I magi randagi (1996)
Con Silvio Orlando, Patrick Bauchau, Rolf Zacher, Gastone Moschin
La trama
Odissea comico grottesca in un'Italia che scompare.
Tre saltimbanchi, reduci da un circo fallito, si aggirano per i centri della provincia italiana organizzando un piccolo spettacolo: e, siccome non hanno animali a disposizione, interpretano loro stessi le belve. Per sopravvivere, accettano anche di interpretare i Re magi in un presepe vivente chiamati dal parroco di un piccolo paesino dove non nascono più bambini; a quel punto, tra bevute e crisi mistiche, si calano effettivamente nel ruolo di Re magi.
Vecchio progetto più volte accantonato da Sergio Citti nato su ispirazione di Pier Paolo Pasolini e scritto dal giornalista David Grieco (già autore con Citti del bellissimo Mortacci), I magi randagi è una specie di odissea comico-grottesca ambientata sullo sfondo di un'Italia che sta scomparendo contrapposta a un'altra moderna, tecnologica e cinica.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 4/2006
Torna nelle sale uno dei film più poetici e belli di Sergio Citti, recentemente scomparso
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 14/04/2012 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
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17 maggio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "I magi randagi"
Un'opera più matura di Citti che concilia i temi canonici mutuati da Pasolini con un contesto più moderno e attuale, il tutto però va detto in maniera non armonica. Il risultato infatti è un prodotto fortemente ancorato al passato e per questo piuttosto prevedibile. C'è forse una vena di poesia e genialità che percorre il film senza mai emergere ma piuttosto soffocata da quei canoni che hanno fatto grande Pasolini ma il filone è stato sfruttato oltre misura ed il risultato finisce per...
voto al film: 
14 aprile 2012 Opinione di mm40 su "I magi randagi"
Sergio Citti come regista ha sempre lasciato un po' a desiderare: lui è piuttosto un poeta (nell'accezione nobile e popolare del termine: un uomo comune che dice cose fuori dal comune in una maniera comprensibile a tutti). Di scuola pasoliniana e mica per caso: anche in questo I magi randagi, infatti, Citti racconta un pezzetto del mondo del suo Maestro, quello fatto di poveracci, straccioni, gente dal cuore d'oro e vessata dalla vita e dai potenti, miracoli laici, epifanie improvvise e...
voto al film: 
1 settembre 2010 Opinione di sasso67 su "I magi randagi"
Attraverso questo minestrino (nel senso di figlio del Minestrone), continua a vivere, almeno parzialmente, lo spirito di Pier Paolo Pasolini. Quella di Sergio Citti è una parabola per l'appunto di derivazione pasoliniana, che, però, in mano sua, fa molta simpatia ma non convince. Stringe quasi il cuore che in un mondaccio come questo ci fosse ancora qualcuno che lanciava favole per bambini, utilizzando l'etica e l'estetica pasoliniane, con quest'ultima rappresentata dai volti...
voto al film: 
20 novembre 2009 Opinione di supadany su "I magi randagi"
VOTO : 7. Un piccolo, sconosciuto ai più, film davvero riuscito e meritevole di menzione. A tratti grottesco, diverte, ma non è banale, anzi sotto la superficie semplice, parla un pò di noi, di una società in veloce evoluzione, dove i miti si creano in un lampo. In questo frangente, bravo il regista ad orchestrare un gruppo di attori che risulta ispirato. La visione risulta quindi piacevole. Da recuperare, anche se non è facile, ogni tanto in televisione,...
voto al film: 
25 gennaio 2006 Opinione di adalberto su "I magi randagi"
Esce di nuovo nelle sale il film di Sergio Citti, uscito, dopo una serie di Premi internazionali, in una sola copia a livello nazionale. Sul letto di morte il regista si fece promettere dal produttore che lo avrebbe fatto ri/uscire. E bene ha fatto, vista la qualità del film dell’autore romano recentemente scomparso. Si ritrova Pasolini e molta della poetica tipica dello schivo regista, con i tre interpreti a farci da guide e da viatico in un’opera delicata e dolcissima.
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