Prove apparenti (1997)
Con Andy Garcia, Ian Holm, Richard Dreyfuss, Lena Olin, James Gandolfini
La trama
Un ex agente si trova coinvolto in un processo un trafficante di droga.
Dopo essere stato un semplice poliziotto di strada, Sean Casey, studente di legge a tempo perso, riesce ad entrare nell'ufficio della Procura Distrettuale di New York. La sua speranza segreta è quella di poter modificare il sistema. Dopo solo otto mesi di lavoro, viene inaspettatamente scelto come pubblico ministero di un caso, nel quale è coinvolto un pericoloso trafficante di droga, che ha ridotto in fin di vita un anziano ufficiale di polizia. Il fatto, poi, che la vittima sia suo padre non fa altro che complicare le cose. L'impianto è quello dei film "che si facevano una volta": per metà di impianto processuale e per metà accentrato su un'indagine tesa a scoprire i risvolti dubbi del dipartimento di polizia di New York, solidamente democratico e solidale, con l'America sana unita a difendere i propri valori. Sidney Lumet una volta era uno specialista: da "Serpico" a "Il principe della città" a "Il verdetto", si destreggiava con sceneggiature accorte e tese e con autentico spirito liberal tra le trappole e gli intrighi del potere, le ambiguità della giustizia, le debolezze umane. Ma proprio da "Il verdetto" Lumet ha perso molto del suo smalto, e in questo film non riesce a organizzare una sceneggiatura equilibrata (la prima parte risulta sbilanciata rispetto alla successiva) e a rendere credibili caratteri che sembrano soltanto pallidi cliché: da Andy Garcia non abbastanza intenso a Richard Dreyfuss che continua a rifare, immutabilmente, se stesso, a Lena Olin, insignificante e inutile nel ruolo della ricca fidanzata del protagonista.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 21/05/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
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21 maggio 2010 Opinione di bradipo68 su "Prove apparenti"
Che prezzo ha la propria integrità morale?E'questo il quesito che pone Sidney Lumet con questo suo film metà thriller processuale e metà giallo a tesi impegnato a dimostrare tutto il marcio presente ell'ammnistrazione della giustizia.Ad ogni livello.E anche il protagonista,ex poliziotto diventato avvocato e poi procuratore distrettuale per tutta una serie di circostanze favorevoli da anima candida deve porsi la domanda che ho posto all'inizio.La notte che cade su...
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9 dicembre 2009 Opinione di chribio1 su "Prove apparenti"
1 dei films + noiosi che abbia mai visto.voto.1.
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9 agosto 2009 Opinione di supadany su "Prove apparenti"
VOTO : 6. Questo fa parte del periodo più buio di Lumet, nel quale ne ha azzeccati davvero pochi di film (praticamente fino al magnifico "Onora il padre e la madre"). Tuttavia non è malaccio, scritto così così, con alcuni "vuoti" offre comunque uno spettacolo dignitoso e professionale. Certo la magia del cinema è lontana anni luce, ma seppur pieno zeppo di difetti, alla fine si lascia guardare.
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7 novembre 2008 Opinione di jonas su "Prove apparenti"
Solido poliziesco con risvolti giudiziari; buona recitazione, rimarchevole soprattutto Dreyfuss nella parte di un avvocato progressista ma non coglione. C’è un po’ troppa carne al fuoco, come a volte in Lumet, e qualcosa è risaputo (la polizia corrotta, sai che novità). Il titolo italiano banalizza il ben più evocativo Night falls on Manhattan.
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20 ottobre 2008 Opinione di ethan su "Prove apparenti"
A 23 anni di distanza dal capolavoro Serpico, un altro grande film sulla corruzione nella polizia newyorchese. Magistrale la sequenza di apertura con l'assistente del procuratore chefa' il discorso ai neolaureati che si apprestano ad iniziare la loro carriera.
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11 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Prove apparenti"
Ho una grande ammirazione per Lumet, ma alle volte non è riusciuto ad uscire dagli stereotipi e questo è il caso; certo il mestiere di fa vedere, ma è proprio questo che non va, un film non può vivere solo di mestiere ed avendo Garcia la cosa poteva prendere una dimensione diversa.
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15 ottobre 2005 Opinione di giurista81 su "Prove apparenti"
Nulla da dire sulle interpretazioni degli attori (senza dubbio buone) e sulla regia sicuramente non mediocre, quello che non mi convince per niente di questo thriller è la sceneggiatura a mio avviso troppo banale e tutt’altro che veritiera (come fa un neo laureato in legge a diventare in pochi giorni una star della città? Solo al cinema può succedere..). Molto blando il ritmo dopo un inizio che faceva ben sperare. Voto: 5.5
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22 aprile 2003 Opinione di zio_ulcera su "Prove apparenti"
Dopo sei anni ho finalmente capito cos'è che non funziona in questo film: la suddivisione temporale. L'antefatto dura tre quarti d'ora e non ha nessun seguito nel resto del film. Condannato il colpevole (non senza qualche lungaggine) si volta pagina e si narra un intricato caso di coscienza collettivo (collettiva). Edificante ma non avvincente.
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10 marzo 2003 Opinione di will kane su "Prove apparenti"
Decoroso,diretto con mestiere,ben intenzionato a narrare un caso di coscienza:e questi sono i pregi di "Prove apparenti",venuto quattro anni dopo il flop commerciale e qualitativo di "Un'estranea tra di noi".Ma è anche mal servito da una sceneggiatura(di Lumet stesso) piatta e prevedibile,ruoli non perfettamente a fuoco che poco aiutano i pur volenterosi attori,uno snodo narrativo(la relazione tra Garcia e la Olin,inizialmente rivali) che non sta ne' in cielo ne' in terra,e un generale...
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1 settembre 2002 Opinione di rosebud su "Prove apparenti"
Se volete entrare al cinema solo perché volete ripararvi dalla pioggia andate pure a vedere questo film, che oltre alle prove di apparente ha una regia evanescente, una sceneggiatura banale e scontata e degli attori che piangono e fanno piangere tutto il tempo. Da Sidney Lumet ci si sarebbe atteso di più. L'illogicità scontata del film che cerca di scavare in una vicenda di corruzione della polizia cade, dopo pochi istanti di proiezione, nello scontato e nel tragicomico.
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