Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

I magi randagi (1996)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I magi randagi: presente
Ritmo ritmo in I magi randagi: presente
Impegno impegno in I magi randagi: forte
Tensione tensione in I magi randagi: forte
Erotismo erotismo in I magi randagi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a I magi randagi

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I magi randagi (voti: 9 media: 3,44) 9

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di I magi randagi

La trama

Odissea comico grottesca in un'Italia che scompare.

Tre saltimbanchi, reduci da un circo fallito, si aggirano per i centri della provincia italiana organizzando un piccolo spettacolo: e, siccome non hanno animali a disposizione, interpretano loro stessi le belve. Per sopravvivere, accettano anche di interpretare i Re magi in un presepe vivente chiamati dal parroco di un piccolo paesino dove non nascono più bambini; a quel punto, tra bevute e crisi mistiche, si calano effettivamente nel ruolo di Re magi. 

Vecchio progetto più volte accantonato da Sergio Citti nato su ispirazione di Pier Paolo Pasolini e scritto dal giornalista David Grieco (già autore con Citti del bellissimo Mortacci), I magi randagi è una specie di odissea comico-grottesca ambientata sullo sfondo di un'Italia che sta scomparendo contrapposta a un'altra moderna, tecnologica e cinica.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 4/2006

Torna nelle sale uno dei film più poetici e belli di Sergio Citti, recentemente scomparso

A pochi mesi dalla scomparsa di Sergio Citti, LaTrincea Film riedita nelle sale il suo quart’ultimo film, uno dei più poetici e belli. Tre saltimbanchi, reduci da un circo fallito, si aggirano per i centri della provincia italiana organizzando un piccolo spettacolo. Siccome non hanno animali a disposizione, interpretano loro stessi le belve. Per sopravvivere, accettano anche di interpretare i Re Magi in un presepe vivente chiamati dal parroco di un piccolo paesino dove non nascono più bambini. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 14/04/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto mediocre

Sergio Citti come regista ha sempre lasciato un po' a desiderare: lui è piuttosto un poeta (nell'accezione nobile e popolare del termine: un uomo comune che dice cose fuori dal comune in una maniera comprensibile a tutti). Di scuola pasoliniana e mica per caso: anche in questo I magi randagi, infatti, Citti racconta un pezzetto del mondo del suo Maestro, quello fatto di poveracci, straccioni, gente dal cuore d'oro e vessata dalla vita e dai potenti, miracoli laici, epifanie improvvise e altrettanto rapidi ritorni alla dura realtà; ecco però che il regista confeziona così l'ennesimo film pressochè identico. Sulla falsariga infatti dei suoi lavori più riusciti, cioè Il minestrone e Sogni e bisogni, opere corali, ricche di interpreti e di suggestioni, in un perenne on the road della miseria sempre col sorriso stampato sulla faccia, anche questa volta Citti racconta gli stessi personaggi alle prese con le medesime necessità e inquadrando il tutto nella solita 'umanistica' prospettiva, nella quale anche Dio è un essere umano in carne e ossa e se glielo si fa notare ci risponderà: "Perchè? Trovate che sia dimagrito?". Ecco, in questa (riuscita) battuta c'è tutto lo spirito di fondo della pellicola, scritta da Citti e David Grieco, che per quanto non risulti nulla di nuovo (le somiglianze e le vicinanze con Due pezzi di pane, Mortacci, Casotto sono tutte rapidamente ravvisabili) è però carica di un impatto poetico non indifferente; ciò invece in cui il regista non riesce a eccellere è, paradossalmente, proprio la regia: trasandata, disaccorta, con una direzione degli attori talvolta disastrosa. Chiaramente non si parla di Silvio Orlando o di Patrick Bauchau, nomi principali sul cartellone, nè del terzo protagonista, il tedesco Rolf Zacher che poco ha recitato all'estero, ma piuttosto di qualche personaggio minore, fra i tanti di contorno al tris centrale. A proposito: da ricordare sono le comparsate di (impeccabili, naturalmente) Gastone Moschin, Laura Betti e Ninetto Davoli. Scene di Danilo Donati, fotografia di Frando Di Giacomo e musiche di Morricone, a testimonianza di un cast tecnico invidiabile. 5/10.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su I magi randagi


17 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "I magi randagi"
alfatocoferolo

Un'opera più matura di Citti che concilia i temi canonici mutuati da Pasolini con un contesto più moderno e attuale, il tutto però va detto in maniera non armonica. Il risultato infatti è un prodotto fortemente ancorato al passato e per questo piuttosto prevedibile. C'è forse una vena di poesia e genialità che percorre il film senza mai emergere ma piuttosto soffocata da quei canoni che hanno fatto grande Pasolini ma il filone è stato sfruttato oltre misura ed il risultato finisce per...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a I magi randagi (1996)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

14 aprile 2012 Opinione di mm40 su "I magi randagi"
mm40

Sergio Citti come regista ha sempre lasciato un po' a desiderare: lui è piuttosto un poeta (nell'accezione nobile e popolare del termine: un uomo comune che dice cose fuori dal comune in una maniera comprensibile a tutti). Di scuola pasoliniana e mica per caso: anche in questo I magi randagi, infatti, Citti racconta un pezzetto del mondo del suo Maestro, quello fatto di poveracci, straccioni, gente dal cuore d'oro e vessata dalla vita e dai potenti, miracoli laici, epifanie improvvise e...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a I magi randagi (1996)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


1 settembre 2010 Opinione di sasso67 su "I magi randagi"
sasso67

Attraverso questo minestrino (nel senso di figlio del Minestrone), continua a vivere, almeno parzialmente, lo spirito di Pier Paolo Pasolini. Quella di Sergio Citti è una parabola per l'appunto di derivazione pasoliniana, che, però, in mano sua, fa molta simpatia ma non convince. Stringe quasi il cuore che in un mondaccio come questo ci fosse ancora qualcuno che lanciava favole per bambini, utilizzando l'etica e l'estetica pasoliniane, con quest'ultima rappresentata dai volti...

voto al film: sasso67 assegna il voto mediocre a I magi randagi (1996)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

20 novembre 2009 Opinione di supadany su "I magi randagi"
supadany

VOTO : 7. Un piccolo, sconosciuto ai più, film davvero riuscito e meritevole di menzione. A tratti grottesco, diverte, ma non è banale, anzi sotto la superficie semplice, parla un pò di noi, di una società in veloce evoluzione, dove i miti si creano in un lampo. In questo frangente, bravo il regista ad orchestrare un gruppo di attori che risulta ispirato. La visione risulta quindi piacevole. Da recuperare, anche se non è facile, ogni tanto in televisione,...

voto al film: supadany assegna il voto buono a I magi randagi (1996)

3 commenti
[utile per 1 utenti]


25 gennaio 2006 Opinione di adalberto su "I magi randagi"
adalberto

Esce di nuovo nelle sale il film di Sergio Citti, uscito, dopo una serie di Premi internazionali, in una sola copia a livello nazionale. Sul letto di morte il regista si fece promettere dal produttore che lo avrebbe fatto ri/uscire. E bene ha fatto, vista la qualità del film dell’autore romano recentemente scomparso. Si ritrova Pasolini e molta della poetica tipica dello schivo regista, con i tre interpreti a farci da guide e da viatico in un’opera delicata e dolcissima.

voto al film: adalberto assegna il voto sufficiente a I magi randagi (1996)



scrivi la tua opinione su I magi randagi


Voti a I magi randagi



login

hai dimenticato la password?