Cuba Libre. Velocipedi ai Tropici (1996)
Con David Riondino, Sabina Guzzanti, Antonio Catania, Dario Cassini, Remo Remotti
La trama
Sull'aereo che dall'Italia sta volando verso L'Avana non ci sono i soliti turisti per caso e per sesso. I posti sono occupati, invece, da una sgangherata troupe cinematografica dalle ambizioni alte: realizzare a Cuba il rifacimento di "Ladri di biciclette", capolavoro del neorealismo italiano; da un anziano poeta seguito come un'ombra da una procace assistente; e da una volontaria col mito del Che, il cui sosia compare nelle vie della capitale cubana. L'esordio dietro la macchina da presa del cantastorie David Riondino, per fortuna, prende e si prende molto in giro, smontando affettuosamente tutti i "luoghi" comuni sulla beneamata isola di Fidel. E così il Guevara appare sotto forma di clone, furbastro profittatore di carismatica leggenda, mentre le presunte brame di autorialità del regista che vuole emulare De Sica si spappolano sotto i colpi di una caricatura dell'Autore con cappellaccio in stile "maudit" pensoso, in realtà, del Nulla. Un'operina a singhiozzo e improvvisata attraversata, tuttavia, di fresca e libera brezza.
L'opinione più recente
Di titania scritta il 06/03/2012
Voto al film: 
6 marzo 2012 Opinione di titania su "Cuba Libre. Velocipedi ai Tropici"
Esordio alla regia per David Riondino, molto più noto e creativo in altri campi. Su un aereo diretto a Cuba sono riuniti personaggi diversi: chi va sull'isola cercando le tracce di Hemingway, chi la usa per foto pubblicitarie, chi insegue il fantasma del Che, e chi, come il protagonista, la sceglie per un remake di "Ladri di biciclette". Tutto sommato, una ironica presa in giro dei dei luoghi comuni sull'isola di Fidel.
voto al film: 
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Voto:













