - non solo sorprende, entusiasma e commuove, ma è anche ottima materia per un libro: il romanzo autobiografico di Ledda era infatti stato...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Padre padrone (1977)

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11 novembre 2010 Opinione di satura su "Padre padrone"
satura

Talmente bello e tremendo che mi ha causato un po' di amarezza. Potrà mai il cinema italiano raggiungere i vertici che ha toccato in passato (diciamo da Rossellini fino alla fine dei Settanta, anno più anno meno)? Potrà mai l'Italia ripigliarsi?

voto al film: satura assegna il voto ottimo a Padre padrone (1977)



17 aprile 2010 Opinione di Peppe Comune su "Padre padrone"
Peppe Comune

"Padre padrone" è tratto dal romanzo autobiografico di Gavino Ledda, un uomo che da pastore analfabeta diventerà scrittore e professore universitario di Glottologia. Il film diretto dai fratelli Taviani inizia quando il padre di Gavino lo va a ritirare dalla classe dove sta fraquentando da pochi mesi la prima elementare perchè "serve per governare e custodire le pecore.(...). Il ragazzo è mio, lo prendo e lo uso perchè non posso farne a meno". Siamo a...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Padre padrone (1977)

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19 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Padre padrone"
Mathiasparrow

C’è tanto silenzio e tanta solitudine in questo grande film dei Taviani. Al punto che potrebbe essere scambiato per un’opera firmata Antonioni. La vita di Ledda è uno di quei racconti destinati a fare scuola per molto tempo ancora: realismo estremo, testimonianza di un’Italia d’altri tempi, ma anche biografia di un uomo che sarebbe impossibile tratteggiare con pochi aggettivi. I due fratelli registi si rivelano all’altezza del romanzo che scelgono di raccontare: nonostante...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Padre padrone (1977)

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26 dicembre 2008 Opinione di will kane su "Padre padrone"
will kane

Un libro molto venduto e importante fu "Padre padrone", di Gavino Ledda, che raccontò la dura vita fatta dall'infanzia all'età adulta nella Sardegna profonda, sotto le regole patriarcali aspre e diffuse nella comunità pastorizia di cui fa parte il padre Efisio. L'adattamento per il grande schermo prodotto dalla Rai, girato dai fratelli Taviani, conquistò il favore delle platee e sollevò discussioni e dibattiti: in una chiave che risente molto dell'influenza neorealistica, spiccano le...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Padre padrone (1977)


2 ottobre 2008 Opinione di Dalton su "Padre padrone"
Dalton

La migliore pellicola prodotta dalla RAI segna un passo avanti per la cinematografia nostrana, scardinando la sacralità dell'autorità antropologicamente più antica: la famiglia patriarcale. In Italia, fino ad allora, la critica alla supremazia di tale sistema poteva al massimo insinuarsi in maniera blanda nei (pochi) simbolismi della commedia all'italiana. Nel cinema straniero, invece, tale ribellione generazionale avveniva già da un pezzo (basti pensare ai QUATTROCENTO COLPI o a molta...

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Padre padrone (1977)

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24 settembre 2008 Opinione di PP su "Padre padrone"
PP

voto 7 [21.09.2008]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a Padre padrone (1977)


2 settembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Padre padrone"
bradipo68

ho conosciuto personalmente Gavino Ledda,l'autore del libro da cui è tratto il film.Si parla di oltre 20 anni fa e rimasi stupito che un uomo cosi'apparentemente fragile e dimesso,con lo sguardo sempre basso avesse dimostrato nella sua vita una cosi'grande forza d'animo dopo aver vissuto tutto quello che ha vissuto e che è descritto nel film con una forza espressiva che raramente i Taviani hanno avuto.E ho conosciuto anche le campagne frequentate da Gavino,vicino al suo paese natale...

voto al film: bradipo68 assegna il voto ottimo a Padre padrone (1977)




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