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Violent Cop (1989)

[Sono otoko, kyobo ni tsuki, Giappone 1989, Azione, durata 103']   Regia di Takeshi Kitano
Con Takeshi Kitano, Maiko Kawakami, Makoto Ashikawa, Shiro Sano



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Violent Cop: assente
Ritmo ritmo in Violent Cop: forte
Impegno impegno in Violent Cop: minimo
Tensione tensione in Violent Cop: forte
Erotismo erotismo in Violent Cop: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Violent Cop

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Violent Cop (voti: 59 media: 3,63) 59

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La trama

Un poliziotto violento lotta con mezzi poco ortodossi nel Giappone contemporaneo degli Yakuza. Il primo film diretto da Kitano, attore comico, scrittore, divo televisivo, apparso in "Furyo" di Oshima, è una straordinaria commistione di generi (soprattutto action e noir) e di sperimentalismo. Un film fuori da tutte le regole. 

L'opinione più votata

Di yume scritta il 08/08/2011 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

“Una violenza dolorosa, improvvisa e spaventosa che non fa venire voglia di imitarla, ma di fuggirne” dice Kitano di quella che pervade i suoi film, questo in particolare, dalla prima all’ultima sequenza. Violenza mai fine a sé stessa. Quello che rimane, mentre scorrono i titoli di coda, è la sensazione di aver assistito ad una tragedia, e la catarsi è identica.  L’eroe protagonista non fa sconti, i suoi ingressi in scena sono sempre risolutori, schiaffi e calci, coltelli e pistole, macchina lanciata contro il malvivente in fuga. Il commissario Azuma non conosce l’arte della persuasione che non passi per questi mezzi, si tratti di teppistelli di buona famiglia che riducono in fin di vita un barbone o di un magnaccia che maltratta la sua donna, di yakuza al soldo di boss malavitosi con coperture importanti o di vigliacchi approfittatori della sorella tossicomane. Silenzioso e sardonico, sempre al verde, battute, poche, ma micidiali (“Commissario, ma si dice che una volta ha colpito un bambino…” “Per forza, gli avevo puntato contro!”) si aggira per una Tokio ripresa con angolature di perfezione geometrica, con quel passo dinoccolato, un po’ traballante, ritmato da Daisaku Kume che riscrive Satie, scelta spiazzante e coerente di un musicista che sembra il fratello di latte di Kitano (come dimenticare l’anatema del grande, stravagante francese contro i “malfattori che speculano sulla corruzione umana”?) e ci viene incontro su quel ponte in una ripresa frontale dal basso, che lo fa crescere man mano che avanza tra bambini in fuga nella direzione opposta perchè hanno gettato lattine vuote dal ponte sul battello che passava. Non c’è scampo in questi bassifondi metropolitani di Kitano, di fronte ai quali quelli di Gorkij e Kurosawa appaiono mondi romantici.  Prodotto di una svolta epocale di portata enorme, incontrollabile, è un mondo non più rappresentabile secondo gli stilemi canonici del poliziesco tradizionale o d’avanguardia,Violent cop è un film fuori da tutte le regole. Kitano fa sempre a modo suo, anticonformista e ribelle, grottesco e umoristico, variegato, mai spettacolare, intriso di passione e capace di infinita dolcezza, riesce a disorientarci con l’eccesso e, un attimo dopo, a farci pensare che in fondo è proprio così che vanno le cose.  E allora può anche succedere che il violento Azuma passi del tempo a scorrere una galleria di dipinti di Chagall, o si fermi di fronte al mare, in silenzio.  Attento ai minimi particolari, si sente il suo controllo su tutta la costruzione del film, primo della carriera registica e già pienamente capace di essere stile, linguaggio, allegoria.  Lunghe carrellate o inquadrature fisse, scazzottate al rallenty, inseguimenti à bout de souffle, spietate sparatorie, i temi cari al regista, l'amicizia, il tradimento, la malattia, c’è già tutto per i prossimi capolavori.  La descensio ad inferos di Azuma si chiude con un finale nichilista, la preparazione alla morte, tema preponderante nel cinema di Kitano, trova qui il suo prologo. Seguiranno gli episodi, gli stasimi e, da ultimo, l’esodo, per questo grande tragediografo della contemporaneità.
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SI

Opinioni su Violent Cop


8 agosto 2011 Opinione di yume su "Violent Cop"
yume

“Una violenza dolorosa, improvvisa e spaventosa che non fa venire voglia di imitarla, ma di fuggirne” dice Kitano di quella che pervade i suoi film, questo in particolare, dalla prima all’ultima sequenza. Violenza mai fine a sé stessa. Quello che rimane, mentre scorrono i titoli di coda, è la sensazione di aver assistito ad una tragedia, e la catarsi è identica.  L’eroe protagonista non fa sconti, i suoi ingressi in scena sono sempre...

voto al film: yume assegna il voto buono a Violent Cop (1989)

2 commenti
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29 ottobre 2010 Opinione di Axeroth su "Violent Cop"
Axeroth

Decisamente un grande film, diretto ed interpretato da uno splendido Kitano nella parte di un poliziotto spietato, ma di buon cuore, che dopo la morte di un suo compagno di pattuglia, decide di vendicarsi contro dei trafficanti di droga. Indagando sul caso e cercando il colpevole dell'omicidio (spacciato per suicidio) andrà incontro a diversi problemi tecnici: il capo non condivide i suoi modi di agire, e viene licenziato, ma continua comunque imperterrito e con la sua revolver...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Violent Cop (1989)

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17 febbraio 2010 Opinione di OGM su "Violent Cop"
OGM

Takeshi Kitano attraversa le sue storie camminando in silenzio, ed ogni tanto fermandosi a guardare. In questo modo si fa trafiggere dal  vento che fende l’atmosfera, che talvolta è quello della disperazione (morale, come in Hana-bi, Fiori di fuoco, o artistica, come in Glory to the filmmaker), altre volte, come in questo film, quello della violenza senza un perché. La sua figura è muta ed impassibile come l’assenza di ragioni e di emozioni, come quella...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Violent Cop (1989)

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10 febbraio 2010 Opinione di Filmoski su "Violent Cop"
Filmoski

Kitano rimescola gli stilemi dei generi poliziesco e noir ed aggiunge la sua sensibilità personale per un opera di grande impatto. Il poliziotto violento carica su di sè le contraddizioni e l'ineluttabilità di un mondo spietato, la vendetta è fine a se stessa.

voto al film: Filmoski assegna il voto ottimo a Violent Cop (1989)

nessun commento
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8 febbraio 2010 Opinione di chribio1 su "Violent Cop"
chribio1

...ed io come al solito vado controcorrente. Mi e' sembrato un fritto misto fra Miami Vice pero' in Giappone con mix di altre serie tv riguardanti zuffe,droga ed altro. Ma almeno riguardo il paragone Miami Vice ricordo che mi piaceva la serie ma questo film proprio non mi e' andato giu'.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a Violent Cop (1989)

4 commenti
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3 novembre 2009 Opinione di sbrillo su "Violent Cop"
sbrillo

All'esordio come regista Kitano è già grandissimo. Un film che frantuma tutte le regole del noir, per inventare(almeno per me) un nuovo modo di filmare. La tensione assume una nuova forma, grazie a raptus di violenza improvvisa e inusitata che di fatto la annullano, gli inseguimenti frenetici sono smorzati da musiche lente e sognanti, i protagnisti vanno incontro alla morte non con eroismo, ma con indifferenza, se non felicità. Il finale è uno...

voto al film: sbrillo assegna il voto ottimo a Violent Cop (1989)

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5 agosto 2008 Opinione di colonel blimp su "Violent Cop"
colonel blimp

Il film è l’esordio di Kitano alla regia e come protagonista (per la cronaca, era ciò che da noi è ora Fiorello) ed è uno spietato e violento poliziesco che scompone le regole della tensione per dare spazio alla tragedia e alla furia vendicatrice del protagonista. Sperimentale quanto basta per venir nominato spesso come un caposaldo del postmoderno, il film si fa notare nelle sequenze d’azione per la passione nel disturbare l’iter plastico a cui ci ha abituati il cinema...

voto al film: colonel blimp assegna il voto buono a Violent Cop (1989)

2 commenti
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25 febbraio 2007 Opinione di luca826 su "Violent Cop"
luca826

VOTO 8+ ANTIEROICO Storia di sbirri, droga e vendette trasversali, niente di nuovo, ma dietro la macchina da presa c'è Kitano, quindi fuochi d'artificio. Per l'esordio Takeshi snocciola già tutti gli elementi che contraddistingueranno la sua poetica negli anni a venire: gusto astratto per l'iper-violenza, accettazione disincantata della morte, umorismo beffardo, nichilismo sì rassegnato ma quanto meno divertito. Kitano è questo, ed è unico, anarchico,...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Violent Cop (1989)



3 agosto 2006 Opinione di giurista81 su "Violent Cop"
giurista81

Pellicola lenta (come avviene quasi sempre nei films diretti da Kitano) con qualche bel momento e con un finale pessimista in cui nonostante una falcidia di morti (compreso il protagonista e il boss malavitoso) non si elimina il marciume che governa l’organizzazione criminale responsabile dei vari omicidi. Presente qualche scena piuttosto cruda. Interpretazioni meno brillanti rispetto a quelle cui Kitano ci ha abituati. Voto: 6.5

voto al film: giurista81 assegna il voto sufficiente a Violent Cop (1989)

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16 giugno 2006 Opinione di PP su "Violent Cop"
PP

voto 5. Violento, inesorabile e pessimista. Come direbbe uno dei protagonisti del film... "questi sono pazzi". Una metafora narrativa sulla (omo)sessualità. Meglio Kitano attore di Kitano regista.

voto al film: PP assegna il voto mediocre a Violent Cop (1989)

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