Conflitti del cuore (1997)
Con Shirley MacLaine, Bill Paxton, Juliette Lewis, Marion Ross
La trama
Sono passati quattordici anni e Aurora Greenway non è affatto cambiata. Dopo la morte di sua figlia Emma, la donna ha cercato di crescere i nipoti con quel suo modo di fare amorevole, anche se un po' soffocante. Ora che i ragazzi sono cresciuti, non vedono l'ora di liberarsi dalla loro dittatrice. Seguito quattordici anni dopo "Voglia di tenerezza", non bastano più la bravura della MacLaine e il coraggio con cui si traveste da vedova texana (tra riccioli, volant e colori assurdi), l'attesa "comparsata" dell'ex fidanzato Jack Nicholson e la presenza quieta di Ben Johnson (gloria di Ford e Peckinpah, morto nel 1996). Il film, diretto dallo scrittore di "Fiori d'acciaio" e "Il club delle prime mogli", solo alla fine si decide a premere il pedale della commozione spudorata. Ma ormai l'occasione è svanita.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 18/11/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
Pellicola molto diligente che segue senza particolari guizzi un copione collaudato, cercando, senza grande successo, l’appeal del suo predecessore, ovvero un must (almeno per qualcuno) come “Voglia di tenerezza”.
Detto questo, abbiamo già detto quasi tutto.
Il film è godibile, senza dubbio, ma manca quel quid di interesse, che ci deve per forza essere.
E non basta la comparsata dell’istrione Nicholson per cambiare le carte in tavola (diverso sarebbe stato se avesse avuto una presenza più cospicua), sostenute per lo più da Shirley MacLaine.
Carino per il genere, ma rimane un prodotto lontano sia dall’originale, che dal contesto attuale con una regia ordinata, ma anche poco effervescente.
Sufficiente, in giro c’è di meglio, ma anche di peggio rimanendo nel genere “commedia del cuore”.
18 novembre 2010 Opinione di supadany su "Conflitti del cuore"
VOTO : 6. Pellicola molto diligente che segue senza particolari guizzi un copione collaudato, cercando, senza grande successo, l’appeal del suo predecessore, ovvero un must (almeno per qualcuno) come “Voglia di tenerezza”. Detto questo, abbiamo già detto quasi tutto. Il film è godibile, senza dubbio, ma manca quel quid di interesse, che ci deve per forza essere. E non basta la comparsata dell’istrione Nicholson per cambiare le carte in tavola...
voto al film: 
21 gennaio 2005 Opinione di spleenish su "Conflitti del cuore"
Se Voglia di tenerezza era un soap-melò, il seguito è invece scritto e girato con ritmo, spirito e cinismo alla vecchia maniera. é un piacevole "andante con brio" che si arrende, negli ultimi 20', alla lacrimuccia, istigata dalla ricomparsa (5' di orologio) dell'amico astronauta, il lapidario nonno Jack Nicholson.
voto al film: 
















