Ciao maschio (1978)
Con Marcello Mastroianni, Gérard Depardieu, Gail Lawrence, James Coco, Geraldine Fitzgerald
La trama
Lafayette si guadagna da vivere a New York come tecnico luci per un gruppo teatrale di femministe e come elettricista in un museo delle cere. Il suo amico Luigi trova uno scimpanze e glielo affida. Lafayette lo adotta legalmente con il nome di Cornelius, rifiutando invece il riconoscimento del figlio che Angelica sta per avere da lui. Dopo il suicidio di Luigi e la tragica morte di Cornelius, Lafayette provoca l'incendio del museo e vi perisce insieme con il proprietario. Angelica diventa madre di una bambina.
Apocalittica parabola di Ferreri che prefigura il crollo della civiltà, sopraffatta dalla propria volontà di potenza.
L'opinione più votata
Di maldoror scritta il 14/01/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Il film, come dicevo prima, viene considerato datato da molti proprio per questa visione marcatamente femminista inevitabilmente ancorata al clima sociale dell'epoca, ma l'idea di una superiorità innata della donna, nella quale viene vista l'unica speranza per il futuro dell'umanità (uno dei suoi film degli anni Ottanta si intitola proprio "Il futuro è donna"), e dunque l'idea di una strumentalizzazione e subordinazione dell'uomo, utilizzato solo per la procreazione per poi essere messo da parte, è presente fin dagli inizi della filmografia del regista (si pensi soprattutto a L'ape regina), dunque non è da contestualizzarsi esclusivamente nel clima femminista dell'epoca.
Il principale motivo di fascino del film (almeno per quanto mi riguarda) risiede a mio avviso nella grande forza visionaria delle immagini, nella bellezza delle invenzioni visive di Ferreri, come quella della spiaggia desertica con i grattacieli sullo sfondo, simbolo del vuoto che avanza minacciando di invadere tutto; magnifica e potente la scena in cui Lafayette vaga per la zona desertica sconvolto per la morte di Luigi, mentre nell'aria risuona "Finest' ca luciva", e quella dello scontro finale fra lui e Flaxman nel museo delle cere, ormai diventato uno spettrale teatro di simulacri.
La New York desertica e spettrale è probabile sia stata fonte d'ispirazione per la Palermo di Ciprì e Maresco, o per lo meno vi sono delle notevoli affinità, anche se forse nessuno se n'è mai accorto.
- negative [4]
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30 novembre 2010 Opinione di Axeroth su "Ciao maschio"
Un grande capolavoro di Ferreri, una parabola il quale significato sta nel fatto che l'uomo moderno dimenticando le sue origine biologiche, sociologiche e psicologiche, si lascia sottrarre la sua personalità e la sua ragionevolezza rifiutando la sua natura stessa, e tutto inconsapevolmente, a tal punto da morire bruciato vivo dalla fiamma che lui ha acceso. Come in "Dillinger è morto" un'altro paradossale ritratto della società dei giorni nostri. Film del '78 ma attuale...
voto al film: 
26 ottobre 2010 Opinione di OGM su "Ciao maschio"
Un film che prende spunto dalla rivoluzione sessuale degli anni settanta per riflettere sull’impossibilità del progresso e sulla conseguente inutilità della storia. Per Marco Ferreri abolire le convenzioni sociali e la distinzione dei ruoli tra i sessi significa ritornare all’impulsività selvaggia, che annulla l’anima pensante dell’uomo equiparandolo di fatto ad un animale. Mascolinità e femminilità sono, in fondo, anche i poli...
voto al film: 
31 agosto 2010 Opinione di hallorann su "Ciao maschio"
Gerard Depardieu con la voce di Michele Placido si rotea su una sedia, tira fuori la lingua tinta di verde, indossa una maglietta con su scritto “Survived”. Esce dal suo appartamento-scantinato, agli angoli delle strade di una New York irriconoscibile e desolata ci sono degli uomini in tuta bianca con maschere antigas (una sorta di presagio inquietante già presente in DILLINGER E’ MORTO e IL SEME DELL’UOMO), Lafayette/Depardieu si reca a lavoro, fa il tecnico...
voto al film: 
14 maggio 2010 Opinione di chribio1 su "Ciao maschio"
purtroppo film un po' stancante.voto.5.
voto al film: 
10 febbraio 2010 Opinione di ed wood su "Ciao maschio"
A parte un paio di errori madornali (la giraffa col microfono invade l'inquadratura in due sequenze), è uno dei film più affascinanti del regista milanese sul piano figurativo e scenografico. Ciò che rende suggestiva la visione di "Ciao Maschio" è il modo surreale con cui Ferreri riesce a rappresentare una New York indefinita, sospesa fra realtà e astrazione, europa e america, passato e futuro, il prototipo della metropoli globalizzata, post-moderna,...
voto al film: 
14 gennaio 2010 Opinione di maldoror su "Ciao maschio"
Considerato da molti un film datato, non so fino a che punto, personalmente lo ritengo uno dei migliori di Ferreri, già solo per le meravigliose invenzioni visive. In una New York post-atomica invasa da ritmi tribali, dalla quale sembra essere sparita qualunque traccia di civiltà, e in cui gli enormi grattacieli, nati come fiducioso simbolo di modernità e progresso, ormai celano soltanto un vuoto di civiltà che trova un rispecchiamento nella...
voto al film: 
8 febbraio 2009 Opinione di steno79 su "Ciao maschio"
La sconfitta del genere maschile viene sancita con un angoscioso rogo finale in un fatiscente museo delle cere e con il suicidio del protagonista Depardieu. Film dai toni apocalittici, allarmante e impregnato del consueto nichilismo ferreriano : probabilmente non per tutti i gusti, ma io lo consiglierei ugualmente agli spettatori che amano un cinema provocatorio ma intelligente. E' una sorta di favola surrealista in cui vengono sfiorati molti temi di attualità, non sempre con mano felice,...
voto al film: 
26 gennaio 2008 Opinione di mm40 su "Ciao maschio"
Francamente esoso in quanto a pretese, questo film non passa nemmeno per i soliti canoni di Ferreri, fra il surreale ed il grottesco: va direttamente oltre, nel patetico, nell'ambiguo, spesso nell'insensato. Non inspiegabile: semplicemente brutto, non c'è molto da chiedersi. Se l'uomo è vittima della donna; se l'accoppiamento è uno stanco e svogliato rituale; se i figli sono bestie da allevare; se i genitori muoiono suicidi per la depressione, non c'è davvero granchè da chiedersi. E' un...
voto al film: 
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