Box of Moonlight (1996)
Con John Turturro, Sam Rockwell, Dermot Mulroney
La trama
Al Fountain è un ingegnere con seri problemi di relazione con le altre persone. La sua rigida educazione lo porta a negare ogni indulgenza verso i suoi operai, la famiglia e se stesso. Terminato anzitempo un lavoro, Al affitta un'auto alla Circle-Rent-A-Car, e inizia a girovagare in un percorso circolare attraverso i luoghi dell'infanzia. L'incontro con Kid, un ex attore che vive ai margini della società, è fondamentale nel dirigere Al verso un migliore rapporto con se stesso e il mondo.
Già campione del cinema indipendente statunitense con "Johnny Suede" e il metafilm "Si gira a Manhattan", questa volta Tom Di Cillo accusa una parziale battuta a vuoto. Siamo dalle parti di Frank Capra, ma la storia stenta a prendere il volo e Turturro è inzavorrato da una recitazione piana e senza scarti alla quale avrebbe giovato una graffiante ironia, non uno sterile ecologico buonismo. Il film è stato presentato al Festival di Venezia nel 1996.
L'opinione più votata
Di jonas scritta il 22/10/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
22 ottobre 2010 Opinione di jonas su "Box of Moonlight"
Un ingegnere non è capace di rapportarsi con il prossimo se non in modo formale: gli operai della centrale in cui lavora lo tengono a distanza, la moglie gli vuol bene ma si sta estraniando da lui e il figlioletto si sente intimidito dalla sua presenza. Ci vorrà l’incontro con un coglioncello (uno che crede persino alla regolarità delle partite di catch viste in tv) e un po’ di magia (la “scatola di luce lunare” del titolo) a fargli vedere la vita...
voto al film: 
12 luglio 2006 Opinione di movieman su "Box of Moonlight"
Leggero, amabile, non mostra nulla di particolarmente innovativo, ma gli umori e i personaggi sono di quelli giusti.
voto al film: 
11 maggio 2006 Opinione di wakeup-neo su "Box of Moonlight"
DiCillo racconta un uomo bloccato da se stesso attraverso pochi dettagli e riesce ad avvincere. Turturro è perfetto e se la storia (cultura vs. natura) è esile e le metafore semplici, il cuore si scalda grazie al ritratto vivo di personaggi alla ricerca di un contatto fisico ed emotivo. Rockwell e la Keener fanno un figurone. Il cinema indie poi - colpa del Sundance e della moda - è solo peggiorato.
voto al film: 
5 maggio 2006 Opinione di Orange su "Box of Moonlight"
E' da quattro anni che aspettavo il passaggio televisivo di questa piccola chicca di film che insegna ad ognuno a togliersi i paraocchi, a rimettersi in gioco e a guardare il mondo sotto un punto di vista diverso dal proprio.
voto al film: 
1 novembre 2002 Opinione di Tanuki su "Box of Moonlight"
Non sono d'accordo con la recensione di cui sopra. Non credo si tratti di una battuta a vuoto. Mi è parso un film molto bello, sensibile, toccante, con una storia sommessa ma molto ben recitata. Non il tipico prodotto di Hollywood, certamente. Siamo anche _notevolmente_ distanti da Frank Capra.
voto al film: 


















