Opinione di florentia viola su Padre padrone
Con Saverio Marconi, Omero Antonutti, Marcella Michelangeli, Nanni Moretti
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Sul film
Il film racconta la storia di Gavino che il padre allontana da scuola per portarlo in montagna e farlo diventare, a forza di botte e violenze, un pastore come lui. Ma Gavino è un bambino e poi un ragazzo caparbio che approfitterà del servizio militare per tornare agli studi e attraverso di essi riscattare la propria vita. Davvero un bel film quello dei fratelli Taviani che affronta con durezza ma anche poesia diverse tematiche. Il film è tratto dall'omonimo romanzo autobiografico Gavino Ledda. La prima le dure condizioni di vita della Sardegna di quaranta anni fa, un mondo arcaico fatto di rituali sempre uguali, di mestieri che si tramandano da padre in figlio senza possibilità di riscatto, di rapporti umani ridotti ad una perpetua violenza. Il secondo è il rapporto padre-figlio: da una parte ci sono i padri che vogliono perpetuare le tradizioni che insegnano con le botte ciò che i loro padri hanno tramandato e vogliono obbedienza e sottomissione da parte dei figli; dall'altra parte i figli, come Gavino, che cercano un riscatto e un'emancipazione dai padri che spesso avviene solo attraverso l'emigrazione. In questo senso sono emblematiche le scene della processione e quelle della partenza dei giovani dalle Sardegna. Terzo tema quello del superamento dei padri attraverso lo studio e la cultura, unico modo per riappropiarsi della propria identità ma anche dell'identità dalla propria realtà territoriale (Gavini diverrà professore di glottologia con studi sulla lingua sarda). Il legame con la terra è centrale nel film solo in Sardegna, dopo la parentesi del servizio militare,Gavino può essere se stesso. Per raccontare tutto ciò i Taviani costruiscono un film permiato di realismo e scene forti e violente, a cui si alternano scene di grande poeticità dove la Sardegna appare come una terra dura ma anche di una bellezza straordinaria. Per quanto riguarda il cast, straordinario Omero Antonutti mentre Saverio Marconi, che interpreta Gavino, risulta un po' troppo fascinoso per sembrare credibile come pastore sardo. da segnalare un giovane Nanni Moretti nella parte del commilitore amico di gavino che lo aiuterà negli studi. Ottima la colonna sonora usata dai Taviani in modo molto espressivo.
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