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Nella società degli uomini (1997)

[In the Company of the Man, USA 1997, Commedia, durata 93']   Regia di Neil LaBute
Con Aaron Eckhart, Stacy Edwards, Matt Malloy



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Nella società degli uomini: presente
Ritmo ritmo in Nella società degli uomini: presente
Impegno impegno in Nella società degli uomini: presente
Tensione tensione in Nella società degli uomini: presente
Erotismo erotismo in Nella società degli uomini: minimo

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Nella società degli uomini

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Nella società degli uomini (voti: 29 media: 3,52) 29

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locandina di Nella società degli uomini

La trama

Una ragazza sorda vittima della cattiveria di due yuppies.

Due manager vanitosi, frustrati e chiacchieroni, delusi per essere stati abbandonati dalle rispettive fidanzate, passano il tempo a umiliare tutti quelli che ritengono più deboli. Non possono credere ai loro occhi quando si imbattono in una dattilografa fragile, indifesa e sorda. Per i due inizia una nuova missione.  

Su un'esasperazione aberrante è costruito "Nella società degli uomini", film d'esordio del commediografo americano Neil LaBute, che ha il coraggio della cattiveria. Un po' povero dal punto di vista cinematografico, il film vive su una scrittura brillantissima e sull'idea di "vuoto" nel quale colloca i personaggi. Un buon debutto.

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 13/10/2010 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

Confesso che personalmente un film come “Nella società degli uomini” mi fa paura. E’ infatti spaventoso pensare che ci siano in circolazione (e ci sono purtroppo!!!) uomini meschini, egoisti, squallidi, volgari e abietti come Chad, abili nell’arte del manipolare, ingannare, in una parola, fottere per il puro piacere di farlo, procurando inutili e gratuite sofferenze agli altri (“Perché Chad?” chiede nel finale l’ingenuo amico Howard. “Perché potevo!” è la sintetica e feroce replica di Chad). Aaron Eckhart, in una delle sue interpretazioni più riuscite e mature (in futuro raramente avrà a disposizione ruoli così taglienti) con il suo sguardo ora seducente ora bastardo, ora sornione ora sprezzante, è strepitoso nell’interpretare il vanesio e presuntuoso protagonista, uno che, facendo leva sul suo ruolo ma anche sul suo fascino ed abusando in modo sfacciato ed insolente della sua posizione riesce a far sentire chiunque gli sta intorno – passatemi la volgarità - una merda (emblematica la sequenza del colloquio quando al giovane collega in lizza per una promozione chiede subdolo e disinvolto - e non metaforicamente - “Fammi vedere le palle!”). Neil LaBute (questo è ancora il suo titolo migliore) trae la sceneggiatura da una sua commedia teatrale e confeziona un film cinico, amaro e sarcastico, dai dialoghi velenosi e corrosivi (“La differenza fra il punto G e una pallina da golf? Quando cerchi la pallina da golf ti diverti”), dalla messa in scena algida, essenziale eppur graffiante, incisiva. Nel raccontare il diabolico e beffardo piano messo in atto da due manager frustrati (“Che voglia di prendere qualcuno e distruggerlo. Dobbiamo ricominciare a farci valere subito. Non perdere mai il controllo. E’ questa la chiave!” dicono all’inizio) desiderosi di “restituire un po’ di dignità alle nostre vite, un sollievo molto terapeutico per rifarci delle donne che ci hanno scaricato” e per questo pronti a sedurre contemporaneamente una graziosa e timida ragazza sorda, dattilografa in una filiale dell’azienda in cui lavorano e dove sono stati mandati in trasferta per sei settimane per poi scaricarla (“Ci stiamo dividendo una sbavona” ironizzano) il regista, pur non esente da alcune facili scaltrezze, offre uno spaccato sconsolante, caustico e crudele di una società arrivista e moralmente riprovevole, per lo più governata da relazioni fasulle e pericolose ma soprattutto da opprimenti, gretti, infimi ed annichilenti rapporti di forza e di potere (non solo tra uomini e donne ma anche tra uomini) in cui, riprendendo quanto dice Howard a Christine, durante un felice pomeriggio passato insieme, si è così abituati a dire quello che si pensa la gente voglia sentirsi dire che ci si dimentica, a volte, che può volere semplicemente la verità. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Nella società degli uomini


21 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "Nella società degli uomini"
barabbovich

Lo yuppie Howard (Eckhart) racconta al suo amico e collega Chad di essere stato lasciato dalla moglie. Architetta allora una vendetta panica con la quale rifarsi contro l'intero genere femminile, consistente nel prendere di mira una potenziale zitella, illuderla e quindi lasciarla bruscamente. La malcapitata è una collega d'ufficio dei due "burloni", una ragazza sorda. Ma il "gioco" prende una piega inattesa per Howard, che si innamora quando è ormai troppo tardi: la ragazza...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)


13 ottobre 2010 Opinione di degoffro su "Nella società degli uomini"
degoffro

Confesso che personalmente un film come “Nella società degli uomini” mi fa paura. E’ infatti spaventoso pensare che ci siano in circolazione (e ci sono purtroppo!!!) uomini meschini, egoisti, squallidi, volgari e abietti come Chad, abili nell’arte del manipolare, ingannare, in una parola, fottere per il puro piacere di farlo, procurando inutili e gratuite sofferenze agli altri (“Perché Chad?” chiede nel finale l’ingenuo amico Howard....

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)

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[utile per 8 utenti]


16 agosto 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Nella società degli uomini"
LIBERTADIPAROLA75

Lo stile narrativo evidenzia la provenienza del regista dal teatro. La trama può sembrare banale ma analizza una crudeltà sociologica basata sul più banale dei fatti (un esponente di potere non può venire abbandonato da una donna -un essere per lui inferiore-) che si ripercuote su di una vittima sacrificale (una donna fragile con un handicap fisico -in questo caso sordomuta!-). La cosa porterà il cambiamento nell'umanità di uno (che si innamora della...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)


2 maggio 2010 Opinione di sonicyouth su "Nella società degli uomini"
sonicyouth

Piatto, noioso, banale.

voto al film: sonicyouth assegna il voto mediocre a Nella società degli uomini (1997)



11 aprile 2010 Opinione di chribio1 su "Nella società degli uomini"
chribio1

dalla trama che si pensa essere importante e d'impatto sociale,il film invece e' anche troppo banale ma anche cattivello al punto giusto.Mezzo flop,anche xche' alla fine non esalta x nulla la visione.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Nella società degli uomini (1997)


3 aprile 2010 Opinione di emmepi8 su "Nella società degli uomini"
emmepi8

  Un tema con una tesi ben precisa : punire il maschilismo e con una certa acidità. Il tema e la tesi è costruita abbastanza bene e si arriva al risultato finale con il ripiego degli intenti, come da copione. Certo qui l'arruffianamento è lontano ed un vago sapore di sgradevolezza avvolge tutto il film, che d'altra è proprio di questo che si vuole occupare. La critica ad una società che mette in evidenza valori solo di plastica è evidente, qui...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)



18 marzo 2010 Opinione di luca826 su "Nella società degli uomini"
luca826

VOTO 7,5 ANGOSCIANTE Freddissimo, violento e matematico nel rappresentare una situazione in cui nessuno si salva dal dolore causato da una sola mente diabolica. Uno degli affreschi più tristi e senza speranza che abbia mai visto, lucidissimo, con una regia che non abbozza mai un movimento di macchina (sempre ferma, costante, osservatrice) e personaggi così crudeli da dare all'insieme una carica ancora più tragica. Può sembrare compiaciuto ma è troppo freddo...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)


14 febbraio 2010 Opinione di supadany su "Nella società degli uomini"
supadany

VOTO : 7. Esordio notevole per LaBute, se non dal punto di vista tecnico, sicuramente da quello del coraggio e della fluidità del suo racconto. Storia molto cattiva, che identifica con realismo una società che tutti conosciamo benissimo, dove, di fronte al vuoto degli affetti, la cattiveria delle persone pare dominante e risulta tanto più accentuata quando di fronte ci si trova una persona debole e quindi facile bersaglio di schermaglie. Visione aberrante, resa ancora...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)



8 febbraio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Nella società degli uomini"
Mathiasparrow

E’ facile cadere nella trappola e credere di trovarsi di fronte ad un’opera solida e ben congegnata, ma guardando al di là degli ottimi attori e non lasciandosi incantare dal fascino che storie come queste stuzzicano inevitabilmente (specialmente in un pubblico maschile), emerge un’imbarazzante povertà sul piano degli intenti reali dell’opera. Il sopravvalutato lavoro d’esordio di LaBute è uno di quei film che simulano sicurezza e padronanza dei propri contenuti con tanta...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto mediocre a Nella società degli uomini (1997)


17 ottobre 2008 Opinione di PP su "Nella società degli uomini"
PP

Voto 7. Incede lento ma alla fine colpisce senza pietà, come il sorriso baro e sardonico del cinico protagonista. Ecco cosa vuol dire fare veramente male a qualcuno, senza lasciare segni sul corpo ma graffiando l’anima. [14.10.2008]

voto al film: PP assegna il voto buono a Nella società degli uomini (1997)




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