Violent Cop (1989)
Con Takeshi Kitano, Maiko Kawakami, Makoto Ashikawa, Shiro Sano
La trama
Un poliziotto violento lotta con mezzi poco ortodossi nel Giappone contemporaneo degli Yakuza. Il primo film diretto da Kitano, attore comico, scrittore, divo televisivo, apparso in "Furyo" di Oshima, è una straordinaria commistione di generi (soprattutto action e noir) e di sperimentalismo. Un film fuori da tutte le regole.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 08/08/2011 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
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8 agosto 2011 Opinione di yume su "Violent Cop"
“Una violenza dolorosa, improvvisa e spaventosa che non fa venire voglia di imitarla, ma di fuggirne” dice Kitano di quella che pervade i suoi film, questo in particolare, dalla prima all’ultima sequenza. Violenza mai fine a sé stessa. Quello che rimane, mentre scorrono i titoli di coda, è la sensazione di aver assistito ad una tragedia, e la catarsi è identica. L’eroe protagonista non fa sconti, i suoi ingressi in scena sono sempre...
voto al film: 
29 ottobre 2010 Opinione di Axeroth su "Violent Cop"
Decisamente un grande film, diretto ed interpretato da uno splendido Kitano nella parte di un poliziotto spietato, ma di buon cuore, che dopo la morte di un suo compagno di pattuglia, decide di vendicarsi contro dei trafficanti di droga. Indagando sul caso e cercando il colpevole dell'omicidio (spacciato per suicidio) andrà incontro a diversi problemi tecnici: il capo non condivide i suoi modi di agire, e viene licenziato, ma continua comunque imperterrito e con la sua revolver...
voto al film: 
17 febbraio 2010 Opinione di OGM su "Violent Cop"
Takeshi Kitano attraversa le sue storie camminando in silenzio, ed ogni tanto fermandosi a guardare. In questo modo si fa trafiggere dal vento che fende l’atmosfera, che talvolta è quello della disperazione (morale, come in Hana-bi, Fiori di fuoco, o artistica, come in Glory to the filmmaker), altre volte, come in questo film, quello della violenza senza un perché. La sua figura è muta ed impassibile come l’assenza di ragioni e di emozioni, come quella...
voto al film: 
10 febbraio 2010 Opinione di Filmoski su "Violent Cop"
Kitano rimescola gli stilemi dei generi poliziesco e noir ed aggiunge la sua sensibilità personale per un opera di grande impatto. Il poliziotto violento carica su di sè le contraddizioni e l'ineluttabilità di un mondo spietato, la vendetta è fine a se stessa.
voto al film: 
8 febbraio 2010 Opinione di chribio1 su "Violent Cop"
...ed io come al solito vado controcorrente. Mi e' sembrato un fritto misto fra Miami Vice pero' in Giappone con mix di altre serie tv riguardanti zuffe,droga ed altro. Ma almeno riguardo il paragone Miami Vice ricordo che mi piaceva la serie ma questo film proprio non mi e' andato giu'.voto.4.
voto al film: 
3 novembre 2009 Opinione di sbrillo su "Violent Cop"
All'esordio come regista Kitano è già grandissimo. Un film che frantuma tutte le regole del noir, per inventare(almeno per me) un nuovo modo di filmare. La tensione assume una nuova forma, grazie a raptus di violenza improvvisa e inusitata che di fatto la annullano, gli inseguimenti frenetici sono smorzati da musiche lente e sognanti, i protagnisti vanno incontro alla morte non con eroismo, ma con indifferenza, se non felicità. Il finale è uno...
voto al film: 
5 agosto 2008 Opinione di colonel blimp su "Violent Cop"
Il film è l’esordio di Kitano alla regia e come protagonista (per la cronaca, era ciò che da noi è ora Fiorello) ed è uno spietato e violento poliziesco che scompone le regole della tensione per dare spazio alla tragedia e alla furia vendicatrice del protagonista. Sperimentale quanto basta per venir nominato spesso come un caposaldo del postmoderno, il film si fa notare nelle sequenze d’azione per la passione nel disturbare l’iter plastico a cui ci ha abituati il cinema...
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25 febbraio 2007 Opinione di luca826 su "Violent Cop"
VOTO 8+ ANTIEROICO Storia di sbirri, droga e vendette trasversali, niente di nuovo, ma dietro la macchina da presa c'è Kitano, quindi fuochi d'artificio. Per l'esordio Takeshi snocciola già tutti gli elementi che contraddistingueranno la sua poetica negli anni a venire: gusto astratto per l'iper-violenza, accettazione disincantata della morte, umorismo beffardo, nichilismo sì rassegnato ma quanto meno divertito. Kitano è questo, ed è unico, anarchico,...
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3 agosto 2006 Opinione di giurista81 su "Violent Cop"
Pellicola lenta (come avviene quasi sempre nei films diretti da Kitano) con qualche bel momento e con un finale pessimista in cui nonostante una falcidia di morti (compreso il protagonista e il boss malavitoso) non si elimina il marciume che governa l’organizzazione criminale responsabile dei vari omicidi. Presente qualche scena piuttosto cruda. Interpretazioni meno brillanti rispetto a quelle cui Kitano ci ha abituati. Voto: 6.5
voto al film: 
16 giugno 2006 Opinione di PP su "Violent Cop"
voto 5. Violento, inesorabile e pessimista. Come direbbe uno dei protagonisti del film... "questi sono pazzi". Una metafora narrativa sulla (omo)sessualità. Meglio Kitano attore di Kitano regista.
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