Tano da morire (1997)
Con Ciccio Guarino, Enzo Paglino, Mimma De Rosalia, Maria Aliotta
La trama
Un boss della mafia torna dall'al di là per proteggere la sorella.
Palermo, fine degli anni Ottanta. Tano Guarrasi, uomo d'onore noto per il suo carattere passionale e violento viene ucciso da un killer. Delle quattro sorelle rimaste zitelle per colpa di Tano sola una, Franca, dopo la sua morte decide di sposarsi. Ma il boss è deciso a tutelare la sua verginità anche dall'al di là.
È appassionato come la vecchia scuola muta napoletana, provocatoriamente sbrindellato e ilare come i film di John Waters, sgradevole come quelli di Ciprì (che firma la fotografia) e Maresco. Questo musical sulla mafia di Roberta Torre, musicato da Nino D'Angelo, con un cast di impiegati, casalinghe e commercianti, ha un sacco di idee di cinema che suppliscono con il colore e il rigore a ovvie limitazioni di budget.
L'opinione più votata
Di LorCio scritta il 29/11/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
29 novembre 2010 Opinione di LorCio su "Tano da morire"
Uno dei rarissimi esempi di musical italiano, per di più sullo sfondo di una sanguinosa guerra mafiosa, Tano da morire, opera prima di Roberta Torre, è un piccolo film fatto con pochi mezzi eppure dal respiro così largo da sembrano un’opera ben più lunga. La storia trasuda di nozioni di mafia spicciola (espresse dalle donne d’onore e dagli uomini di cosa nostra), riuscendo a non mitizzarla e a consegnarla al pubblico priva di qualunque intenzione di...
voto al film: 
1 novembre 2009 Opinione di mm40 su "Tano da morire"
Ad uno sguardo superficiale è solamente un film sgraziato e sgangherato, con musiche in napoletano cantate da personaggi siciliani. Puro trash. E invece il trash è solo il veicolo per un messaggio senza difficoltà definibile coraggioso e pure insolito: Tano da morire è un film sulla mafia vista dal di dentro, ma con una carica satirica ed ironica realmente sovversiva, una sorta di Padrino comico con lievi ambizioni di denuncia. Lievi perchè in fondo...
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23 febbraio 2009 Opinione di sasso67 su "Tano da morire"
Film divertente ed intelligente che sa coniugare il musical con l'inchiesta sulla mafia, fenomeno verso il quale rappresenta un modo di guardare sicuramente nuovo. Il divertimento, per gli appassionati di cinema, consiste anche nel cercare di riconoscere i numerosissimi riferimenti cui Roberta Torre rimanda nella sua coloratissima sarabanda: da Fassbinder alla Wertmuller, da Almodovar a Ciprì e Maresco, dal John Travolta della "Febbre del sabato sera" a John Waters e chi più ne ha più ne...
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29 maggio 2008 Opinione di OGM su "Tano da morire"
Se la satira consiste nell'evidenziare i dettagli con l'introduzione di iperboli e dissonanze, questo lavoro di Roberta Torre ne è la brillante interpretazione artistica, in termini di immagini e di suoni. L'operazione investe in toto il tessuto narrativo, perché il fenomeno mafioso, che di tale operazione è il bersaglio dichiarato, permea per intero il contesto sociale entro cui la storia si svolge. L'esplosione di musica e colori riproduce l'effetto di un ideale scompaginamento...
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9 ottobre 2007 Opinione di barabbovich su "Tano da morire"
Ispirato alla storia vera di Tano Guarrasi, l'esordio cinematografico di Roberta Torre è un coraggioso musical sulla mafia, idealmente scritto sotto la potestà di due iconoclasti di professione come Daniele Ciprì (ex-compagno della regista e direttore della fotografia di questo film) e Franco Maresco. La trama vorrebbe che nel 1988 a Palermo Tano (Ciccio Guarino), uomo d'onore gelosissimo delle sue quattro sorelle nubili, venga ucciso da un presunto sicario di una famiglia rivale. Il...
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25 settembre 2006 Opinione di ripley77 su "Tano da morire"
Emanuela Martini,Cinema la cinema,Film Tv : Presentato a Venezia nella Settimana della critica,è stato uno schiaffo all'educazione un pò compassata della maggioranza dei film in concorso.E' appassionato come la vecchia scuola muta napoletana(citata con affettuosa ironia nei flash in bianco e nero alla "Sperduti nel buio"),provocatoriamente sbrindellato e ilare come i i film di John Waters(del quale riprende le esasperazioni cromatiche e il gusto della volgarità),sgradevole come quelli di...
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18 settembre 2004 Opinione di Ramito su "Tano da morire"
Geniale nel suo neorealismo, nell' idea musicale, nella fotografia
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6 ottobre 2003 Opinione di zio_ulcera su "Tano da morire"
Satira di costume, visto che la mafia, ammesso che esista, è prima di ogni altra cosa una mentalità di massa. La cultura dell'illegalità, che è la dottrina unificante dell'attuale coalizione di governo, non si fonda sulla mera violazione delle leggi ma sulla totale ignoranza di queste. Risate e sconcerto ai massimi livelli per questo musical iper-realista che svela come i mafiosi si nutrano di una mentalità totalmente estranea allo stato di diritto.
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