Au hasard Balthazar (1966)
Con Anne Wiazemsky, François Lafarge, Philippe Asselin
La trama
Il personaggio del titolo è un asino, testimone involontario e imparziale delle tragice vicende di Marie, "ragazza selvaggia" in un paesino rurale della Francia, oggetto di attenzioni morbose e violenze. Anche il somaro vive un personale calvario che culmina con la morte.
Il titolo è il motto araldico dei conti di Baux-de-Provence che facevano risalire la propria origine al "re magio" Baldassare.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 01/05/2010 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
11 marzo 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Au hasard Balthazar"
Poesia in movimento, non si potrebbe definire altrimenti questo lavoro di Bresson. L'asino Balthazar con le sue testardaggini, la sua rassegnazione, il suo sguardo dolce e pacifico e la sua cieca e necessaria obbedienza agli ordini del padrone di turno è la metafora perfetta dell'uomo nelle mani del destino. Una buona fotografia ed una regia posata, discreta ed evocativa fanno il resto. Non me la sento di parlare di capolavoro però, nè di consigliare il film a tutti perché il ritmo è...
voto al film: 
30 gennaio 2012 Opinione di ZioMaro su "Au hasard Balthazar"
Se c'è stato un regista sempre coerente con la propria visione del mondo e le proprie idee di messa in scena, quello è Bresson. Ha sempre proposto con costanza e tenacia una personale concezione dell'esistenza, così pessimista e senza speranza, mai patetica. Sempre inflessibile alle mode cinematografiche o a lusinghe di qualunque specie, non ha mai rinunciato alla sua convinzione: mostrarci che il mondo è un luogo crudele in cui vivere, perché regolato dai rapporti di forza e dominato...
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7 giugno 2011 Opinione di ed wood su "Au hasard Balthazar"
Questo è uno dei film più difficili che abbia mai visto. Fra i grandi maestri del cinema occidentale, Bresson è il più ostico, il più sfuggente. Personalmente fatico a comprendere del tutto opere di autori come Tarkovskij e Glauber Rocha, ma il motivo è dovuto all'estraneità geografica e culturale di Russia e Brasile alla realtà (italiana, euro-centrica e filo-americana) in cui sono stato formato. C'è tanta Russia in Tarkovskij e...
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15 maggio 2011 Opinione di mm40 su "Au hasard Balthazar"
Apologo sulla disillusione, parabola sulla vanità dell’esistenza terrena, metafora dell’inestricabile disegno del destino (in cui comunque il divino non è del tutto assente): Au hasard Balthazar è la vetta del cinema bressoniano e una delle opere più profonde e toccanti del cinema mondiale. Il colpo di genio essenziale è quello di adottare un animale, un asino, come protagonista, con tutte le difficoltà in chiave di recitazione e di...
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26 gennaio 2011 Opinione di Axeroth su "Au hasard Balthazar"
Au Hazard Balthazar è il film manifesto della sofferenza animale nel mondo, contemplando in questa categoria anche l’uomo, che di fatto, animale è. I quesiti che alla fine della pellicola ci si pone sono: chi è umano, l’uomo? O l’animale? Diciamo che l’uomo talvolta, o addirittura sovente si comporta più da animale che da uomo, e che l’animale è sovente più uomo che animale. Gli animali amano, vivono di affetto e...
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1 maggio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Au hasard Balthazar"
In un piccolo paese rurale della Francia vive Marie, una ragazza triste e taciturna che condivide con l'asino Balthazar la sottomissione violenta a un mondo cinico e brutale, dove la ricerca della propria felicità è continuamente offesa dall'egoismo individualista. In una società disumanizzata, Robert Bresson affida all'asino Balthazar il compito di rappresentare la perdita dell'innocenza, lo smarrimento delle giuste coordinate affettive. Si aggira in mezzo a una...
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26 aprile 2010 Opinione di OGM su "Au hasard Balthazar"
La poesia drammatica di Robert Bresson è quella stralunata del pensiero incompiuto, della frase inconclusa, dell’azione lasciata a metà. È come se ognuno, nel suo piccolo, nella singhiozzante alternanza di impulsi ed esitazioni, riproducesse il paradossale modus operandi del destino, che prospetta il pericolo e poi annuncia la gloria, spinge verso l’amore e poi presenta l’odio. Come l’asino Balthazar, noi siamo le vittime impotenti dei mutevoli...
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14 aprile 2010 Opinione di sasso67 su "Au hasard Balthazar"
Commovente e, nella sua semplicità, stupefacente, parabola cristologica, narrata sul doppio binario di una ragazza che coopera attivamente al proprio martirio e di un asinello, nato da (se così si può dire) buona famiglia – viene perfino battezzato! – e poi vittima incolpevole ed inconsapevole della malvagità umana. È raro trovare film che, come in questa vi(t)a crucis, sappiano abbinare il massimo dell’emozione con il minimo dei mezzi...
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25 aprile 2009 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "Au hasard Balthazar"
Lo sguardo oggettivo e puro dell'asino Balthazar scruta ma senza giudicare il mondo che lo circonda, fatto da uomini viziosi e malvagi. Un'opera pessimista che insieme a Mouchette è quella più minimalista della filmografia di Bresson, e si sente in modo pesnante, il senso e la concezione metafisica del Male (concezione che trovarà il suo massimo ne Il Diavolo Probabilmente). Le emozioni espresse dai protagonisti sono ridotte all'osso, la narrazione scarna, ci si trova davanti a così poco...
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5 aprile 2009 Opinione di PP su "Au hasard Balthazar"
Voto 7. Dopo avere letto le critiche avevo aspettative troppo alte e sono rimasto un po’ deluso. Film filosofico esistenziale permeato di un pessimismo radicale, con narrazione parallela tra le meschine sventure degli uomini e le peripezie del dolce asinello. Linguaggio cinematografico troppo scarno per i miei gusti, ma contenuti di altissimo livello. Indimenticabile il finale di Balthasar, che muore nell’indifferenza di un gregge di pecore. [27.03.2009]
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