La tregua (1997)
Con John Turturro, Massimo Ghini, Rade Serbedzija, Stefano Dionisi, Claudio Bisio
La trama
Un gruppo di reduci italiani da Auschwitz, liberati dai russi, intraprendono una lunga marcia per raggiungere la loro patria. Per Primo questa è l'occasione per osservare con occhi nuovi la sorprendente realtà dell'Europa liberata dal nazismo e per riprendere contatto con il proprio corpo, l'amicizia e l'amore. È difficilissimo valutare il film prescindendo dal peso del libro di Primo Levi. Il cinema di Rosi ha perso quel che aveva negli anni '60: rabbia lucida, voglia di sfidare l'eccesso, un senso impellente della storia. "La tregua" non sembra dettato dalla necessità, ma dal dovere. E dal dovere è nato "il compitino". Comunque il film ha vinto quattro David di Donatello: regia, miglior film, produzione e montaggio (curato da Ruggero Mastroianni, che venne sostituito, a causa dell'improvvisa morte, da Bruno Serandrea).
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 03/02/2012 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Il tempo passa inesorabile per tutti, o quasi, così anche un grande maestro del cinema italiano, qual è (stato) Francesco Rosi, perde qualche colpo e con questo “La tregua” non riesce a rendere appieno giustizia alla storia che ci racconta.
Rimane pur sempre un film italiano di un certo valore, ma era anche lecito attendersi qualcosa di più rispetto a quanto ci viene alla resa dei conti proposto.
Auschwitz è stata liberata dai russi e i reduci italiani intraprendono un lungo cammino per tornare a casa.
Tra questi c’è Primo (John Turturro) che, viaggiando per l’Europa liberata dal dominio nazista, vede tutto con occhi nuovi e torna alla vita, quando ormai pareva averla persa per sempre.
Film dal quale mi aspettavo tantissimo e che alla fine regala più di un generico “qualcosa”, ma comunque non riesce bene ad essere sempre efficace e propositivo nella maniera migliore.
Certo non era facile, un po’ per il “peso” della storia, un po’ perché Rosi non è più quello di un tempo, ciò nonostante riesce comunque a realizzare un lavoro più che onorevole, diligente nel complesso, ma senza la necessaria convinzione.
Qualche caduta di stile non manca (personaggi di contorno non sempre azzeccati), ma la storia raccontata non può comunque lasciare indifferenti (questo, anche per forza di cose, era un po’ ovvio), anche se a volte ci si perde per strada per troppo poco.
Film dunque importante, perché la memoria è rispettata con un certo dovere, ma manca una vera e propria esigenza espositiva che giustifichi appieno uno sforzo produttivo ingente come questo.
Insomma l’occasione è parzialmente sprecata (budget alto per il nostro cinema, con un buon cast tecnico, contraddistinto comunque da due gravi lutti e quindi retto da sostituti dell’ultimo momento, e di attori a disposizione), ma il film non manca comunque di colpire al cuore.
Certo questo era anche scontato, purtroppo il passo in avanti non avviene, se non per qualche bellla sequenza, ed il risultato complessivo non spicca il volo con decisione.
Quasi discreto nel complesso, ma si doveva fare qualcosa di più perché questa storia meritava qualcosa di meglio nella sua traposizione cinematografica di quanto sia stato fatto con questo film.
8 aprile 2012 Opinione di sasso67 su "La tregua"
Non è uno dei migliori film di Rosi: la lunga attesa per la trasposizione del film non ha giovato alla sua riuscita e forse il regista napoletano non era neppure il più adatto a simile impresa. Per di più, Rosi accentua gli elementi di commedia presenti nel libro di Primo Levi, sorta di riflessione più pacata e distesa, rispetto all'immersione nell'incubo di Se questo è un uomo (qualcuno vi ha voluto vedere una sorta di Odissea, rispetto all'Iliade, rappresentata dalla tragedia...
voto al film: 
17 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "La tregua"
Rosi doveva da diverso tempo aver smesso di fare cinema, qui ha contribuito a rendere nullo un libro come La Tregua, una storia resa quasi banale, sia dalla sceneggiatura, che dalla messa in scena, oltre che la diabolica ed inconsistente direzione degli attori. Dire che l'età abbia influito sulla disfatta non credo che sia il caso , i Taviani dopo un periodo dimentichevole ce lo confermano che non è così, è solo che quando non c'è ispirazione è bene tenere i remi in barca e non...
voto al film: 
15 marzo 2012 Opinione di titania su "La tregua"
Lento ritorno a casa dopo l'indicibile di Auschwitz, seguendo le tappe e le atmosfere picaresche del romanzo autobiografico di Primo Levi, a cui presta volto e gesti, John Turturro. Intorno a lui, in un'Europa dell'est sfregiata dalla guerra, un'umanità variegata cerca di reimparare a vivere: un puttaniere greco, un materassaio romano, un giovane veneziano che ha visto la sua famiglia sparire nei forni crematori. Materia davvero difficile da tradurre sullo schermo e che purtroppo non sempre...
voto al film: 
3 febbraio 2012 Opinione di supadany su "La tregua"
VOTO : 6+. Il tempo passa inesorabile per tutti, o quasi, così anche un grande maestro del cinema italiano, qual è (stato) Francesco Rosi, perde qualche colpo e con questo “La tregua” non riesce a rendere appieno giustizia alla storia che ci racconta. Rimane pur sempre un film italiano di un certo valore, ma era anche lecito attendersi qualcosa di più rispetto a quanto ci viene alla resa dei conti proposto. Auschwitz è stata liberata dai russi e i reduci italiani intraprendono...
voto al film: 
7 aprile 2010 Opinione di mm40 su "La tregua"
La riscoperta del proprio essere, della dignità, dell'anima e del corpo dell'uomo che si era e che ora finalmente si può tornare ad essere, dopo tante sofferenze; questo significa La tregua, il romanzo autobiografico di Primo Levi sulla fine della prigionia ad Auschwitz ed il rocambolesco ritorno in Italia. E questo è lo spirito dell'omonimo film che Rosi ha tratto con cura dal libro, senza strafare, contando su un buon cast (Turturro nella parte del protagonista...
voto al film: 
13 novembre 2009 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "La tregua"
L' argomento è interessante a prescindere, e non è affatto facile da rappresentare in modo accurato ma contemporaneamente emozionante (non stiamo parlando di Aushwitz, ma del dopo Aushwitz e quindi di ferite, di orrore e di rabbia), Turturro è, poi, molto convincente nella parte; ma in generale, Rosi sembraa disinteressato alla vicenda e, addirittura, al film in generale, che appare eccessivamente didascalico e populista nell' esprimere i temi trattati. Gli manca molto...
voto al film: 
2 settembre 2009 Opinione di jonas su "La tregua"
Il romanzo di Primo Levi è la continuazione di Se questo è un uomo, raccontando il tortuoso ritorno in Italia da Auschwitz; il film termina dove Se questo è un uomo comincia, citandone il celebre appello iniziale a “Voi che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case”: in un certo senso, dunque, prepara e giustifica l’emergere della memoria nel reduce e l’urgenza della sua resa scritta. Che per il personaggio di Primo (un credibile Turturro) la...
voto al film: 
27 gennaio 2008 Opinione di LorCio su "La tregua"
Primo Levi è il più celebre testimone delle barbarie avvenute nei campi di concentramento. Ed è stato anche colui che ha raccontato ciò che è avvenuto dopo, ossia “La tregua” dopo la guerra. Proprio da quel libro parte Francesco Rosi che, assieme a Tonino Guerra e Sandro Petraglia e Stefano Rulli, realizza un film ambizioso e non sempre riuscito. Il 27 gennaio del 1945 i soldati russi arrivano ad Auschwitz. Alla fine di febbraio il chimico ebreo torinese Primo Levi comincia il lungo...
voto al film: 
8 febbraio 2007 Opinione di La signora Lloyd su "La tregua"
Secondo me la drammaticità che si vive leggendo il libro non è stata resa alla perfezione, ma sicuramente resta uno dei migliori contributi contro l'Olocausto
voto al film: 
11 settembre 2006 Opinione di ripley77 su "La tregua"
Emanuela Martini,Cinema al cinema,Film Tv : E' difficilissimo valutare un film cone "La tregua" prescindendo dal peso artistico del libro(e in genere dell'opera) di Primo Levi e soprattutto del macigno morale di quel (l'Olocausto,l'orrore,maanche la pietà),sempre ribadito pacatamente dal protagonista e dallo scrittore.Un attuale come non mai.Anche Francesco Rosi un pò di imbarazzo,da "osservatore non partecipante",deve aver provato:tanto è vero che ha smorzato i toni,(sempre...
voto al film: 





















