I gigli del campo (1963)
Con Sidney Poitier, Lilia Skala, Lisa Mann, Isa Crino, Francesca Jarvis
La trama
Homer Smith mentre sta viaggiando in Arizona, si imbatte in cinque monache profughe dalla Germania dell'est che lavorano un arido pezzo di terra posta ai limiti del deserto. L'uomo si offre di aiutarle riparando il tetto della casa, ma quando presenta il conto per tutta risposta la madre superiora lo invita a dividere la loro magra cena e a passare la notte su uno scomodo pagliericcio nella loro "foresteria". La mattina dopo la superiora chiede a Homer di restare con loro per costruire una cappella.
Piccola commedia ben recitata tratta da un romanzo di William E. Barrett. Oscar a Poitier come miglior attore protagonista.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 04/03/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Homer Smith (Sidney Poitier), afro-americano, libero ed indipendente, dedito a lavori saltuari pur di non essere vincolato ad una vita, forse più sicura, ma certamente limitativa e grigia, capita per caso in un piccolo convento formato da 5 suore profughe dalla DDR. Quello che doveva essere un incontro di pochi secondi, diventa per l’insistenza teutonica della madre superiora, suor Maria, personaggio armato di una Fede assoluta, rigida all’occorrenza, ma sostanzialmente tenera e gentile, un soggiorno prolungato di lavoro per costruire una chiesetta. Tra Homer e le 5 suore tedesche scatta un transfert positivo. Invitato a consumare una magra cena, vedendo che le suore cercano di imparare la lingua inglese, si presta ad aiutarle, sia nello studio sia, lavorando per pochi giorni con le scavatrici di un imprenditore locale, nel procurare loro generi alimentari. E’ durante queste lezioni che Homer mette in evidenza la differenza di colore della pelle, ma è rassicurato dall’atteggiamento tranquillo delle bianche tedesche. Pur essendo di religione Battista, viene obbligato a frequentare la Messa, tenuta all’aperto, sul retro di un camioncino, cui assiste una popolazione di lingua spagnola. Il prete ed i parrocchiani si rendono conto che la chiesa non si farà senza la partecipazione di Homer e decidono di andare ad aiutarlo per realizzare quella cappella, capace di elevarli spiritualmente.
Nelson dirige un film un po’ troppo incentrato sulla emarginazione, la presenza di minoranze etniche, la solidarietà, i buoni sentimenti. Basato su una novella di William E. Barrett, il titolo è tratto dal Vangelo di Marco (6,25-34). Si avvale di una buona recitazione di Poitier, che per questa prestazione ha ricevuto un Oscar ed un Leone d’argento come migliore attore protagonista. Anche il restante cast si comporta lodevolmente. Il film ebbe anche 4 nomination, a mio parere eccessive. Buona la scenografia, quasi tutta all’aperto, in un ambiente desolato dell’Arizona. Complessivamente una visione piacevole, ma niente di più. Voto 6,5
4 marzo 2011 Opinione di dedo su "I gigli del campo"
La prima impressione che si ricava dalla visione è che una piccola comunità di diseredati, costretta a vivere in ambiente ostile, duro per procacciarsi i mezzi di sostentamento fisico e spirituale, armati solo della Fede religiosa e della conseguente sicurezza nel potere della Provvidenza, non si fa prendere dalla disperazione, ma cerca di collaborare per risolvere i problemi più urgenti, in spirito di sana e semplice distensione. Homer Smith (Sidney Poitier),...
voto al film: 
19 aprile 2010 Opinione di bradipo68 su "I gigli del campo"
A suo modo è un film importante nella storia del cinema perchè è stato il primo in cui un attore nero ha vinto l'Oscar come migliore attore protagonista.Effettivamente qui Sidney Poitier è al suo meglio,giovane,bello ,un afroamericano di successo in un Paese ancora non del tutto riconciliato con i propri problemi di razzismo.In quegli anni stavano uscendo molti film che affrontavano questo problema spinoso.Questo film di Ralph Nelson più che...
voto al film: 
21 dicembre 2008 Opinione di jonas su "I gigli del campo"
Un vagabondo nero si ferma provvisoriamente presso una piccola comunità di suore tedesche, in un territorio arido e isolato; colpito dalle loro misere condizioni di vita, le aiuta a costruire una chiesetta insieme a tutta la popolazione del paese vicino, poi se ne va per la sua strada senza salutare nessuno. Il film, nulla più che discreto, va ricordato soprattutto perché Sidney Poitier fu il primo attore nero a vincere l’Oscar (la prima attrice era stata Hattie...
voto al film: 
18 marzo 2006 Opinione di emmepi8 su "I gigli del campo"
Commedia insolita, ma con una sceneggiatura che è molto ovvio, dicamo che anticipa Sister Act di diversi anni, ma non ha avuto il coraggio di piagiare il pedale nel verso giusto. Non c'è equilibrio fra commedia e sentimentalismo. Il film viene salvato da un Poitier davvero insolito, che gioca con sè stesso e con il ruolo
voto al film: 



















