Aguirre furore di Dio (1972)
Con Klaus Kinski, Helena Rojo, Ruy Guerra, Peter Berling
La trama
È l'epoca dei "conquistadores" spagnoli del Sudamerica, nel XVI secolo. Partendo dalle montagne del Perù il capitano Aguirre si inoltra, con alcuni uomini, nel folto della foresta amazzonica alla ricerca del mitico Eldorado. Nel giro di pochi giorni la spedizione finisce naturalmente decimata dagli indigeni e dalle malattie. Tuttavia Aguirre decide di proseguire ugualmente...
È uno dei mille viaggi "oltre i confini dell'orizzonte umano" che Herzog mette in scena prendendo a prestito imprese vere o verisimili qua e là sulla Terra e nel corso della storia. La sproporzione tra essere e voler essere è la spinta senza la quale l'uomo non avrebbe creato né il progresso, né le sue follie.
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 06/03/2011 - utile per 30 utenti
Voto al film: 
La discesa dalle grandi montagne dei conquistadores insieme agli indigeni. La montagna spaccata in due dalla nebbia, e in lontananza la lunga serpe di uomini che scende seguendo le rocce...Improvvisamente l'inquadratura ci avvicina al capo della coda umana, che scopriamo essere lunghissima. Uomini, natura, cielo e roccia...tutto in simbiosi perfetta, catturato magistralmente da Herzog, con il suo occhio attento e rispettoso. La storia è quella del comandante Pizarro e della spedizione per la conquista di El Dorado. Aguirre è un comandante che trama il grande tradimento, e che cerca fama, gloria e ricchezze.
Herzog racconta la storia di una discesa agli inferi, utilizzando il fiume come unico percorso accessibile, tutto intorno pericoli invisibili, natura selvaggia.
Due zattere iniziano il viaggio, una rimarrà presto intrappolata in un vortice d'acqua, non riuscendo più a proseguire, l'altra zattera riesce a raggiungere la sponda...Da qui il delirio, la paura si impossessa degli uomini rimasti, misteriosi indigeni tirano frecce avvelenate, trappole mortali lungo i sentieri nella giungla.
Aguirre è l'unico a rimanere immune dalle paure, convinto che riuscirà a compiere la sua missione, e raggiungere El Dorado con le sue ricchezze.
Riesce a organizzare una ribellione, sovverte il comandante, e con astuzia riesce a insinuare dubbi e sospetti tra tutti. La psicologia del personaggio di Aguirre è ben studiata, in perfetta simbiosi con la natura selvaggia che lo circonda,Aguirre è un animale predatore, un serpente viscido, che mangia le proprie prede dopo averle stritolate. E proprio come un capo branco, annuncia che sceglierà la propria figlia, che si è portato dietro nella spedizione, come compagna per iniziare una nuova dinastia.
Tutto questo grande impero che Aguirre progetta esiste solo nella sua testa, il regno è tutto su una zattera precaria.
Aguirre zoppica, è impacciato nella sua armatura che non si leva mai, assetato di vendetta e rivalsa, risulta essere un animale feroce e sanguinario con la sua spada, ma un tenero padre-amante verso la sua giovane figlia.
Cosa rende grande questo film? Sicuramente il modo in cui Herzog ci fa penetrare nella mente folle di Aguirre, che proprio come un giungla inesplorata, diventa sempre più affascinate.
El Dorato come meta impossibile, felicità assoluta di un uomo che aspira a diventare imperatore, e si ritroverà solo, con migliaia di scimmie come sudditi.
Ormai la zattera diventa una mente vacillante sul fiume che scorre implacabile....tutti i personaggi cominciano a morire, schiacciati dalla personalità di Aguirre che si impone su tutti. La follia non fa sentire fame, non fa sentire paura, non fa sentire dolore...fa sentire solo le mille voci .
Ed è a quelle mille voci che Aguirre parla nell'ultima fantastica scena...Solo, come lo è sempre stato , si lascia portare dal fiume, il suo regno durerà in eterno ora, il discorso delirante che pronuncia è indimenticabile...Aguirre è indimenticabile. Un viaggio della follia, selvaggia come la natura che ci mostra Herzog...sempre così attento nell'ascoltarla e rispettarla.
Kinski è l'unico Aguirre possibile, l'unico esistente. Lo sguardo, come si muove, l'attacco al villaggio degli Indios, la sua figura è insostituibile come il fiume come la montagna iniziale, come la giungla.
“Sono io il più grande traditore non ce ne sarà uno più grande, chi solo penserà di fuggire sarà spezzato in 124.000 pezzi....Se io Aguirre voglio che gli uccelli cadano sterminati, gli uccelli devono cadere stecchiti dagli alberi, sono il furore di Dio, la terra che io calpesto mi vede e trema, chi seguirà me e il fiume avrà onore e ricchezze....”...Il discorso delirante di Aguirre uno dei passaggi più struggenti ed emozionanti. Dopo di lui, solo la zattera sul fiume.
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [27]
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7 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Aguirre furore di Dio"
Nè un capolavoro e nemmeno un'opera imperdibile o necessaria. Un film dall'impatto estetico formidabile ma anche privo di una vera carica tensiva, con un Kinski che monopolizza l'attenzione e da ottima prova di sè ma fondamentalmente annoia. I primi piani, i silenzi e le poche prove di forza e scene d'azione, rendono questo film decisamente poco dinamico ma d'altra parte è giusto riconoscere ad Herzog l'aver dato spunto e ispirazione a lavori successivi attraverso una fotografia ottima ed...
voto al film: 
16 gennaio 2012 Opinione di bellahenry su "Aguirre furore di Dio"
La sottile linea tra pazzia e essere visionari, tra orgoglio personale e bene comune, convinzione e ossessione...questo è il tema del film. un Kinski piu pazzo del solito è la chiave di questo piccolo capolavoro di Herzog dove la trama scorre lenta come il fiume su cui tutto si muove.
voto al film: 
18 novembre 2011 Opinione di Kurtisonic su "Aguirre furore di Dio"
Gruppo di conquistadores spagnoli alla ricerca dell'Eldorado nella foresta sudamericana. Fra di loro, Aguirre (K.Kinski), in un crescendo di delirante follia ne prenderà il comando verso l'inevitabile destino. Dalle prime coinvolgenti immagini emerge la qualità documentaristica di W.Herzog, che al cospetto della natura le rende il meritato tributo esaltandone la forza, l'impenetrabilità e l'assoluta incompatibilità con la violenza umana. I conquistadores restano a margine del racconto...
voto al film: 
4 novembre 2011 Opinione di Luke Vacant su "Aguirre furore di Dio"
Il primo film del sodalizio Herzog-Kinski è un bellissimo esercizio di stile solido e robusto, un lento ma inesorabile viaggio nella follia, un discesa nella fine. Kinski non è in questo film la presenza ingombrante come lo sarà in film quali "Nosferatu" e "Fitzcarraldo", ma è figura chiave e centrale saggiamente guidata dal suo amico-nemico. Bel lavoro, suggestivo e interessante.
voto al film: 
6 marzo 2011 Opinione di maghella su "Aguirre furore di Dio"
La scena iniziale di “Aguirre” è la perfezione. La discesa dalle grandi montagne dei conquistadores insieme agli indigeni. La montagna spaccata in due dalla nebbia, e in lontananza la lunga serpe di uomini che scende seguendo le rocce...Improvvisamente l'inquadratura ci avvicina al capo della coda umana, che scopriamo essere lunghissima. Uomini, natura, cielo e roccia...tutto in simbiosi perfetta, catturato magistralmente da Herzog, con il suo occhio attento e...
voto al film: 
17 novembre 2010 Opinione di cheftony su "Aguirre furore di Dio"
La mia cultura "herzogghiana" è piuttosto limitata, ma in Aguirre nessun profano può evitare di notare la straordinaria capacità di questo regista di far interagire natura e cinepresa, immortalando benissimo grandi scenari, come la discesona avvolta nella nebbia nella scena iniziale e la curiosa quanto affascinante scena di chiusura del film. Aguirre furore di Dio riprende piuttosto liberamente la vera storia del conquistador spagnolo del '500 Lope de Aguirre,...
voto al film: 
12 novembre 2010 Opinione di Filmoski su "Aguirre furore di Dio"
La storia della spogliazione e dello sfruttamento dell'America inizia con Colombo e prosegue con Cortez e Pizarro fino ad arrivare ai giorni nostri. Gli Europei ed i loro discendenti hanno saputo trarre da quelle terre lontane ricchezza e potere, lasciando agli indigeni povertà e malattie. Pizarro, grazie ad imprese ardite, conquistò il Perù, ma non lasciò ai posteri l'Eldorado, bensì le altrettanto ricche miniere d'argento di...
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14 luglio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Aguirre furore di Dio"
Nell'America degli indios non c'è spazio per l'indecisione. C'è spazio per preti assassini, c'è spazio per deposizioni, tradimenti, bagni di sangue, esecuzioni, speranze di avidità, e morte. Ma questa non è l'America degli indios, è l'America plagiata, stuprata, distrutta, saccheggiata ed incendiata dai colonizzatori. I nativi del luogo diventano schiavi, testimoni di una lenta, sanguinosa ed inesorabile estinzione di un mondo incontaminato, l'ardore...
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4 novembre 2009 Opinione di AIDES su "Aguirre furore di Dio"
L'autodistruzione del potere scivola sulle acque torbide della megalomania e dell'avidità cieca, ha come destinazione i fantasmi mitologici dell'oro e della gloria. Nell'altro mondo dell'oscura regione peruviana, un gruppo di conquistadores spagnoli alla ricerca dell'El Dorado scende la cordigliera delle Ande fin dentro la giungla pianeggiante, tra incidenti e conflitti traghetta il suo regno su una zattera di morte, oscillante su un fiume in un dove imprecisato, inesistente. La...
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7 settembre 2009 Opinione di steno79 su "Aguirre furore di Dio"
VOTO 10/10 Primo successo internazionale di Herzog e uno dei suoi migliori film, una parabola sull'ambizione smisurata e sulla smania di ricchezza e potere che conducono alla follia e alla distruzione. Il film è strutturato come un viaggio in terre selvagge e inospitali (e girato realmente nella foresta amazzonica in Perù), ma ha delle risonanze emotive ben più intense di un normale film d'avventura, precorrendo di alcuni anni l'altra odissea fluviale di Coppola in Apocalypse now....
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