L'enigma di Kaspar Hauser (1974)
Con Bruno S., Brigitte Mira, Hans Masius, Clemens Scheinz
La trama
Nel 1824 nella piazza principale di Norimberga fa la sua comparsa un giovane che non sa parlare, maltenuto e cencioso. Dopo una serie di penose umiliazioni, il giovane viene preso in cura da un medico che riesce a ottenere da lui progressi insperati. Forse il giovane è un nobile di cui la famiglia si è disfatta per oscure ragioni dinastiche. Un giorno però, così come era apparso, il ragazzo scompare.
Ispirato ad un fatto reale e sceneggiato dallo stesso regista, un trip visionario nello sguardo "altro" di Kaspar. Le sue visioni sono state girate in 16 mm. in giro per il mondo e poi gonfiate a 35.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 22/05/2012 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Più volte assistiamo, durante la proiezione, a scenari sfocati, sospesi tra il sogno e un antico ricordo. Il forte desiderio di conquista delle origini va oltre il sapere, è al di là della scienza, dell’istruzione, degli avvenimenti: Herzog vuole esaminare il lato oscuro e primordiale di noi stessi. Ecco perché Kaspar nasce dal nulla, dal buio di una cantina nella quale ha vissuto per ben 16 anni, incatenato e isolato da qualsiasi realtà. Non sa parlare, non sa scrivere, non è in grado di camminare.
Una volta che da una piazza di Norimberga viene trovato e accudito, inizia una formazione di coscienza che provoca più “danno” che giovamento. Vero è che, fino a che Kaspar era rimasto nello stato pressoché vegetativo, rudimentale e primitivo, chiunque aveva avuto il piacere, vantandosi, di misurarsi con lui sul piano dell’intelletto. Ma una volta che egli è cresciuto tramite la capacità di osservazione e l’educazione classica della società dell’epoca, allora le sue idee si scontrano, forti di una mirabile indulgenza, con quelle del quieto vivere, della religione assunta passivamente come dogma e imposizione, della stratificazione sociale come unica strada per riconoscere il potere e l’influenza della personalità. Kaspar diviene un acrobata che vive di schegge rubate nel tentativo di percorrere l’ambigua strada della comparazione tra sé e il mondo: per questo “cede” a Mozart e Albinoni, prestandosi corpo e anima a una situazione sociale sterile che non può essere la sua.
Uno degli aspetti più seducenti del lavoro di Herzog è l’opportunità che il regista si concede nel tentativo di creare una nuova sintassi visiva, uscendo dalla narrazione convenzionale e introducendo immagini che lasciano lo spettatore in balia di un black out percettivo. Un modo di girare certamente ambizioso, uno sguardo proteso verso un cammino mai battuto prima, che azzarda un modello che somiglia tanto a un’indagine perpetua, un work in progress incessante e tormentato. La storia lacunosa e insoluta di Kaspar Hauser non poteva che affascinare il regista tedesco: aveva tutto ciò che gli serviva per ribadire la sua stimata idea di morte del linguaggio.
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22 maggio 2012 Opinione di PompiereFI su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Alla larga da copioni stanchi, nel 1974 Werner Herzog rovistò, in vena di rielaborazioni avanguardiste, nella nozione di genesi, alla ricerca del primo concetto di Mondo, della prima volta che qualcuno avesse aperto gli occhi, dell’alba dell’uomo. Non gli importava se c’erano da attraversare deserti, navigare mari o scalare montagne. Quello di Kaspar Hauser (Bruno S.), trovatello esistito veramente intorno al 1830 nei pressi della città di Norimberga e lì condotto per mano da un...
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15 dicembre 2011 Opinione di Kurtisonic su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Un giovane viene ritrovato in una piazza di Norimberga, non sa che pronunciare poche parole, non sa chi è, né da dove viene, stringe in mano una lettera che contiene poche informazioni su di lui, abbandonato alla nascita e segregato in un casolare senza mai vedere cosa ci fosse all'esterno. Siamo nell'ottocento, e il terreno è un pò quello del "Ragazzo selvaggio", ma il percorso di Kaspar hauser (il nome del giovane scritto sulla lettera), e del suo regista Werner Herzog è assai...
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25 settembre 2011 Opinione di hallorann su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Germania 1828. Un giovane viene tenuto segregato in una stalla. Gioca con un cavallo di pezze, sdraiato sulla paglia viene “istruito” da un anziano a scarabocchiare una firma e dire alcune parole “cavallo…io voglio diventare un bravo cavaliere come lo era mio padre”. Liberato dalle catene viene portato di peso in cima a una collina, non riesce a camminare, l’uomo sconosciuto lo abbandona nella piazza principale di Norimberga con una lettera in una mano e un sacchetto...
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7 novembre 2010 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "L'enigma di Kaspar Hauser"
L'incomprensibile, l'impenetrabile e l'impreparazione cronica umana di capire e sopratutto accettare ciò che è diverso porta a considerare quello che è fuori dall'ordinario come un fenomeno, un “freak”, qualcuno da compatire con patetica pietà. Ma chi è davvero diverso? Chi è davvero malato, strano, deviato? Chi cerca di vivere la sua natura? Oppure chi le altre nature non riesce ad accettarle? Esiste solo una natura? Solo una visione...
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26 agosto 2010 Opinione di cheftony su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Herzog si basa sulla vera e mai davvero risolta storia di Kaspar Hauser, giovane trovatello comparso dal nulla in una piazza di Norimberga, quasi completamente inabile e selvaggio. Nessuno poteva interpretare questa figura meglio di Bruno S., scoperto da Herzog grazie a un documentario e scomparso appena due settimane fa: Bruno era figlio di una prostituta, malmenato e rinchiuso in riformatori e carceri, fino a che non imparò da autodidatta a suonare il piano e dipingere, in modo da...
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4 agosto 2010 Opinione di OGM su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Il lirico elogio dell’ignoranza. La ragione dell’uomo cresciuto nel totale isolamento ha la forza di una logica primigenia, e quindi pura ed incondizionata, estranea alle convenzioni ed alle mode. Per chi riemerge dal buio, tutto quanto appaia sotto la luce è ugualmente nuovo, e quindi riveste pari dignità nell’universo: per la mente di Kaspar non esistono quindi corsie preferenziali, concetti sovrani, gerarchie di significato, ma solo un uniforme ed amoroso...
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31 luglio 2009 Opinione di steno79 su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Storia vera di Kaspar Hauser, un "trovatello" di circa diciotto anni che fu scoperto nella piazza principale di Norimberga nel 1828, in grado di pronunciare soltanto poche parole e incapace di reggersi dritto in piedi. Herzog coglie questo spunto storico per offrirci la più compiuta fra le sue riflessioni sull'esistenza umana posta di fronte a limitazioni e deprivazioni traumatiche e sul confine sottile fra normalità e anormalità, fra integrazione sociale ed emarginazione risultante da un...
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25 febbraio 2009 Opinione di almodovariana su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Uno strano film, frammentario, visionario
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14 settembre 2008 Opinione di mm40 su "L'enigma di Kaspar Hauser"
Non è una favola, ma incanta dall'inizio alla fine la storia di quest'uomo incomprensibile, forse incompreso, o che piuttosto non aveva nulla di particolare da dire. Ma attorno a lui si crea la leggenda. Impossibile non simpatizzare per Hauser, che rappresenta in definitiva la parte folle e priva di risposte della vita. Consigliato.
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7 agosto 2008 Opinione di kerouac su "L'enigma di Kaspar Hauser"
“L’innocenza del peccato” di non sapere. Parlare di questo film è come risalire a mani nude la superficie del nostro Io e spogliarci di tutto, regredire a uomini senza niente, senza preconcetti, senza indottrinamenti. Restiamo soli. La ragione in una mano, le sensazioni nell’altra. Kaspar Hauser è il trovatello senza passato, l’esemplificazione del mistero assoluto: da dove viene? Quale segreto si porta dietro? Non sa scrivere, non sa camminare, non sa comunicare, è la prima...
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